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Informazione Corretta Rassegna Stampa
07.11.2021 Ritratto di Marina Sereni, viceministro degli Esteri
Commento di Giuseppe Crimaldi

Testata: Informazione Corretta
Data: 07 novembre 2021
Pagina: 1
Autore: Giuseppe Crimaldi
Titolo: «Ritratto di Marina Sereni, viceministro degli Esteri»
Ritratto di Marina Sereni, viceministro degli Esteri
Commento di Giuseppe Crimaldi

Afghani in Italia, Marina Sereni:
Marina Sereni

Quando c'è la salute c'è tutto. E quando ci sono l'imparzialità e l'onesta intellettuale pure. Su questi ultimi due punti la signora Marina Sereni, al secolo "onorevole" in quanto eletta in Parlamento, di onestà intellettuale e imparzialità ne ha da vendere. Attualmente è viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale: una garanzia per la nazione, un baluardo di competenza e conoscenza della materia internazionale, non c'è che dire. Di recente l'onorevole si è distinta per quello che sovente è l'approccio politico-intellettual-culturale alle questioni mediorientali per i rappresentanti della sinistra "mordi e fuggi", quella "politicamente corretta" un tanto al chilo, quella che ama tanto la kefyah (purché sia in cachemire, of course...) e che sfila sempre al fianco dei diseredati, dei miseri, degli ultimi: e così, sulla decisione (legittima) del governo israeliano di dichiarare come "terroristiche" sei ONG di dichiarata fama antisionista ha rilasciato la seguente dichiarazione, subito ripresa e rilanciata da tutti gli organi d'informazione italiani: “Come viceministro responsabile per la Cooperazione allo Sviluppo non posso che esprimere preoccupazione per la designazione da parte israeliana di 6 ong palestinesi umanitarie e di difesa dei diritti fondamentali come ‘organizzazioni terroristiche’. Molte di queste organizzazioni intrattengono fruttuosi rapporti di collaborazione con numerosi Paesi donatori, inclusa l’Italia, per l’attuazione di progetti di cooperazione allo sviluppo e di assistenza umanitaria. L’Italia ritiene che il ruolo delle organizzazioni della società civile sia fondamentale e irrinunciabile nella promozione dei diritti umani e dei valori democratici”.

Ora, senza dilungarci sul merito, basta seguire con obiettività e un minimo di approfondimento la galassia delle organizzazioni non governative che vengono foraggiate a furor di milioni di dollari e di euro per fiancheggiare il regime di Hamas per intuire quanto scandaloso sia questo sperpero di denaro che - lungi dal confluire sui poveri palestinesi oppressi e incapaci di ribellarsi agli jihadisti di Gaza - finiscono per finanziare attentati e lanci di razzi sugli israeliani. Basta dare un'occhiata sui pochi ma veramente obiettivi osservatori internazionali per capirlo. Invece no. L'onorevole viceministro da quell'orecchio proprio non ci sente. E d'altronde il suo passato militante e progressista dalla parte dei governanti oppressori palestinesi di Hamas (che sta strozzando il proprio popolo riducendolo ad un fantoccio da esibire come perseguitato da quei cattivoni degli israeliani) parla chiaro. Perché la signora Sereni non ha mai nascosto le sue simpatie progressiste: poco tempo fa ha partecipato a Lodi al Festival di Music for Peace, un evento venato di odio e disprezzo verso il governo di Gerusalemme. Niente di nuovo sotto il sole. In fondo la viceministro non fa altro che ricalcare le orme tracciate da un altro formidabile progressista di sinistra: Massimo D'Alema. Ve lo ricordate mentre - da ministro degli Esteri - si fece immortalare a Beirut sorridente e sottobraccio al deputato ombra degli Hezbollah Hussein Haji Hassan nel 2006?

Giuseppe Crimaldi | Il Napoletano
Giuseppe Crimaldi, Presidente nazionale della Federazione Italia-Israele

takinut@gmail.com

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