sabato 12 giugno 2021
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Hillel Neuer: 'L'Unrwa è parte del problema, non della soluzione' (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






Informazione Corretta Rassegna Stampa
11.06.2021 A proposito di Saman Abbas e dell'islam
Comunicato di Anna Mahjar-Barducci, Presidente Arabi Democratici Liberali

Testata: Informazione Corretta
Data: 11 giugno 2021
Pagina: 1
Autore: Anna Mahjar-Barducci
Titolo: «A proposito di Saman Abbas e dell'islam»
A proposito di Saman Abbas e dell'islam
Comunicato di Anna Mahjar-Barducci, Presidente Arabi Democratici Liberali

La mia scuola è il mondo. Intervista a Anna Mahjar-Barducci
Anna Mahjar-Barducci

Saman Abbas aveva un fidanzato «segreto»- Corriere.it
Saman Abbas

Quando nacque l'Islam, nel VII secolo, fu una vera e propria rivoluzione per i diritti della donna. Le figlie femmine non desiderate non venivano più sepolte vive dalle famiglie e il numero di mogli ammesse fu diminuito a quattro. Il problema è che l'Islam non è riuscito a evolversi e stare al passo coi tempi, non riuscendo pertanto a offrire alla donna musulmana diritti che altre società hanno invece riconosciuto nel XXI secolo. In generale, esistono sei elementi di discriminazione nei confronti della donna: due coranici e quattro ereditati dalla tradizione pre-islamica. Il primo (coranico) è la violenza fisica nei confronti della donna disubbidiente citato nella sura 4:34. L'uomo è preposto alla donna e si impone ai due sessi di riconoscere questo ordine gerarchico. La donna che si ribella ai voleri dell'uomo deve essere prima ammonita, poi cacciata da letto coniugale e, se la riconciliazione non è avvenuta, è permesso picchiarla. Secondo alcuni apologisti islamici, le percosse devono essere lievi e non devono lasciare segni permanenti sul corpo. Questi apologisti citano una serie di Hadith, narrazioni degli atti e dei detti del Profeta, che consentono di percuotere una donna solo con un miswak (uno stuzzicadenti). La seconda discriminante coranica è la poligamia. Muhammad Abduh, importante giurista e teologo egiziano (1849-1905), aveva però sfidato questo precetto. Nei suoi scritti, Abduh dichiarava che un uomo può sposarsi con quattro donne soltanto se riesce a comportarsi in maniera giusta, ma, dato che l'essere umano non conosce il giusto, la poligamia non dovrebbe essere permessa. Ad oggi, la Tunisia è oggi l'unico paese arabo dove la poligamia è stata abolita formalmente. La prima discriminante delle tradizioni pre-islamiche è il delitto d'onore. Non esiste alcuna sura coranica che lo ammetta. Un'altra eredità tribale è l'infibulazione femminile. La mutilazione genitale non trova alcun riscontro coranico, nonostante venga giustificata da molti imam. La terza discriminante è la lapidazione, come conseguenza di un rapporto extraconiugale (zina). Il Corano non cita quale debba essere la punizione per il "trasgressore". L'ultima discriminante è il velo. Le fonti coraniche raccomandano che la donna indossi abiti modesti, ma non esiste un accenno specifico al tipo di indumento.

Spesso il clero islamico, quando non riesce ad interpretare alcune tematiche religiose, decide di adottare la posizione meno flessibile e misogina, dichiarando non islamiche le idee con le quali non concorda. Qualche anno fa, l'intellettuale Salman Masalha ha scritto un articolo sui diritti delle donne e sul concetto di "onore" nell'Islam. Particolare significativo dell'articolo di Masalha è il fatto che in arabo la parola per indicare la donna, 'ardh, significa anche onore. Secondo Masalha, pertanto, l'insistenza nel controllo del corpo della donna musulmana è un tentativo dell'uomo di aggrapparsi all'onore che non ha. Nel suo testo, Masalha ha asserito: "È una condizione patologica, che può essere riassunta, dicendo che l'onore del maschio arabo non emerge dall'interno di se stesso, ma piuttosto è qualcosa che scorre da una fonte esterna ... da un altro luogo, da un'altra persona, e in particolare dalla donna, che è l'anello più debole in queste società. L'insistenza dell'uomo arabo nel controllare il destino e in particolare il corpo della donna non è altro che un tentativo di aggrapparsi all'onore che non possiede e di cui è privato, socialmente e politicamente ...".

Masalha ha poi spiegato ulteriormente che l'individuo non ha un ruolo nel mondo musulmano, dato che i valori della mentalità nomadica tribale condizionano ancora profondamente la società. Infatti, secondo Masalha, per quanto concerne il ruolo dell'individuo, l'Islam non ha introdotto valori nuovi, che potessero sostituire quelli nomadici. "[Pertanto,] tutto ciò che riguarda l'onore individuale è inesistente. Per questo motivo, l'uomo arabo cerca al di fuori di se stesso la propria identità repressa, dirigendosi verso l'anello più debole del suo contesto familiare, vale a dire la donna - sua moglie, sua sorella, sua figlia, ecc.”…

takinut@gmail.com

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT