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I musulmani sono infelici nei paesi in cui vivono, in uno solo sono felici, quale? (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


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Informazione Corretta Rassegna Stampa
15.03.2021 IC7 - Il commento di Giovanni Quer: Le elezioni di Hamas
Dall'8 al 13 marzo 2021

Testata: Informazione Corretta
Data: 15 marzo 2021
Pagina: 1
Autore: Giovanni Quer
Titolo: «IC7 - Il commento di Giovanni Quer: Le elezioni di Hamas»
IC7 - Il commento di Giovanni Quer
Dall'8 al 13 marzo 2021

Le elezioni di Hamas

Hamas leader to Israel: Don't interfere in our elections -  www.israelhayom.com
Yahiya Sinwar

La settimana scorsa, Yahiya Sinwar è stato rieletto per altri 4 anni, dopo il quarto ciclo di voti. Hamas tiene elezioni per la guida dell’organizzazione ogni quattro anni. Yahiya Sinwar, liberato dalle carceri israeliane nel 2011 si era fatto un nome nella lotta contro i collaborazionisti con Israele e per la sua ferocia è conosciuto come  “il macellaio di Khan Younis”. La sua elezione ha segnato un progressivo distacco dalla leadership di Hamas all’estero, sempre più invisa agli attivisti a Gaza e nelle carceri israeliane. Sinwar è anche un pragmatico e così ha condotto le relazioni con Israele e con l’Egitto: il suo principale obiettivo era alleviare la crisi della popolazione, e non si è intromesso quando Israele ha colpito obiettivi dell’altra organizzazione terroristica attiva a Gaza, Jihad Islamico. È riuscito ad ottenere i soldi del Qatar e non ha mancato di ordinare lanci di missili quando le rate dei pagamenti tardavano. Ha fatto anche il possibile per contenere la crisi del Coronavirus, ma ha perso popolarità presso i più oltranzisti. Il rivale Nizar Awadullah ha quasi vinto le elezioni, causando la preoccupazione di Israele, Egitto e Giordania. Awadullah appartiene alla generazione dei fondatori, ed è vicino a Khaled Mashal, capo dell’ufficio politico dell’organizzazione fino al 2017.

Tehran's new gateway to Gaza - www.israelhayom.com
Nizar Awadullah

La vicinanza a Mashal, che per anni ha vissuto in Giordania e poi in Siria, fa pensare a una ripresa del potere dell’ala “estera”, particolarmente vicina all’Iran e più interessata al conflitto. Israele, Giordania ed Egitto sono in allarme, perché con le annunciate elezioni a Ramallah, una probabile vittoria di Hamas potrebbe significare instabilità ai confini e una ripresa del conflitto armato. La Giordania teme che Israele non abbia abbandonato il progetto di annettere le aree C, il che creerebbe una scusa per una reazione armata palestinese che potrebbe estendersi anche in territorio giordano destabilizzando il Regno. L’Egitto anche teme che Hamas si rafforzi e crei tensioni al confine con il Sinai.   Per altri quattro anni sarà Sinwar a condurre Hamas a Gaza, il cui pragmatismo non significa però moderazione. I più oltranzisti potranno richiedere una politica più dura verso Israele con occasioni di conflitto armato. Oppure, Giordania ed Egitto interverranno per sostenere Fatah a Ramallah in uno scenario post-Abbas, creando le condizioni per un nuovo equilibrio.


Giovanni Quer (1983), direttore del Centro Kantor per lo studio dell'Ebraismo Europeo Contemporaneo e dell'antisemitismo, Università di Tel Aviv.

takinut@gmail.com

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