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Informazione Corretta Rassegna Stampa
07.08.2009 La questione dell'acqua, numeri e dati
Lettera da Gerusalemme, di Angelo Pezzana

Testata: Informazione Corretta
Data: 07 agosto 2009
Pagina: 1
Autore: Angelo Pezzana
Titolo: «La questione dell'acqua, numeri e dati»
Sui giornali che attaccano Israele per partito preso l'argomento "acqua" è uno dei più ricorrenti. Spiegarlo comporta una conoscenza tecnica, mentre il commento è sufficiente che sia politico-demagogico per soddisfare l'ideologia che guida il giornale. L'impressione che ne trae il lettore è che in Israele i rubinetti sono sempre aperti, a danno degli arabi che vengono presentati nella veste dei derubati. Lo scrivono molte testate, chi segue informazione corretta lo sa, mentre fra le agenzie, come sempre, in testa troviamo l'Ansa. 
Questa disinvoltura nel raccontare come stanno esattamente le cose, non è solo italiana. La BBC, è forse la televisione che in Europa mai perde occasione di presentare lo Stato ebraico nella luce peggiore, quando entra in scena un' inchiesta sull'acqua, per la "prestigiosa" emittente inglese è come andare a nozze. Recentemente ha trasmesso un servizio dal quale risulterebbe che nella Cisgiordania e a Gaza il consumo di acqua da parte degli israeliani è quattro volte superiore di quello dei palestinesi, dato preso da una indagine del World Bank Report. Perchè è così che funziona la catena di trasmissione della disinformazione. La World Bank pubblica un rapporto, superficiale, che non analizza le cause, citando unicamente fonti palestinesi, la BBC lo riprende, ed essendo, appunto, "prestigiosa", la notizia finisce sui nostri media come se fosse  lampante verità. Le cose non stanno così. Lo ha rivelato, fornendo numeri e dati, il colonnello Amnon Cohen, capo dipartimento delle infrastrutture civili, definendo "scorrette e prive di base" le notizie diffuse dal rapporto. C'è da dire che insieme alla Cisgiordania, il rapporto della World Bank metteva anche Gaza, dove,non essendoci nessun israeliano nella Striscia, fa capisce bene quanto accuratamente lavori la banca mondiale quando di mezzo c'è Israele. Ma torniamo alle cifre, che dimostrano come Israele abbia creato infrastrutture e management che si occuppano della gestione degli acquedotti, mentre il livello di impegno dell'Autorità palestinese è paragonabile, per mancanza di scelte decisionali, a quelle di un paese del terzo mondo. Nel 2007, ha dichiarato Cohen rispondendo alla denuncia della World Bank,ricevevano 47 milioni di metri cubi di acqua, nel 2008 più di 52 milioni. Ha poi aggiunto che un anno fa l'Autorità palestinese ha avuto in uso un terreno sulla costa mediterranea vicino alla città di Hadera per costruirvi un impianto di desalinizzazione dell'acqua, il quale, se in funzione, potrebbe fornire 100 milioni di metri cubi di acqua potabile all'anno.Ma per l'Anp è rimasto un progetto sulla carta, molto meglio restare come sono per poter accusare Israele. Dove invece l'uso dell'acqua è governato da leggi severe per impedirne lo spreco, e per chi non le segue ci sono multe... salate. Ma tutto questo sembra non interessare ai palestinesi. Se queste informazioni venissero diffuse, la questione acqua assumerebbe tutt'altro aspetto. Sarà per questo che non lo sono.
Angelo Pezzana

http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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