mercoledi` 17 agosto 2022
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Hillel Neuer smaschera l'antisemitismo dell'Unrwa (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






Informazione Corretta Rassegna Stampa
29.11.2021 IC7 - Il commento di Enrico Fubini: Faide e violenza tra gli arabi israeliani
Dal 21 al 27 novembre 2021

Testata: Informazione Corretta
Data: 29 novembre 2021
Pagina: 1
Autore: Enrico Fubini
Titolo: «IC7 - Il commento di Enrico Fubini: Faide e violenza tra gli arabi israeliani»
IC7 - Il commento di Enrico Fubini
Dal 21 al 27 novembre 2021

Faide e violenza tra gli arabi israeliani

Il 16 novembre i giornali in Israele davano un certo rilievo alla notizia che la polizia aveva operato 19 arresti a Beersheva dopo una feroce sparatoria notturna dentro e fuori l’ospedale Soroka che aveva prodotto numerosi feriti, alcuni gravi. Pochi giorni dopo episodi analoghi in un ospedale di Netanya e il giorno seguente la stessa scena in un ospedale di Kfar Saba. Cosa sta succedendo in Israele? Chi non conosce la situazione può affermare che purtroppo gli attentati terroristici sono frequenti in Israele.

Blame Jewish-Arab Violence on Israeli Religious Extremists

La realtà è molto diversa e non ha nulla a che vedere con il terrorismo. Un’ondata senza precedenti di violenza scuote il mondo arabo israeliano. Nelle cittadine arabe della Galilea e nel sud d’Israele, tra i Beduini, vi è un crescendo di violenza tra i vari clan familiari che compongono questo mondo. Spesso le inimicizie, le rivalità, i diversi interessi economici di carattere familiare, tra i gruppi spesso mafiosi che affliggono la società araba e beduina, sfociano in sparatorie, feroci regolamenti di conti tra le famiglie. Ci si può chiedere perché sovente le violenze e le sparatorie avvengono proprio davanti e dentro agli ospedali. I feriti lasciati sul campo dopo questi regolamenti di conti vengono ovviamente ricoverati in ospedali; ma i clan dell’opposta fazione non si accontentano di aver ferito il nemico; devono ucciderlo per terminare la loro vendetta e perciò cercano la loro fine persino nelle camerate degli ospedali. Possono sembrare scene da Western e purtroppo questa situazione che affligge il mondo arabo israeliano e che ha le sue appendici ovviamente anche tra gli arabi dei territori, non è nuova e da parecchi anni sta creando grosse difficoltà ai governi.

Israele e la Knesset più breve della storia, il danno di tornare alle urne  | Agenzia Comunica
La Knesset, il Parlamento israeliano

Si potrebbe cinicamente affermare che è una faccenda che riguarda gli arabi e che produce un numero molto alto di vittime all’interno della loro società. Ma in realtà la società araba è sempre più interconnessa con la società israeliana nel suo complesso e il problema pesa negativamente su tutta la società israeliana: non è solo un problema di ordine pubblico e di maggiore presenza della polizia. I primi a protestare contro questo clima di violenza che affligge anzitutto la società araba sono gli stessi arabi che in grande maggioranza vorrebbero condurre una tranquilla vita senza il pericolo giornaliero di essere vittima di una sparatoria tra gruppi rivali che sparano all’impazzata nelle strade dei loro villaggi.

Da tempo gli arabi protestano contro il governo che non invia sufficienti mezzi di polizia per controllare più efficacemente la vita quotidiana di chi vorrebbe solo poter vivere pacificamente. Il mese scorso un folto gruppo di arabi israeliani ha organizzato una manifestazione a Tel Aviv, bloccando persino la circolazione, protestando contro la violenza e il crimine organizzato, chiedendo al governo di inviare nei loro villaggi ingenti forze di polizie per bloccare questa ondata di criminalità che affligge la loro comunità. Il nuovo governo ha stanziato una somma notevole per aumentare le forze di polizia anche se purtroppo la polizia non è sufficiente a incidere in modo radicale su una situazione che si è incancrenita nel corso degli anni.

Questo fenomeno peraltro preoccupante e di non facile situazione nella società israeliana contrasta con la tendenza ad una crescente integrazione della società araba nel contesto della società israeliana nel suo complesso. Le Università hanno un numero crescente di arabi tra gli iscritti; i laureati, i professionisti, i medici di valore, gli imprenditori sono sempre più numerosi tra gli arabi israeliani. Il mondo arabo che costituisce oltre il 20 % della popolazione è sempre più inserito nella società israeliana nel suo complesso. Pur conservando le proprie caratteristiche etniche e religiose il mondo musulmano, cristiano ed ebraico è sempre più interconnesso formando una società sempre più coesa e cooperante. Tra i recenti fenomeni socio-politici che rappresentano un’importante spia di un sempre maggior inserimento della società araba nella società israeliana nella sua interezza è la partecipazione al governo di un partito arabo che, lontano da ogni velleità ideologica, si propone anzitutto come forza che lavora attivamente per risolvere i grossi problemi sociali che affliggono la comunità araba.


Enrico Fubini, già docente di Storia della musica presso l'Università di Torino


takinut@gmail.com

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT