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Informazione Corretta Rassegna Stampa
11.10.2021 IC7 - Il commento di Giovanni Quer: Israele naviga in acque incerte
Dal 4 al 9 ottobre 2021

Testata: Informazione Corretta
Data: 11 ottobre 2021
Pagina: 1
Autore: Giovanni Quer
Titolo: «IC7 - Il commento di Giovanni Quer: Israele naviga in acque incerte»
IC7 - Il commento di Giovanni Quer
Dal 4 al 9 ottobre 2021

Israele naviga in acque incerte

Israel-Gaza violence: The strength and limitations of Hamas' arsenal - BBC  News

Le negoziazioni con Hamas sono riprese, e sono dirette dall’Egitto che spera di raggiungere un accordo di lungo termine. Yahiya Sinwar e Ismail Haniyeh si sono recati in Egitto domenica scorsa e le trattative continuano da allora. La TV libanese Madayeen ha riportato ieri sera che Gaza richiede una maggiore apertura: più libertà di movimento di merci e persone e più spazio marittimo per la pesca. Una scena che da cinque anni si ripete e che finisce sempre in un lancio di missili da Gaza, e la risposta dei bombardamenti israeliani. Inoltre, non è chiaro chi abbia il pieno controllo della situazione: se fosse il pragmatico Sinwar un accordo potrebbe anche esser possibile, ma le altre forze all’interno di Hamas considerano possibile solo la “resistenza”.

Last war did not handle Hamas rockets: Israeli sources - North press agency

I missili di Hamas fanno paura anche perché i finanziamenti americani al sistema difensivo Iron Dome sono stati sospesi, per questioni politiche interne più che per reale potere dell’ala oltranzista dei democratici. Bernie Sanders, la voce dell’ala più a sinistra dei democratici, ha dichiarato che voterà in favore del finanziamento dopo esser stato assicurato che gli USA manderanno più aiuti umanitari a Gaza. Gli Stati Uniti sono ritornato in Medio Oriente, con una delegazione che ha incontrato Abu Mazen, nonostante il boicottaggio ufficiale imposto da Ramallah per i divari con l’amministrazione Trump. La delegazione del Dipartimento di Stato ha parlato con i palestinesi dei pagamenti alle famiglie di terroristi, senza avanzare però richieste o imporre divieti. Nel tentativo di salvare la soluzione di due stati, gli Stati Uniti continuano vogliono riprendere un ruolo nella gestione del conflitto. A Gerusalemme si è calmata la tensione sul Monte del Tempio/Spianata delle Moschee, dopo che un giudice di un tribunale distrettuale aveva sospeso il divieto di preghiera agli ebrei sul Monte del Tempio.

La decisione è stata cambiata dalla Corte di Appello di Gerusalemme su richiesta della polizia e dopo l’ondata di critiche da parte dell’Autorità Palestinese e della Giordania. Il Monte del Tempio rimane una polveriera, che tutti possono far scoppiare in un istante con uno slogan, una protesta, una chiamata alle armi o una semplice preghiera (se detta in ebraico). Anche all’interno dell’ebraismo l’area del Kotel è oggetto di contese e discussioni. Giovedì 7 ottobre il parlamentare Meir Porush (del partito haredì “Yahadut HaTorah”) ha interrotto una sessione della commissione legge e giustizia in protesta contro il collega Gilad Kariv (del partito laburista), che da rabbino riformato aveva partecipato a un servizio religioso con una donna che ha letto la Torah, ruolo tradizionalmente riservato agli uomini. Porush è stato allontanato, ma le tensioni tra haredì e altre correnti dell’ebraismo aumenta nella gestione dei luoghi sacri. Israele naviga sempre in acque incerte o tempestose ai propri confini, ma ius altri fronti Israele ha raggiunto dei traguardi. Nell’impegno alla preservazione della memoria della Shoah, questa settimana sono avvenuti due importanti eventi: l’inaugurazione del memoriale di Babi Yar in Ucraina, dove 80 anni fa  nazisti hanno sterminato 33.000 ebrei e il riconoscimento di Nobuki Sugihara, il vice-console giapponese a Kaunas in Lituania che ha salvato 3.500 ebrei.


Giovanni Quer (1983), direttore del Centro Kantor per lo studio dell'Ebraismo Europeo Contemporaneo e dell'antisemitismo, Università di Tel Aviv.

takinut@gmail.com

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