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I musulmani sono infelici nei paesi in cui vivono, in uno solo sono felici, quale? (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


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Informazione Corretta Rassegna Stampa
24.01.2022 IC7 - Il commento di Donatella Masia: Appunti sulla giornata della Memoria
Dal 17 al 22 gennaio 2022

Testata: Informazione Corretta
Data: 24 gennaio 2022
Pagina: 1
Autore: Donatella Masia
Titolo: «IC7 - Il commento di Donatella Masia: Appunti sulla giornata della Memoria»
IC7 - Il commento di Donatella Masia
Dal 17 al 22 gennaio 2022

Appunti sulla giornata della Memoria

27 gennaio - Giornata della Memoria - Istituto Comprensivo Pergine 1

In questi giorni molteplici sono stati gli interventi  relativi alla ricorrenza della giornata della Memoria del 27 gennaio :  tutti  molto interessanti, e particolarmente dotti, acuti e propositivi  quelli che hanno visto ospite il prof.  Ugo Volli  per la presentazione  del suo libro  “Mai piu’ - Usi e abusi del giorno della memoria”. Qui di seguito, pertanto, voglio esprimere soltanto brevi  osservazioni, quasi dei “flash” , che mi sono venute  in mente ascoltando e leggendo qua e la’.

Primo (e scusatemi la licenza… letteraria!) : chi di capra ferisce…di capra perisce. Mi riferisco, ovviamente, a Vittorio Sgarbi.  Devo dire che il personaggio  mi piace; non solo perche’ valente esperto e critico d’arte, ma soprattutto perche’ persona (pensavo)  autonoma  di giudizio… e di parola! Finora gli ho sempre perdonato intemperanze ed eccessi, e soprattutto ho sempre apprezzato la sua concezione della “capra”: la capra sgarbiana, appunto,  che esprime bene (peraltro a  discapito di un animale del tutto incolpevole, ed anzi intelligente , vivace, curioso e, se necessario, coraggioso) le caratteristiche negative della ottusita’ e pervicace stupidita’ .  Dunque  l’invettiva sgarbiana “Capra, capra, capra!!!”, quando e’ stata  pertinente al caso mi e’ sempre piaciuta.  Mai  avrei pensato, pero’,  che lo stesso Sgarbi si comportasse da capra major (e’ proprio il caso di dirlo) come ha fatto presentando a Ferrara quel discutibile Festival delle memorie, che fa un guazzabuglio di tutti i diversi genocidi del mondo (per giunta sotto la dizione quasi macabra di “festival”), citando tra questi il genocidio del popolo palestinese perpetrato  dallo stato di  Israele.  L’enormita’, di cui hanno scritto magistralmente su queste pagine la nostra Deborah Fait  e lo stesso prof. Volli, non e’ solo una menzogna:  e’ espressione di puro antisemitismo, di quello piu’ grossolano, secondo cui Israele compie oggi sui palestinesi l’oppressione e distruzione che i nazisti attuarono contro gli ebrei.  Grave, gravissimo, che a dirlo sia Sgarbi ..  il cui acuto cervello si e’ qui trasformato in quello della sua ignorante ed ottusa capra, forse per imitazione del giullare suo amico , l’ebreo  antiisraeliano Moni Ovadia, star del Festival.  E’ grave perche’ cio’ che i cattivi maestri seminano, come la storia insegna, attecchisce e fruttifica nelle menti ignare della verita’. 

Giornata della memoria: l'importanza di ricordare - Paidea

Secondo:  la  ricorrenza del Giorno della Memoria e’ di gran lunga  “maggiorenne”, poiche’ istituita in Italia  con la legge  n. 211 del  20 luglio 2000 , che la stabilisce  “in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”.  Cosi’ recita il titolo della legge, che all’art. 1  spiega perche’ e’ stata scelta la data del 27 gennaio, “data dell’abbattimento  dei cancelli di Auschwitz”, affermando che la ricorrenza serve a  “ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonche’ coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.  Quindi all’art. 2  illustra ed esemplifica le modalita’ con cui onorare la ricorrenza, “affinche’ simili eventi non possano piu’ accadere”.   Bene, nonostante la pessima tecnica di redazione legislativa che da anni caratterizza il nostro Parlamento , per una volta questa va invece elogiata:  la legge , infatti,  ha il pregio di chiamare le cose col loro nome. E’ stato usato  il termine Shoah che in ebraico significa “distruzione, catastofe”  :  nulla a a che fare , dunque, con  la impropria espressione, comunemente usata nei  media, di “Olocausto”.   Questo, secondo il dizionario italiano, e’ il  “sacrificio supremo,  nell’ambito di una dedizione totale a motivi sacri o superiori”.   In una parola, per dirla con Dante, “l’offerta di se stesso” : “Con tutto ‘l core e con quella favella /  ch’e’ una in tutti, a Dio feci olocausto / qual conveniesi a la grazia novella” (Paradiso, canto XIV  verso 89,  laddove Dante ringrazia Dio facendo offerta di tutto se stesso). Vero e’ che l’etimologia greca fa riferimento alla “vittima interamente bruciata”, ma il significato originario non e’ rimasto nella moderna accezione di  “olocausto”: dunque utilizzarlo in luogo di Shoah e’ errato e fuorviante.  Per parlare  dello sterminio degli ebrei dobbiamo usare il termine Shoah, non Olocausto.

Terzo :   il buon esordio della legge ha sortito gli effetti voluti?  Certamente  in occasione del 27 gennaio enti ed istituzioni varie, in primis quelle scolastiche, si prodigano nell’organizzazione di eventi commemorativi.  Come  e’ stato  osservato, pero’,  col tempo  queste iniziative  hanno assunto un  sapore formale e retorico, facendo dubitare  della loro effettiva utilita’.   Non sono di questo avviso. Il punto e’ che bisogna saper  creare occasioni di reale interesse, non limitarsi a commemorare. Soprattutto, bisogna  ideare occasioni educative, che insegnino la storia, ma non la storia della Shoah (come  si limita a fare il MIUR organizzando i corsi ad hoc per gli insegnanti), bensi’ la storia nella sua piu’ ampia estensione, compresa quella degli Ebrei nel mondo, e quindi  la storia di Israele, e parallelamente la lunga storia dell’ antisemitismo.  Solo la conoscenza di questa storia,  e della geografia correlata, puo’ smentire le bugie antisemite e antiisraeliane,  oggi piu’ diffuse che mai, smascherando i cattivi maestri.  Cio’ vale a maggior ragione dopo oltre vent’anni dall’entrata in vigore della legge, poiche’ sono oramai venuti a mancare pressoche’ tutti gli ultimi testimoni della Shoah.  Dunque non vi puo’ piu’ essere memoria oralmente tramandata.  

Quarto :  come  dare concretezza  alla ricorrenza del 27 gennaio,  operando perche’  quel “Mai  piu’”  solennemente affermato si  realizzi nei fatti, anziche’ mostrarsi   sempre piu’ labile dinanzi  ai gesti, numerosi, variegati e tragici, di antisemitismo ed antiisraelismo  nel mondo,  ed anche in Italia,  spia che una nuova Shoah per alcuni sarebbe gradita ed augurabile?  Intanto, parlando chiaro, ossia dicendo la verita’ su chi  essenzialmente  sono coloro che odiano  gli ebrei del mondo e lo stato di Israele ed i suoi cittadini.    E’  scritto nei loro libri sacri (Corano), nelle loro carte istituzionali (vedi la costituzione di Hamas), viene insegnato nelle loro scuole (si leggano i libri di testo, anche delle elementari,  adottati  dall’Autorita’ palestinese)  :  sono documenti espliciti ,   che non usano metafore.   Ancora  oggi , come durante il nazismo con cui si era alleato ,  chi vuole cancellare Israele dalle carte geografiche e’ buona parte del mondo musulmano, tanto caro alla sinistra nostrana, e non solo nostrana.  Se individui il nemico, e lo conosci, allora  lo combatti; e cosi’ bisogna fare se si vuole difendere Israele : senza timore di essere accusati di islamofobia.  In secondo luogo,  si deve agire  “guardando  avanti”,  ossia con uno sguardo nuovo e ampio sui mutamenti  che anche nel mondo musulmano le accorte  politiche  dei veri innovatori sanno creare.  Gli accordi di Abramo hanno una valenza epocale e bisogna perseguirli ed ampliarli : non tutto il mondo musulmano e’ schiacciato dall’ideologia  antisemita ed antiisraeliana governata dall’Iran e dai suoi  servi ed amici.  Al suo interno si sta sviluppando una visione pragmatica della societa’,  che riconosce  la necessita’ di avanzamento  tecnologico e dei costumi,  e delle relative relazioni commerciali e diplomatiche, in uno con la necessita’ di bloccare l’aggressivita’ sciita.   Il “Mai piu’” puo’ passare anche per questa strada. 

Infine, bisogna denunciare quelli che il prof. Volli definisce “abusi” della memoria, ossia tutte quelle operazioni che annacquano e banalizzano la Shoah, vuoi per ignoranza (come fanno  molti No Vax che si mostrano oppressi  dalla “dittatura sanitaria”  quali  gli ebrei nei campi nazisti), vuoi  per deliberato disegno antisemita , come  ad esempio nel caso del Festival delle memorie in inizio citato, che con la scusa di ricordare tutti i genocidi  del mondo si inventa quello dei palestinesi da parte di Israele;  oppure come  nei casi  in cui  si utilizza la giornata della Memoria del 27 gennaio estendendola ad ambiti diversi dalla Shoah , al preciso scopo di ridurne l’importanza;  od ancora  si attribuisce  la nozione di “Giusto”   ad  uomini o donne  coraggiosi  che hanno compiuto opere meritorie e salvifiche , che pero’ nulla hanno a che fare  con il salvataggio di ebrei  oppressi dai  nazisti  da parte di non ebrei (che e’  l’unico concetto di “Giusto tra le nazioni” secondo la statuizione dello Yad Vashem, l’ente nazionale per la memoria della Shoah di Gerusalemme).  Queste operazioni  sono frutto di deliberata volonta’ sorretta da ideologia antisemita ed antiisraeliana.  E’  dunque proprio per tale ragione che la giornata della Memoria del 27 gennaio deve essere salvaguardata  e valorizzata  ,  ricordando  la Shoah con modalita’  che ne tutelino la unicita’  e  combattano ogni forma di banalizzazione e conseguente minimizzazione o, peggio, mistificazione. Infatti non e’ un caso che proprio intorno al 27 gennaio si moltiplichino operazioni mistificatorie come quella del Festival ferrarese : finche’ la giornata della Memoria dara’ fastidio agli antisemiti ed  agli antiisraeliani,  vuol dire che costituisce un buon baluardo contro di loro.  Ed allora,  onoriamola e rafforziamola, perche’ ci consenta di individuarli e combatterli! 

Informazione Corretta
Donatella Masia, magistrato

takinut@gmail.com

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