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Informazione Corretta Rassegna Stampa
11.02.2021 La Palestina è uno Stato?
Analisi di Alan Dershowitz

Testata: Informazione Corretta
Data: 11 febbraio 2021
Pagina: 1
Autore: Alan Dershowitz
Titolo: «La Palestina è uno Stato?»
La Palestina è uno Stato?
Analisi di Alan Dershowitz

(traduzione di Yehudit Weisz)

A destra: perché non c'è uno Stato arabo palestinese?

La Corte Penale Internazionale altamente politicizzata ha appena proclamato lo Stato dei Palestinesi. Lo hanno fatto senza alcun negoziato con Israele, senza alcun compromesso e senza confini riconosciuti. Lo hanno fatto anche senza alcuna autorità legale, perché il Trattato di Roma, che ha istituito la Corte Penale Internazionale, non prevede che questo tribunale penale riconosca nuovi Stati. Inoltre, né Israele né gli Stati Uniti hanno ratificato quel trattato, quindi le decisioni della Corte Penale Internazionale non sono vincolanti per loro. Né questa decisione divisiva è vincolante per i firmatari, poiché eccede l'autorità del cosiddetto tribunale. Dico "cosiddetto" tribunale, perché la Corte Penale Internazionale non è un (vero) tribunale nel vero senso di questa parola. A differenza dei tribunali reali, che hanno statuti e diritto comune da interpretare, la Corte Penale Internazionale si limita a inventare. Come ha giustamente sottolineato il giudice dissenziente, la decisione sulla Palestina non si basa su una legge esistente. Si basa sulla pura politica. E la politica della decisione della maggioranza si basa a sua volta sull'applicazione di un doppio standard per Israele, come hanno fatto da tempo le Nazioni Unite, la Corte Internazionale di Giustizia e altri organismi internazionali. Ci sono numerosi altri gruppi, tra cui curdi, ceceni e tibetani, che rivendicano un certo grado di indipendenza. Tuttavia né la Corte Penale Internazionale né altre organizzazioni internazionali hanno dato loro alcun riconoscimento. Con questa decisione invece, i palestinesi - sia in Cisgiordania che a Gaza - che hanno rifiutato di negoziare in buona fede e hanno usato il terrorismo come loro principale pretesa di riconoscimento, sono stati ricompensati per la loro violenza. Israele, che in diverse occasioni aveva offerto ai palestinesi la statualità in cambio della pace, è stato punito per la sua disponibilità a negoziare e per la sua determinazione a proteggere i suoi cittadini dal terrorismo palestinese.

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Ci sono così tanti gravi crimini di guerra e altre violazioni delle leggi umanitarie che si verificano in tutto il mondo che la Corte Penale Internazionale ignora deliberatamente. Il Procuratore capo considera uno dei suoi ruoli quello di focalizzare l'attenzione non sui Paesi del terzo mondo, dove si verificano molti di questi crimini, ma sulle democrazie occidentali. Quale potrebbe essere un bersaglio migliore per questa forma perversa di “azione affermativa dell’accusa” se non Israele? Uso l’aggettivo “ perverso” perché le vere vittime di un processo così selettivo, sono i cittadini di questi Paesi del terzo mondo i cui leader stanno uccidendo e mutilando. Israele, al contrario, ha i migliori risultati in materia di diritti umani, stato di diritto e riguardo nei confronti dei civili nemici, rispetto a qualsiasi nazione costretta ad affrontare simili minacce. Secondo l'esperto militare britannico Richard Kemp, “Nessun altro Paese nella storia della guerra ha fatto di più per evitare vittime civili di quanto abbia fatto Israele nell'operazione ‘Piombo fuso’”. La Corte Suprema israeliana ha imposto restrizioni spaventose ai suoi militari e ha istituito significativi provvedimenti per atti criminali commessi da singoli soldati israeliani. Il ruolo della Corte Penale Internazionale, secondo il trattato di Roma, è di intromettersi nella sovranità delle nazioni solo se quelle nazioni non sono in grado di amministrare la giustizia. Il principio di “complementarità” è concepito per consentire ai tribunali delle nazioni democratiche, come Israele, di affrontare i propri problemi nell'ambito dello stato di diritto. Il tribunale ha giurisdizione solo se la magistratura non riuscisse ad affrontare in toto questi problemi, persino nei casi che coinvolgono i Paesi firmatari del trattato, ma Israele non rientra tra questi. Gli Stati Uniti dovrebbero respingere la decisione della Corte Penale Internazionale non solo perché è ingiusta nei confronti del suo alleato Israele, ma perché stabilisce un pericoloso precedente che potrebbe essere applicato contro gli Stati Uniti e altre nazioni che operano secondo lo stato di diritto. Israele dovrebbe contestare la decisione ma dovrebbe cooperare a qualsiasi indagine, perché la verità è la sua migliore difesa. Se un'indagine condotta dalla Corte Penale Internazionale possa ottenere la verità è discutibile, ma le prove - inclusi video e audio in tempo reale - renderanno più difficile per gli investigatori della stessa Corte distorcere la realtà. Tutto sommato, la decisione della Corte Penale Internazionale sulla Palestina è una battuta d'arresto per un singolo standard di diritti umani. È una vittoria per il terrorismo e la non volontà a negoziare la pace. Ed è un forte argomento contro l'adesione di Stati Uniti e Israele a questo "tribunale" di parte e che gli conferirebbe legittimità.

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Alan Dershowitz

takinut@gmail.com

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