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Informazione Corretta Rassegna Stampa
04.03.2022 Gli anti-occidentalisti nostrani riprendono fiato
Analisi di Antonio Donno

Testata: Informazione Corretta
Data: 04 marzo 2022
Pagina: 1
Autore: Antonio Donno
Titolo: «Gli anti-occidentalisti nostrani riprendono fiato»
Gli anti-occidentalisti nostrani riprendono fiato
Analisi di Antonio Donno

NATO - Wikipedia

Gli eventi di Ucraina hanno fatto riemergere in Italia un agguerrito filone di anti-americanismo, che pur essendo da sempre sottotraccia nella cultura italiana di sinistra, ha oggi rialzato la testa a difesa dell’operazione di Putin contro l’Ucraina. Sarebbe più giusto dire che si tratta di anti-occidentalismo, in considerazione del fatto che i Paesi occidentali, singolarmente presi o uniti nella Nato, si sono schierati compattamente a condannare la guerra del dittatore russo contro l’Ucraina. Il problema non consiste, come si sostiene ingannevolmente, nel fatto che la Nato e l’Occidente hanno osato avvicinarsi troppo ai confini della Madre-Russia, minacciandone il suo spazio vitale, ma il contrario. L’Ucraina, dopo aver acquisto l’indipendenza sottraendosi alla fornace sovietica e al rischio di divenire l’avanposto russo contro l’Occidente, ha voluto tuffarsi in un nuovo mondo, proprio quello occidentale, che le avrebbe garantito libertà e prospettive di progresso economico e sociale. Così, nel quadro occidentale, l’America, dopo il disastro dell’Afghanistan, si è riproposta come punto di riferimento culturale e politico per un popolo che desiderava sganciarsi definitivamente da qualsiasi tipo di sottomissione. C’è da dire, però, che la faccenda afghana, rispetto a quella ucraina, aveva connotati del tutto diversi, che non è il caso qui di affrontare.

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L’anti-occidentalismo di alcuni settori della cultura italiana e di frange del mondo politico ha una tradizione così radicata da uscire allo scoperto appena se ne presenta l’occasione. Si tratta di un residuo culturale che sfida il corso della storia, nonostante le evidenze dei fatti. Quando crollò l’Unione Sovietica, questo settore ebbe un lungo periodo di contorcimento politico-culturale, perché negava che il disfacimento del comunismo sovietico, e poi del comunismo dei Paesi dell’Europa orientale, fosse l’esito di un gigantesco imbroglio che aveva portato masse enormi di persone a sostenere una causa che aveva portato miseria e oppressione proprio a quei popoli che avevano visto nel sol dell’avvenire un riscatto e una nuova vita.

Oggi la vicenda ucraina ripropone alcuni tratti di quel passato, con le dovute differenze. Secondo la visione dei sopravvissuti dell’anti-occidentalismo, il desiderio dell’Ucraina di aderire all’Occidente e ai suoi valori in senso lato rappresenta uno squilibrio nell’assetto politico dell’Europa, uno squilibrio che minaccia la pace mondiale. In sostanza, l’adesione di molti Paesi dell’Est europeo alla Nato avrebbe costretto Putin a reagire invadendo l’Ucraina. Questo ragionamento non tiene conto del fatto che l’adesione dei Paesi ex-comunisti alla Nato non è l’esito di una costrizione da parte dell’Occidente, ma la spontanea adesione di quei popoli ad una realtà politica e militare che li potesse difendere dal revanscismo russo. Cosa che è accaduta a danno dell’Ucraina, che ha tardato nel fare questa scelta. L’anti-occidentalismo delle frange culturali e politiche della sinistra italiana giustifica il revanscismo tardo-imperiale della Russia di Putin alla libera volontà dei popoli che preferiscono le libertà occidentali.

Ma è probabile anche che il ritorno degli Stati Uniti nella scena globale in occasione dei fatti dell’Ucraina abbia irritato gli anti-occidentalisti di casa nostra. E, insieme, la posizione unitaria tenuta dall’Unione Europea. È fondamentale che l’Occidente euro-americano mantenga una posizione di presenza politica continua ed efficace. Cina e Russia costituiscono un pericolo ormai costante nello scenario globale, con l’intenzione di modificarlo a proprio favore. L’impegno dell’Occidente nelle attuali vicende ucraine lascia sperare in un rinnovato ruolo internazionale degli Stati Uniti e dell’Unione Europea a difesa della libertà.

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Antonio Donno

takinut@gmail.com

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