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Informazione Corretta Rassegna Stampa
02.07.2021 Quanti palestinesi di Gaza sono stati uccisi dai razzi di Hamas a maggio? Una stima
Analisi di Alex Safian

Testata: Informazione Corretta
Data: 02 luglio 2021
Pagina: 1
Autore: Alex Safian
Titolo: «Quanti palestinesi di Gaza sono stati uccisi dai razzi di Hamas a maggio? Una stima»
Quanti palestinesi di Gaza sono stati uccisi dai razzi di Hamas a maggio? Una stima
Analisi di Alex Safian

(traduzione di Yehudit Weisz)


Nitsana Darshan-Leitner | עו
Lo scudo di difesa di Israele e quello di Hamas

I numeri sono stati al centro di gran parte della copertura mediatica e dei commenti sugli scontri di maggio tra Hamas e Israele. Ne è un esempio la storia sulla prima pagina del New York Times e la diffusione di foto sul numero di palestinesi uccisi, in prevalenza bambini. Proprio per il fatto che sono morti più palestinesi, le immagini erano accompagnate dall'accusa che Israele debba aver usato una forza sproporzionata e che quindi abbia commesso un crimine di guerra. Secondo questa logica, la Germania nazista è stata la vittima nella Seconda Guerra Mondiale e gli Stati Uniti l'aggressore illegale, perché sono stati uccisi 14 volte più tedeschi di americani. Al di là di questo, studiando più da vicino i numeri del conflitto di maggio, essi ci raccontano una storia molto diversa da quella proposta da Hamas e dalla maggior parte dei media. Partiamo dai dati di riferimento: negli 11 giorni di combattimenti tra Israele e Gaza, Hamas e gruppi simili hanno lanciato almeno 4360 missili e bombe di mortaio (cioè razzi) su Israele.

Di questi, 3573 sono penetrati nello spazio aereo israeliano, 280 sono finiti nel Mediterraneo e ben 680 hanno fallito e sono caduti su Gaza (secondo l' Intelligence and Terrorism Information Center [ITIC] ). Una domanda quindi sorge spontanea: quante sono state le morti a Gaza dovute a quei 680 missili palestinesi vaganti? Hamas potrebbe saperlo, ma ovviamente non lo dice. Quindi dovranno farlo delle stime. Come viene spiegato qui di seguito, un'analisi delle migliori informazioni attualmente disponibili indica che circa 91 palestinesi sono stati probabilmente uccisi da razzi palestinesi fuori rotta. Per arrivare a questa stima, diamo prima un'occhiata a quelli che erano gli obiettivi dei palestinesi nei confronti di Israele. Dei missili diretti verso Israele, circa 1963 sono stati ignorati dal sistema di difesa missilistico israeliano Iron Dome dopo che i calcoli avevano mostrato che non avrebbero colpito aree popolate e altre aree sensibili, 1450 sono stati giudicati una minaccia e sono stati intercettati dall'Iron Dome, e circa 160 sono stati mancati da Iron Dome e hanno colpito delle aree protette. Questo è estrapolato dai dati ITIC di cui sopra e dai dati pubblicati da Edward Luttwak riguardo al numero di proiettili mancati da Iron Dome e che hanno colpito aree protette.

Un rapporto dell'Istituto per gli Studi sulla Sicurezza Nazionale dell'Università di Tel Aviv ha pubblicato numeri simili a quelli di Luttwak. Tredici israeliani sono stati uccisi nei combattimenti, ma non tutte le morti sono state direttamente dovute a missili o a mortai. Una delle vittime israeliane era un soldato dell'IDF di stanza vicino al confine, che è stato ucciso quando un'arma anticarro ha colpito la sua jeep, e tre civili israeliani sono morti dopo essere caduti mentre correvano verso i rifugi antiaerei. Così, nove israeliani sono stati uccisi come diretta conseguenza di attacchi con mortai o missili, il che dà una misura della letalità dei proiettili palestinesi. (E’ da notare inoltre, quanto gli israeliani prendano sul serio la protezione civile: tre persone sono state uccise correndo verso un rifugio). Sul fronte palestinese, al 27 maggio un totale di 256 palestinesi sono stati elencati come uccisi nei combattimenti, secondo l' Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari.

Ci sono prove dirette che alcune di queste morti palestinesi sono state causate da missili e mortai palestinesi erranti che sono caduti a Gaza piuttosto che in Israele. La ONG Defense for Children International-Palestine (un'organizzazione estremamente anti-israeliana) l'11 maggio ha twittato che il giorno precedente un razzo palestinese era atterrato a Jabalya, nel nord di Gaza, uccidendo otto palestinesi, tra cui due bambini. In un altro tweet, la stessa organizzazione ha notato un'esplosione, sempre il 10 maggio, a Beit Hanoun in cui sono stati uccisi sei bambini palestinesi e due adulti, sebbene non potesse confermare la causa. Secondo ITIC, anche quelle morti sono state causate da un missile palestinese andato fuori rotta. Il fatto che 16 palestinesi, tra cui otto bambini, siano stati uccisi in un solo giorno da due missili palestinesi vaganti, sottolinea quanto siano pericolosi questi proiettili. Considerando che 680 missili e razzi palestinesi sono caduti all'interno di Gaza durante gli 11 giorni di scontri, questo bilancio di un solo giorno suggerisce che un numero significativo di residenti di Gaza sia stato ucciso da quelle armi. Per sapere davvero quanti siano stati di preciso, sarebbe necessario avere delle prove come delle intercettazioni radar, dei testimoni oculari ed esami forensi di luoghi specifici per ogni incidente, nessuna delle quali probabilmente sarà mai disponibile. Inoltre, è noto che Hamas ha rimosso le prove dai siti in cui i suoi razzi hanno causato il danno. Nonostante queste difficoltà, è possibile fare una stima approssimativa basata sui dati esistenti:
1. Possiamo stimare la letalità media dei proiettili palestinesi mancati da Iron Dome e atterrati in aree popolate. Questo numero viene poi utilizzato in una prima stima del numero di morti a Gaza dai 680 razzi palestinesi che sono atterrati lì.
2. Nel calcolare le morti a Gaza dovute a missili vaganti, si dovrebbe usare un possibile fattore di correzione perché Gaza ha una densità di popolazione molto più alta di quella di Israele.
3. Israele ha un sistema di protezione civile molto efficace, che utilizza sirene di allarme precoce e avvisi tramite app per avvertire le persone dei razzi diretti verso di loro in modo che possano precipitarsi in un rifugio. Nelle città israeliane vicino a Gaza ci sono rifugi in cemento lungo le autostrade e sulle strade, e molte case in Israele hanno stanze di sicurezza rinforzate con cemento armato. Tutte le nuove costruzioni devono avere tali stanze e molte case più vecchie ne sono state dotate a spese del governo. Queste misure riducono notevolmente le vittime anche per i razzi che esplodono in aree popolate e creano un ulteriore fattore di correzione rispetto alle morti che sarebbero causate da razzi simili che cadono all'interno di Gaza.

Un modo per stimare l'impatto della difesa civile israeliana è guardare alle prime fasi della Seconda Guerra del Libano (2006), che includeva il lancio di razzi in Israele da parte di Hezbollah. Questo era prima dell'Iron Dome, e in un'epoca in cui le difese civili di Israele non erano così robuste come lo sono oggi. All'inizio del conflitto, il sistema di allarme rapido di Israele per avvertire le persone di cercare riparo non funzionava molto bene, il che ha ridotto l'efficacia del sistema. Useremo questo periodo come un approssimativo surrogato per Gaza, che non ha un sistema di protezione civile. Nei primi tre giorni del conflitto del 2006, su Israele sono caduti 367 razzi, provocando quattro morti. Questo dà un RPF (razzi per fatalità) di 367/4, ovvero di 92. Nel recente conflitto con Gaza, Israele aveva l’ Iron Dome ma possiamo, con un’opportuna correzione, determinare l'effetto della sola difesa civile stimando quanti israeliani sarebbero stati uccisi dai razzi se Iron Dome non fosse stato presente. Poiché Iron Dome ha abbattuto 1450 razzi pericolosi ma ne ha persi 160, e nove persone sono state uccise, il numero di coloro che sarebbero stati probabilmente uccisi senza Iron Dome è di circa 9 × (1450+160)/160, ovvero circa 91.

Possiamo quindi determinare che l'RPF senza Iron Dome sarebbe stato 3573/91, ovvero circa 39. Pertanto, l'effetto della protezione civile nel salvare vite umane (cioè il fattore di protezione civile) può essere stimato in 92/39, ovvero circa 2,4. Va notato che ci sono state altre stime dell'impatto della protezione civile israeliana. Secondo The Effectiveness of Rocket Attacks and Defences in Israel (Armstrong 2018), quel fattore arriva fino a 8,8, mentre secondo Mass Casualty Potential of Qassam Rockets (Zucker e Kaplan, 2014, uno studio che ha esaminato specificamente la città israeliana di Sderot, che è adiacente a Gaza), il fattore era compreso tra 3 e 9. Come stima molto prudente, useremo la cifra calcolata sopra di 2,4 il che significa che senza le misure di protezione civile di Israele, vittime e morti sarebbero state almeno 2,4 volte superiori. Iniziamo calcolando, prima di qualsiasi fattore di correzione, il probabile bilancio delle vittime di 680 missili vaganti in base alla letalità dei 160 razzi che sono atterrati in aree popolate in Israele. Questo numero è: 680/160 × 9, ovvero poco più di 38. Ora consideriamo se è necessario un fattore di correzione per la differenza di densità di popolazione tra Gaza e Israele. Secondo i dati dell'Ufficio Centrale di Statistica Palestinese, la densità di popolazione di Gaza è di 5772 persone per chilometro quadrato. Secondo l'Ufficio Centrale di Statistica Israeliano, la densità di popolazione israeliana è di 402 persone per chilometro quadrato. Tuttavia, poiché stiamo esaminando i razzi che sono atterrati in aree popolate in Israele, il numero rilevante è la densità di popolazione per le comunità israeliane che solitamente sono state prese di mira dai razzi di Hamas, come ad esempio:

Comunità / Densità demografica
Lod 6375,4
Ashdod 4864,0
Sderot 4378,2
Ashkelon 3176,1

Poiché questi sono approssimativamente paragonabili alla densità di popolazione per l'intera Gaza, come prima approssimazione omettiamo un fattore di correzione per la densità di popolazione. Successivamente applichiamo il fattore di correzione della protezione civile, dando il risultato finale: 38 × 2,4 = poco più di 91. Ricordando che il primo giorno di combattimento 16 palestinesi sono stati uccisi da missili e mortai palestinesi, è plausibile estrapolare una stima secondo cui in 11 giorni di combattimento, 91 palestinesi sarebbero stati uccisi allo stesso modo.

Ci sono molti altri fattori e alcuni possibili aumenti da considerare.

1. Gli edifici che crollano a causa di esplosioni vicine causano ulteriori morti. Ciò è significativo perché molti edifici a Gaza potrebbero essere stati indeboliti dai tunnel di Hamas, che hanno aumentato la loro incapacità di resistere alle scosse e accrescendo il bilancio delle vittime palestinesi. In almeno un caso si ritiene che una bomba israeliana contro un tunnel di Hamas abbia causato il crollo di un edificio adiacente, causando oltre 20 morti. Tuttavia, non sembra possibile spiegare queste differenze in modo quantitativo, quindi vengono ignorate nell'analisi di cui sopra.

2. Dalla lunga e sfortunata esperienza con le guerre e il terrorismo palestinese, Israele ha sviluppato un sistema di prim’ordine per affrontare le ferite potenzialmente letali , il che significa che una parte significativa degli israeliani che hanno subito gravi ferite nel corso di questi ultimi scontri, sarebbe morta con il basso livello dei centri traumatologici, tipico di Gaza. Ciò aumenterebbe nuovamente la stima delle morti palestinesi, ma come per il fattore edilizio, non sembra sia possibile spiegare questa differenza in modo quantitativo, quindi viene ignorata nell'analisi di cui sopra.

3. Sarebbe utile se Israele rilasciasse informazioni sul numero e sul tipo di razzi e missili lanciati da Gaza e sui loro veri obiettivi (in passato tali informazioni sono state talvolta rilasciate). Questi dati permetterebbero un calcolo più preciso del fattore di correzione della densità di popolazione.

4. È possibile che Israele conosca, tramite intercettazioni radar e altre fonti, i dettagli di quali tipi di proiettili palestinesi sono andati fuori rotta e dove e cosa hanno colpito a Gaza. Queste informazioni permetterebbero un resoconto definitivo delle vittime causate dai proiettili palestinesi erranti. Tuttavia, se tali dati esistono, divulgarli potrebbe rivelare fonti e metodi sensibili, quindi la loro pubblicazione sembra improbabile. 5. Se Hamas insiste nell'attaccare Israele, il minimo che potrebbe fare è utilizzare parte dell'ingente quantità di aiuti dall’estero che ha ricevuto (ad esempio, i 2,7 miliardi di dollari stanziati nel 2014 ) per costruire, come ha fatto Israele, le difese civili per proteggere la sua popolazione. Invece, ha dedicato quasi tutti i suoi sforzi ad attaccare Israele con armi come missili, mortai, palloni incendiari, cecchini e razzi anticarro. Ma forse la sua spesa maggiore è stata la costruzione di ampi tunnel e strutture sotto Gaza per nascondere i suoi combattenti,i leader, e depositi di armi e lanciarazzi. Si stima che ogni miglio di tunnel costi 800.000 dollari. Solo fino al 2014, è stato stimato che Hamas abbia speso oltre 1,25 miliardi di dollari per la costruzione di tunnel. Considerate quanto bene si sarebbe potuto fare per il popolo palestinese di Gaza se quei soldi fossero stati spesi per lo sviluppo civile. Invece, anche se Hamas sa benissimo che attaccare Israele provocherà una risposta, piuttosto che fornire protezione ai civili di Gaza, Hamas scava tunnel sotto quei civili – anzi, si fa scudo di loro – a un prezzo enorme.

The Case for Israel | Democracy's Outpost - Documentary
Alex Safian, Associate Director e Research Director di Camera (Committee for Accuracy in Middle East Reporting and Analysis) e scrive per Wall Street Journal, Jerusalem Post e altre testate

takinut@gmail.com

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