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Informazione Corretta Rassegna Stampa
28.09.2011 Abu Mazen: ritratto da Piera Prister
Dal podio dell’ONU Abu Mazen e’ un abile propagandista che lavora per cancellare Israele dalla carta geografica

Testata: Informazione Corretta
Data: 28 settembre 2011
Pagina: 1
Autore: Piera Prister
Titolo: «Dal podio dell’ONU Abu Mazen e’ un abile propagandista che lavora per cancellare Israele dalla carta geografica»

Dal podio dell’ONU Abu Mazen è un abile propagandista che lavora per cancellare Israele dalla carta geografica
di Piera Prister


Abu Mazen con Yasser Arafat

Dei cosiddetti “palestinesi” Abu Mazen se ne infischia altamente perche’ la sua unica preoccupazione e’ quella di spazzare via Israele. Cosi’ com’era l’intento del suo predecessore Arafat, di cui tutti conosciamo i trascorsi e gli ingenti depositi di denaro a suo nome nelle banche svizzere, che gli ingenui e sprovveduti paesi occidentali -soggiogati dalle lusinghe dei principii di autodeterminazione popolare e dei diritti umani- avevano versato alla fantomatica causa palestinese, e tuttora versano. Noi non ci crediamo che Abu Mazen sia  palestinese, come non lo era Arafat. I palestinesi come popolo arabo, e la Palestina come stato arabo non sono mai stati concepiti prima del 1947. 

Sono solo impostori che riscrivono la storia facendoci credere che l'attuale popolo palestinese sia un popolo antico, di tempi immemorabili, una falsita’ sostenuta da propagandisti, da archeologi, da scribacchini, da scholars  e storici mendaci, pagati tutti con petroldollari, che in tempi di magra sono ancora piu’ ambiti.  La Palestina e’ si’ un nome antico, ma e’ quello che diede l’imperatore Adriano alla Iudaea o terra dei Giudei, "the land of Jews", perche’ voleva eradicarne ogni loro traccia. Come anche Gerusalemme venne chiamata Aelia Capitolina. E’ ora di finirla con questa narrativa che Abu Mazen, nato a Safed in Galilea nel 1935 abbia diritto al ritorno come i molti rifugiati.  Abu Mazen e’ si' nato a Safed nel 1935, ma in un periodo di terribili pogrom, come quello del 1929, di intifada dal 1936 al 1939 e dell’ assedio della stessa citta’ da parte degli arabi contro gli ebrei che strenuamente poi li sconfissero nel 1948, l’anno in cui il giovane Abu Mazen con la sua famiglia lascio’ Safed per riparare a Damasco.

 Come poi possa essere credibile un uomo come Abu Mazen che ha dissertato il suo dottorato, in una universita’ di Mosca,  sotto il regime sovietico, con una tesi che eguaglia il sionismo al nazismo, volta a dimostrare che l’Olocausto e’ un’invenzione sionista, quando ci sono, campi di concentramento, fotografie e libri che lo sconfessano.  Oltre alle testimonianze di chi ne ha vissuto l’orrore. Quest’uomo e’ disgustoso e non gli si dovrebbe dare la possibilita’ di avere un uditorio internazionale se nega che milioni e milioni di ebrei furono vittime del nazismo come attesta, il grande Centro di Documentazione, di Ricerca e di Educazione di Yad Vashem.  Dove avrebbe potuto laurearsi uno sfegatato antisemita se non a Mosca magari con il bacio accademico! Non e’ mistero che l’URSS di Stalin tramite la sua polizia avesse collaborato con i nazisti tedeschi,  nelle uccisioni di massa di ebrei soprattutto in Ucraina e nelle Repubbliche Baltiche (Altman-Rubenstein “The unknown Black BooK” Olocausto nei territori sovietici occupati dai Tedeschi, Indiana University 2008). L’antisemitismo del regime sovietico s’era spinto anche nell’Italia democratica degli anni settanta ed ottanta, quando ci fu quell’epurazione di ebrei dal PCI, come Fausto Coen che fu licenziato da “Paese Sera” e Umberto Terracini, uno dei padri della Costituzione Italiana che fu espulso dal partito ed altri, quando a Roma la Pravda in versione italiana stampava  articoli antisemiti. Gli ordini al PCI direttamente partivano da Mosca. E in ultimo l'attentato alla Sinagoga di Roma.

Ora sono passati dei decenni, dapprima non sapevamo di Arafat chi fosse, dietro c’erano  governi cattocomunisti che con un’informazione distorta di stato ce lo rappresentavano come un leader della resistenza palestinese. Tutti ne erano invaghiti, da Pertini al nostro fruttivendolo sotto casa. Solo chi ascoltava Radio Radicale il lunedi’, con la trasmissione di Angelo Pezzana, sapeva che essere abietto fosse. Invece  Arafat tra un’entrata trionfale in Parlamento e un ricevimento in Campidoglio, ci stava preparando in combutta con le Brigate Rosse  le bombe assassine. Ed ora perche’ diamine dovremmo credere al suo successore che ha anche lui la stessa lingua biforcuta, non ce n’e’ bastato uno? Sarebbe diabolico sbagliare una seconda volta. Nel territorio da lui amministrato Abu Mazen “with soft voice”, con un tono di voce basso e con il suo ramoscello d’ulivo, senza scomporsi controlla scuole, libri di testo, media e moschee che sono improntate all’odio e alla peggiore propaganda antisemita. Per giunta ha intitolato nel 2010 una piazza, due scuole e un summer camp alla  terrorista Dalal Mughrabi che in Israele assassino’ 37 civili israeliani e ha dedicato nel febbraio 2011 un torneo di calcio alla terrorista suicida Wafa Idris che uccise a Gerusalemme nel 2002 un israeliano e causo' il ferimento di centinaia di altri. I libri piu’ promossi  dal regime sono Mein Kamft e  i Protocolli. In un recente programma televisivo gli Israeliani sono stati definiti da Mazen come “the modern day Nazis”,  che poi puta caso e’ proprio il titolo della sua tesi di laurea quella di un bove che dice cornuto all’asino. Quell’uomo e’ anche esecrabile per il fatto che, con la sua massiccia propaganda di odio, guasti la mente di un’intera generazione di palestinesi e armi la mano empia di assassini, capaci di uccidere bambini di tre mesi, come e’ avvenuto ad Itamar.

Israele invece risponde offrendo al mondo l’immagine di una nazione generosa di medici e paramedici che con la Magen David Adom, intervengono subito dopo un attentato terroristico per ricomporre pietosamente i lembi e i frammenti di carne dei corpi straziati; e che  si prodiga nell’alleviamento delle sofferenze altrui, in Haiti, in Pakistan, in Giappone e persino a Gaza, dove proprio l’altro ieri  una bambina palestinese e’ stata trasportata a Rehovot, al centro ospedaliero Kaplan per un trapianto. 

  Rick Perry, il governatore del Texas e John Bolton ex ambasciatore all’ONU sostengono che gli Stati Uniti dovrebbero tagliare i fondi dell’ordine di miliardi all’Autorita’ Palestinese e  all’ONU  perche’ se Abu Mazen puo’ parlare al mondo e’ perche’ Eurabia e’ arrivata qui sull’altra sponda dell’Atlantico, e alla cui ideologia di morte noi contribuiamo perche’ anche gli Stati Uniti dipendono dal petrolio arabo. E finora nessun presidente ha mai portato avanti una politica di indipendenza energetica.


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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