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I musulmani sono infelici nei paesi in cui vivono, in uno solo sono felici, quale? (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


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Informazione Corretta Rassegna Stampa
23.01.2022 Deborah Fait risponde ai lettori
Zemmour e gli ebrei francesi

Testata: Informazione Corretta
Data: 23 gennaio 2022
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Zemmour e gli ebrei francesi»

ALLONS ENFANTS | OnTuscia Quotidiano Viterbo e provincia
Eric Zemmour

Shalom Deborah, Seguo personalmente da parecchi anni le notizie che arrivano dalla Francia, in particolare attraverso i24news in francese, ma non solo. La comunità ebraica francese è ben integrata in Francia. Con circa 450/500mila persone è la prima comunità ebraica in Europa e la terza nel mondo. Tre organizzazioni principali guidano la comunità ebraica: le Consistoire sugli affari religiosi; il Front Social Juif Unifié per gli affari sociali ed educativi; e il Conseil Représentatif des Institutions Juives de France (CRIF) che è la rappresentanza politica degli ebrei francesi. Fino agli anni '90 gli ebrei francesi votavano piuttosto a sinistra; dall'Intifada del 2000 l'aumento degli atti di antisemitismo e l’incapacità di alcuni partiti di sinistra di sostenere apertamente gli ebrei che combattono contro l'antisemitismo hanno fatto sì che gli ebrei si stiano allontanando dalla sinistra. Inoltre Il fatto che la maggior parte dei violenti atti antisemiti provenga da musulmani è diventato un vero problema per gli ebrei in Francia. Questo può spiegare perché circa il 15-20% di loro sostiene Marine Le Pen o Eric Zemmour. Le istituzioni ebraiche hanno sempre avuto una posizione chiara: nessun legame e nessun appoggio a Marine Le Pen o a Eric Zemmour, nè all'estrema sinistra; i leader ebrei li ritengono tutti antisemiti e/o anti-israeliani dato il loro sostegno al BDS. Il fatto che Eric Zemmour sia ebreo non ha cambiato questa categorica posizione: il presidente del CRIF, Francis Kalifat, ha detto « nessun voto ebraico per Eric Zemmour ». È un momento difficile per gli ebrei francesi: combattere l'aumento dell'antisemitismo da sinistra, destra e musulmani radicali; una sfida per la Repubblica e la democrazia in tempi di populismo. La strada è in salita ma la forza della comunità ebraica con l'aiuto delle forze democratiche in Francia aiuterà a superare le sfide. Cordialmente

Shirel Levi

Gentile Shirel, Non sempre le istituzioni ebraiche vedono lontano, spesso sono miopi e lo dimostra il fatto che in un recente passato, hanno sempre votato a sinistra in una Francia in cui la Gauche spalancava le porte all'islam per diventare il paese più antisemita d'Europa. Eric Zemmour e i tanti giovani che lo seguono vogliono dare un altro volto alla Francia, vogliono il riscatto nazionale e ridare al loro paese la cultura occidentale persa negli anni in favore della barbarie di alcuni gruppi antioccidentali e antisemiti. Purtroppo l'intellighenzia francese è disposta a sostituire i valori occidentali, la libertà di pensiero, la civiltà di secoli di storia con l'islam, il suo razzismo, la sua chiusura mentale e il suo odio contro tutto ciò che sa di libertà e democrazia. Questa politica, purtroppo non solo francese, sta devastando l'Europa e i suoi valori, sta portando, o ha già portato, alla cancel culture. Grazie a questa ideologia che vuole cancellare arte, cultura e storia, la Francia e l'Europa tutta stanno vivendo una nuova e pericolosissima forma di antisemitismo. Quando se ne accorgeranno gli ebrei? Un cordiale shalom

***
 
Gentile Deborah, Ho letto il bellissimo articolo di Mordechai Kedar "Israele deve continuare a piantare alberi...." che trova perfettamente in linea con le opinioni che ho sempre espresso. Il sottoscritto puo' dare qualche volta un giudizio sbagliato, e' normale, ma una personalita' come Mordechai Kedar penso che difficilmente si possa contestare. Con stima

Sandro Semsey

Gentile Sandro, Mordechai Kedar è un grande personaggio, esperto in cultura araba, che per 25 anni ha servito nell'Intelligence israeliana. Grande sionista, è famosa la sua intervista a Al Jazeera nel 2008, quando, senza alzare la voce, disse tranquillamente "Gerusalemme appartiene agli ebrei. Punto." Il suo articolo sugli alberi è bellissimo e spiega molto bene la situazione politica attuale di un governo debole che ha voluto al suo interno un partito islamico collegato alla Fratellanza musulmana che auspica la fine di Israele. È vero che recentemente Mansour Abbas ha detto che "Israele è nato per essere uno stato ebraico" ma sappiamo che altri nel suo partito non la pensano così. La rivolta dei beduini è stato un segnale per Israele che, come dice Kedar, deve far sapere loro, senza indugi, che è lo stato che comanda e che loro, essendone cittadini, devono attenersi alle sue regole. Non so se il governo attuale sarà in grado di farlo onde evitare che gruppi di sovversivi antisemiti corrodano le basi dello stato e ne arrivino all'annientamento. Si, spero anch'io, come chiunque ami questo paese, che Israele continui a piantare alberi. Un cordiale shalom

takinut@gmail.com

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