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Informazione Corretta Rassegna Stampa
13.11.2021 Situazione fluida in Medio Oriente
Analisi di Antonio Donno

Testata: Informazione Corretta
Data: 13 novembre 2021
Pagina: 1
Autore: Antonio Donno
Titolo: «Situazione fluida in Medio Oriente»
Situazione fluida in Medio Oriente
Analisi di Antonio Donno

Israele sta intensificando gli attacchi aerei sulle postazioni iraniane in Siria, mentre Teheran accelera il suo progetto per giungere all’arma nucleare. La sospensione degli incontri di Vienna tra Iran e Stati Uniti, incontri che riprenderanno alla fine di novembre, è servita a definire gli obiettivi del nuovo governo di Raisi, ma soprattutto a dare un’accelerazione ai lavori per il nucleare. Con ogni probabilità, Raisi vuole mettere Washington di fronte ad una realtà da cui non si può tornare indietro, anche se i negoziati di Vienna dovessero giungere ad una firma conclusiva. L’Agenzia Internazionale per l’energia atomica (Aiea), dopo il ritiro degli Stati Uniti dal Joint Comprehension Plan of Action (Jpcoa), voluto da Trump, non è ammessa ai controlli nei laboratori iraniani, ma sostiene che l’Iran di Raisi ha fatto passi notevoli per il raggiungimento degli obiettivi nucleari. Lo scopo di Teheran è chiaro: se si dovesse giungere alla riproposizione del Jpcoa, esso dovrebbe comprendere, nella sua formulazione, un nuovo punto di partenza, costituito dal livello attuale raggiunto dal progetto nucleare. I controlli internazionali sarebbero un altro terreno di difficile accordo. A questo punto, Washington si troverebbe in un grave imbarazzo: eliminare le sanzioni imposte da Trump non potrebbe conciliarsi con la firma di un trattato così favorevole all’Iran, o con un trattato di compromesso che lascerebbe intatta la situazione attuale.

All’interno del governo israeliano corrono voci su possibili attacchi dell’aviazione di Gerusalemme sui siti nucleari iraniani, ma ciò favorirebbe le posizioni di Teheran in seno ai negoziati di Vienna. Raisi e i suoi potrebbero sostenere che è Israele a volere la guerra, alla quale gli iraniani sarebbero costretti a rispondere, e questo sarebbe un argomento molto pesante per chiedere a Washington l’annullamento delle sanzioni. Gli americani, di fronte ad un eventuale attacco israeliano, si troverebbero improvvisamente in una difficoltà ancora maggiore e, di conseguenza, l’ala più anti-israeliana dell’Amministrazione Biden avrebbe partita facile sul Presidente e sul suo Segretario di Stato, Antony Blinken. In sostanza, un’azione bellicosa da parte di Israele nei confronti dell’Iran sarebbe controproducente da molti punti di vista, anche perché Raisi ha recentemente affermato che l’Iran è pronto a difendersi da un eventuale attacco di Israele.

Accanto al rafforzamento del programma nucleare, Teheran sta operando diplomaticamente su molti fronti mediorientali. Benché il partito dello sciita Moqtada al-Sadr abbia vinto le elezioni e lo stesso al-Sadr abbia affermato che l’Iraq non cadrà mai nelle mani dell’Iran, le fazioni filo-iraniane all’interno dell’Iraq costituiscono un punto di forza della politica di Teheran in quel Paese. Inoltre, l’Iran sta procedendo a stabilire contatti diplomatici con tutti i Paesi del Golfo per rafforzare la propria posizione in caso di attacco israeliano.

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Joe Biden

L’Amministrazione Biden è in attesa che i negoziati di Vienna riprendano e soprattutto ha estremo interesse a capire quale sarà la posizione dell’Iran dopo l’ascesa al potere del falco Raisi. Il problema iraniano pesa notevolmente sulla politica internazionale americana. Il programma di Biden, come è noto, non prevede un impegno diretto americano nel Medio Oriente perché sono considerate prevalenti le questioni in ballo con la Russia e con la Cina nell’area dell’Indo-Pacifico. Proprio per questi motivi, il problema iraniano rappresenta un fastidioso, ma nello stesso tempo improrogabile punto di grande attenzione da parte americana. Nello stesso tempo, però, la parte moderata dell’Amministrazione vorrebbe concludere i negoziati con un risultato positivo per gli Stati Uniti di fronte agli Alleati occidentali e allo stesso duo Russia-Cina. In che cosa consista il risultato favorevole per Washington lo si vedrà soltanto alla chiusura dei negoziati. Israele è in attesa degli eventi, ma è attivo sul fronte delle azioni militari nei confronti degli avamposti iraniani presenti in varie situazioni della regione mediorientale.

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Antonio Donno

takinut@gmail.com

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