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Informazione Corretta Rassegna Stampa
28.01.2022 Deborah Fait risponde ai lettori
Ancora su Sgarbi, Ovadia e gli ebrei americani

Testata: Informazione Corretta
Data: 28 gennaio 2022
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Ancora su Sgarbi, Ovadia e gli ebrei americani»

Vittorio Sgarbi, Moni Ovadia

Gentile Signora Deborah Fait, Anch'io sono rimasto sorpreso, sconcertato, fortemente amareggiato per le dichiarazioni di Sgarbi. Francamente non avrei mai pensato che una persona del suo valore intellettuale scivolasse così in basso, con una dichiarazione che mi ha riempito di rabbia. Direi che la sua successiva giustificazione è stata orrenda. Solo i rappresentanti della sinistra comunista quella che piange gli ebrei morti, ma odia quelli vivi di Israele,  sono capaci di simili, direi, bestialità. Considero da sempre Israele un grande paese che ha tutto il diritto di difendersi da chi lo vuole selvaggiamente distruggere assieme ai suoi abitanti.  Non sono ebreo ma cattolico e su Israele la penso sempre come voi. Auguri e cordiali saluti

Giovanni Cattani

 Gentile Giovanni, Sgarbi, pur essendo un validissimo critico d'arte, Ha dimostrato di essere una persona inaffidabile pronta a cambiare idea a seconda della gente che frequenta. Sembrava tanto amico di Israele ed è bastata la presenza di Ovadia per fargli cambiare idea. Una vergogna! La ringrazio per le sue belle parole. Un cordiale shalom

***

Gentile Deborah, concordo con quanto scritto da altri lettori. Aggiungo solo un'ulteriore considerazione. La sciocchezza di Sgarbi sullo'' sterminio'' dei palestinesi è umiliante soprattutto per l'intelligenza che a Sgarbi non manca, Ma c'è un errore di valutazione che Sgarbi ha commesso e che è forse ancora più grave . Sgarbi ha promosso ( lui , con la consueta modestia dice che '' ha scelto'' ) Ovadia per la direzione artistica del teatro di Ferrara. Anche i sassi sanno che Ovadia , bravo teatrante e promotore della tradizione canora ed umoristica yiddish, ha posizioni politiche e di ottusa ostilità nei confronti di Israele che sono semplicemente impresentabili. Ha rilasciato interviste a giornaletti on line che si dichiarano ancora ridicolmente '' comunisti '' definendo ''infame ''lo stato di Israele, ha sempre avuto rapporti stretti con personaggi italiani che in anni passati erano fan del dittatore '' comunista '' Ortega ( ora di nuovo sulla breccia , col solito sistema di eliminazione di oppositori ) , ha giustificato perfino i palloni incendiari di Hamas. Parla di apartheid da parte di Israele unico stato democratico di tutto il Medioriente , oltretutto con una forte presenza di cittadini arabi che godono degli stessi diritti di tutti gli altri, A Sgarbi tutto questo è misteriosamente sfuggito e dunque è nata la pagliacciata di chiamare '' festival '' un evento che doveva commemorare , non festeggiare. Infine , pur apprezzando la bravura di Ovadia sul palcoscenico, restano un mistero le sua capacita 'di direttore artistico di un sistema piuttosto complesso come è il teatro di Ferrara. Saluti Dante D Gentile Dante, Sgarbi non si è limitato a suggerire ma lui e la sorella hanno praticamente imposto Ovadia come direttore artistico del teatro di Ferrara. Chi sia Moni Ovadia lo sappiamo bene tutti e il suo odio per Israele non doveva essere un segreto nemmeno per Sgarbi. L'idea di chiamare festival la commemorazione di sei milioni di morti è stata mostruosa. Come lo è oil titolo della manifestazione di Novara RUN FOR MEM, la corsa per la memoria. Ho la tragica sensazione che il mondo stia impazzendo e non sappiamo dove ci porterà tutto questo. Un cordiale shalom  

***

Gentile Deborah, È vero che non tutti gli ebrei americani la pensano allo stesso modo (per fortuna) tuttavia è innegabile che più del 75% vota per la sinistra, cioè per il nemico, nonostante l'antisemita Obama abbia fatto di tutto per umiliare Netanyahu e perciò lo stesso Stato di Israele che rappresentava. Nel frattempo , come noto, questo presidente (uno dei peggiori della storia degli Stati Uniti) è sempre stato in stretto contatto con organizzazioni apertamente a favore del terrorismo. A questo punto gli ebrei americani con un minimo di dignità e nel segreto delle urne avrebbero potuto esprimere il loro dissenso, senza per questo rischiare nulla per l'incolumità fisica o verbale. Se non lo fanno vuol dire che c'è qualcosa sotto di ben più profondo, magari inconfessabile. Non vedo altra spiegazione. Tanti saluti

Sandro Semsey

Gentile Sandro, Non credo si tratti solo di preservare la loro l'incolumità fisica perché abbiamo visto che gli antisemiti non fanno distinzione tra ebrei dem o repubblicani. Il loro fine è pestare o addirittura ammazzare ebrei, per le strade di New York, di assalire le sinagoghe e gli studenti ebrei nei campus. Secondo me è proprio una semplice questione ideologica, molti ebrei americani sono di sinistra perché pensano che la destra sia fascista e odi gli ebrei. Quindi votano la sinistra che odia sia gli ebrei che Israele ma sperano che l'odio si riversi di più contro Israele di cui a molti di loro non interessa niente. Sono stati tutti innamorati di Obama e grandi odiatori di Trump, l'unico presidente che ha avuto il coraggio di portare l'ambasciata americana a Gerusalemme. Sappiamo entrambi che contro l'ideologia qualsiasi discorso è inutile. Un cordiale shalom

***

Cara Deborah, avrei delle considerazioni sulle affermazioni di Vittorio Sgarbi al "Festival" delle Memorie ed il terremoto che esse hanno suscitato. A mio avviso, noi sbagliamo nel ritenere che l'intelletto (intelligenza, cultura, etc) sia un tutt'uno con la psiche (sentimenti, amore, odio, paure, etc). Ritenere che l'uno e l'altra siano cosi' intimamente connessi e', a mio avviso, un'idea romantica un po' ingenua. Così, io non mi meraviglierei nello scoprire che un grande artista (scrittore, musicista, pittore, scultore, attore, cineasta, etc) possa essere (o essere stato) uno spregevole pedofilo/stupratore/violentatore e ... antisemita. Ora, sulle origini di un possibile antisemitismo di matrice non culturale ma psicologica vorrei fare un paio di riflessioni, entrambe ispirate ad un personaggio realmente esistito. Eduard Limonov (delle cui gesta ci parla Emmanuel Carrere nel suo celebre romanzo biografico "Limonov") e' stato un personaggio davvero molto interessante. Decisamente di destra, per le sue visioni nazionaliste sarebbe stato un campione di antisemitismo sovietico se non fosse stato per il fatto che, giovanissimo - tra i 16 ed i 18 anni (non ricordo bene) - iniziò una splendida relazione amorosa con una ragazza ebrea, più grande (almeno trentenne), che lo introdusse nel suo circolo di amici intellettuali, letterati, ed artisti, un mondo che avrebbe avuto un'influenza determinante nella sua futura formazione artistica e culturale. Fu un grande amore, che ebbe peraltro una lunga durata. Infine, fu Eduard a terminare la relazione - ma solo perché voleva cambiare vita (se ne andò a New York) - e, comunque, rimase sempre molto legato ed in contatto con questa donna, il suo primo (grande) amore. Come avrebbe quindi potuto, Eduard, "odiare" gli Ebrei? Immaginiamo ora che il nostro Eduard, invece, si fosse invaghito della stessa ragazza ebrea, ma che lei lo avesse disdegnato preferendogli un altro, oppure che al culmine della loro storia d'amore, fosse stata lei a lasciarlo per un altro, magari ebreo. Possiamo forse pensare che i sentimenti del nostro nei confronti del popolo ebraico sarebbero stati gli stessi? Sempre di natura psicologica (codardia, insicurezza, debolezza, etc) sono a mio avviso le origini dell' antisionismo dei vari Moni Ovadia, Gad Lerner, etc, ma questa e' un'altra storia. Un cordiale Shalom,

T U L L I O (Tullio Ceccherini-Silberstein)

P.S. Da quando ho iniziato a leggere IC, ho sempre ammirato il coraggio e la grinta dei Suoi scritti: mi piace pensare a Lei come ad una "guerriera/leonessa". Un grazie di cuore per la forza che ci da' quotidianamente con le Sue parole e l'entusiasmo che le anima.

Gentile Tullio, È verissimo che uno può essere un grande artista (non è il caso di Moni Ovadia) e nel contempo una persona spregevole. Ne abbiamo molti esempi nella storia. Personalmente io non faccio più nessuna differenza tra antisionismo e antisemitismo, chi odia Israele è un antisemita. Chi definisce "Infame" lo stato di Israele è un antisemita, non antisionista. Chi spera nella distruzione dello stato di Israele è un antisemita esattamente come chi lo accusa di essere uno stato di apartheid, una delle menzogne più aberranti e vigliacche che solo dei dementi possono avere l'ardire di dirlo. La ringrazio per le belle parole che usa nei miei confronti e ne sono onorata. Un cordiale shalom

takinut@gmail.com

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