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Informazione Corretta Rassegna Stampa
18.03.2022 Deborah Fait risponde ai lettori
Zelensky sotto attacco

Testata: Informazione Corretta
Data: 18 marzo 2022
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Zelensky sotto attacco»

NATO - Wikipedia

Gentile Deborah, volevo intervenire con una lunga spiegazione a Maria Fiorangela Brunetti, poi ho letto la sua risposta e concordo in pieno : L'orgoglio lo abbiamo perso dall'epoca dell'Impero Romano. Tutti i Papi e signorotti locali che chiamavano a turno i francesi, gli spagnoli, gli austriaci hanno ridotto questo povero Paese a " la putain d'Europe " di De Gaulle ( che, per inciso, trovo MENO elegante di Churchill ). Comunque, ormai anche la UE è fuori gioco e lei ha ben spiegato il perché : ora, oltre che di mozzarelle e vongole si è imposta ( e ci ha imposto ) i valori imprescindibili LGBT e WOKE per cui stava per togliere le sovvenzioni (Covid) alla Polonia... Che io sappia nessuna votazione popolare europea ha dato mandato per inserire certi valori e non altri nella Costituzione europea! Quello che è sicuro è che fu rifiutata la "radice cristiana" dell'Europa che, personalmente, avrei digerito nonostante atea e mangia-preti, per essere cresciuta circondata dai capolavori artistici e cullata anche dalla musica sacra : come disse Cioran, " se c'è uno che deve tutto a Bach è Dio ". Comunque l'Europa è arrivata alla fine fisiologica del suo ciclo vitale come succede a tutte le civiltà, come succede a tutti gli esseri umani, ma è vero che l'Italia potrebbe morire con più dignità ! Quanto alla Polonia, vedremo il seguito : intanto ha già respinto gli africani e i magrebini che erano in Ucraina e von der Leyen & Co. non hanno fiatato... per ora ! Cordialmente

Laura Ferrentino

 Gentile Laura, La storia d'Italia è molto varia e interessante ma fino al Risorgimento del tutto priva di orgoglio nazionale, anche perché non esisteva una nazione. L'Identità italiana, formatasi nel Risorgimento, era sconosciuta alla maggioranza del popolo e sentita soprattutto dagli intellettuali nel tentativo di costruire un'unità di narrazioni e inculcare nel popolo l'idea di nazione nella quale riconoscersi. Secondo me non ci siamo ancora arrivati del tutto. Stessa cosa per quanto riguarda l'Europa, culturalmente e demograficamente complessa. Credo un italiano, un francese, un tedesco o un danese non si presentino mai come europei a differenza degli americani che da qualsiasi stato provengano diranno sempre di arrivare dagli Stati Uniti d'America, non dal Texas o dallo Utah. Forse noi arriveremo a questa unità tra qualche centinaio d'anni. Non è detto che l'eterogeneità sia un male, anzi, se non fosse contaminata dal politicamente corretto, anzi correttissimo, dalla cancel e woke culture contro tutto ciò che è bianco e non afroamericano. Naturalmente l'uguaglianza va bene, sia tra i sessi, ed era ora, che tra le popolazioni, ma l'esagerazione che porta alla penalizzazione del "maschio bianco" o della famiglia tradizionale, diventa ridicola. Un cordiale shalom

***

Gentile Signora Fait, a proposito della Sua risposta a Maurizio Del Maschio mi permetto di precisare che Vittorio Emanuele III, che ha certamente firmato le leggi antirazziste del 1938, abdicò a favore del figlio Umberto il 9 maggio 1946 e nello stesso giorno andò in esilio in Egitto; Mussolini era morto da oltre un anno. Naturalmente la Sua imprecisione non toglie nulla alla Sua continua proficua e apprezzata opera di verità: quando consulto giornalmente Informazione Corretta leggo sempre con molto interesse i Suoi contributi, oltre tutto il resto. Buon lavoro

Gianfranco Messe

 Gentile Gianfranco, Devo fare una precisazione sulla sua precisazione. A me risulta che Vittorio Emanuele sia scappato verso Brindisi il 9 settembre del 1943, il giorno dopo l'armistizio che lo aveva colto di sorpresa, e che Mussolini sia stato ammazzato nel 1945. Il re, tornato in Italia a guerra finita, precisamente a Napoli, nel 1946 abdicò in favore del figlio Umberto. La ringrazio per il suo apprezzamento. Un cordiale shalom

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Gent. Sig.ra Fait, Lei da giornalista consumata, è abile nel rispondere spuntando l’attenzione. Zelensky è un attore comico, non ho scritto che è un politico comico. Quanto al neonazismo ucraino, se è vero che la percentuale riferita alla società civile non desta più preoccupazione di quella di altri Paesi, ciò che trovo rilevante è preoccupante è che i neonazisti si annidino fra le forze armate di quel disgraziato Paese. Le prove sono inconfutabili. Perché ciò viene minimizzato? Non trova strano che forze armate di Paesi NATO come Regno Unito e forse Canada le foraggino e le addestrino? La narrativa ufficiale purtroppo non aiuta la gente a farsi un’opinione sulla base di informazioni complete e chiare. Cordialità

Maurizio Del Maschio

 Gentile Maurizio, Non sono esperta di geopolitica e non posso confermare che alcuni paesi Nato, come lei scrive, foraggino e addestrino il battaglione Azov. Da quanto letto in questi giorni, cioè dall'invasione dell'Ucraina, so che il suddetto battaglione è composto da volontari di destra provenienti addirittura da Italia, Francia, Spagna e Svezia, oltre che naturalmente ucraini. Kiev nega che Azov professi idee naziste pur ammettendo che il reparto sia di estrema destra, e questo è innegabile, ma dichiara che l'80% delle forze armate ucraine sia neutrale. Questo non significa che l'Ucraina di oggi sia un paese nazista, come molti vogliono far credere. Zelensky è stato eletto, stravincendo, per il desiderio del popolo ucraino di portare il paese verso l'Europa, la democrazia e affrancarsi dalla Russia e dalla corruzione. Personalmente mi auguro che possa vincere la sporca guerra di Putin. Un cordiale shalom

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Gentile Deborah, concordo con Domenico Cacopardo , di Italia Oggi , che riporta la sintesi che recita '' a 18 anni si e' rivoluzionari, a 50 benpensanti , e 70 conservatori.'' Visto il numero di personaggi che recitano abusivamente la parte di maestri di pensiero ( l ' Italia ne e' piena ), integrerei la sintesi di Cacoprado con quella , altrettanto efficace, di A. Arbasino , che recita '' a 18 anni si e' giovane promessa, a 50 anni si diventa venerato maestro, a 70 anni si diventa il solito stronzo''. Saluti

Dante D

 Gentile Dante, è innegabile che con l'età si cambino le idee e anche il carattere, a 18/20 anni non si può non essere rivoluzionari, a 50, o forse anche prima, ci si calma ma non è detto che a 70 anni si diventi stronzi anche perché molti lo sono già da giovanissimi. Io conoscevo quest'altro pensiero: "Essere comunisti a 20 anni significa avere cuore. Esserlo a più di 40 significa non avere cervello". Naturalmente si può scherzare senza prendere sul serio questi pensieri così categorici e lasciare spazio alla fantasia. Un cordiale shalom

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Condivido appieno il Suo articolo su Vittorio Feltri - un altro Toni Cappuozzo - che non so che cosa gli abbia preso (o che cosa gli avranno dato gli "altri", scusi ma a pensar male si fa peccato, ma delle volte si azzecca). Ne approfitto per dire a Zelensky Tieni duro, stringi i pollici e vedi di tirare dritto! Sempre teso alla Vittoria! חג פורים שמח

Mario Salvatore Manca di Villahermosa

 Gentile Mario, Auguriamoci, per il bene dell'Ucraina e dell'Europa, che Zelensky tenga duro e che, come sembra, l'esercito russo continui ad avere molte difficoltà nell'invasione anche se la carneficina continua. Nonostante la superiorità schiacciante i russi non riescono a prevalere sulla resistenza ucraina. Grazie per gli auguri di Purim che contraccambio. Un cordiale shalom

takinut@gmail.com

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