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Il Messaggero Rassegna Stampa
13.03.2022 Zelensky, invito a Putin: 'Negoziato in Israele'
Cronaca di Mario Ajello

Testata: Il Messaggero
Data: 13 marzo 2022
Pagina: 5
Autore: Mario Ajello
Titolo: «Zelensky, invito a Putin: 'Negoziato in Israele'»
Riprendiamo dal MESSAGGERO di oggi, 13/03/2022, a pag.5 con il titolo "Zelensky, invito a Putin: 'Negoziato in Israele' ", la cronaca di Mario Ajello.


Zelensky visto da Dry Bones

Si rivolge per la prima volta direttamente agli italiani, e poi posta il video su Telegram e il messaggio diventa globale, il presidente Zelensky. Commuove e scuote la piazza di Firenze pro Ucraina da cui parte qualche grido rivolto alla figura che in tenuta militare è video-collegata dal suo bunker: «Non ti molleremo!». Zelensky lo spera, non ne è certissimo perché vorrebbe dalla Ue, dai governi, dai partiti e dalle popolazioni europee un sostegno militare assai superiore rispetto a quello che per ora gli viene dato. La strategia di Zelensky è quella di sollevare in suo aiuto le opinioni pubbliche dell'Occidente perché facciano pressing sui governanti e li spingano ad andare oltre le sanzioni anti-russe per armarsi davvero contro Putin. Ecco allora il messaggio cuore in mano - la scenografia del rifugio da cui parla è scarna, solo un muro bianco alle sue spalle e una bandiera ucraina gialla e blu alla sua destra - che Zelensky lancia agli italiani e all'Occidente in questa manifestazione strapiena a Piazza Santa Croce tra i rintocchi delle campane, i suoni della messa mozartiana e i cartelli pacifisti. Invita alla mobilitazione Zelensky - «Salvare l'Ucraina significa salvare i nostri e i vostri valori di democrazia e di libertà» - ma fuori dal video, al netto del pubblico appello molto combattivo rivolto alla piazza fiorentina, il presidente vede qualche spiraglio di speranza. E lo fa sapere nella conferenza stampa che allestisce a Kiev. «Mosca - così egli annuncia - non fa soltanto ultimatum. C'è adesso un approccio fondamentalmente diverso da parte dei russi». E ancora: «Abbiamo cominciato a parlare e sono contento che ci sia un segnale da parte loro». Parole importanti. Spiragli importanti. Forse qualcosa si muove. E dev'essere per questo che, rivolto alla manifestazione promossa dal sindaco Nardella e dalla rete di Eurocities che lui presiede, Zelensky non nomina mai personalmente Putin, evita di mostrificarlo direttamente, forse non lo vuole ulteriormente provocare perché vede che qualche cosa timidamente comincia a muoversi a livello diplomatico tra i due Paesi in guerra, quello aggredito (il suo) e quello aggressore. E comunque lancia un appello forte e molto addolorato il presidente ucraino. «I russi bombardano gli ospedali infantili perché odiano i vivi. E perché non vogliono che le nostre madri possano generare figli», dice dal suo rifugio. E ancora: «Questa guerra è l'invasione cinica e crudele da parte della Russia, è la guerra contro il popolo ucraino e contro i valori che uniscono noi e voi, contro il nostro comune modo di vivere da europei». Zelensky ha chiesto di ricordare «i 79 bambini uccisi dalla guerra, 79 famiglie distrutte. Dobbiamo fare in modo che questo numero non aumenti e che nessuno lo dimentichi».

IL CIELO SOPRA KIEV Secondo il presidente, circa 1.300 soldati ucraini sono stati uccisi finora e 500-600 soldati russi fatti prigionieri. E ancora: «Servono sanzioni sempre più forti contro la Russia. Serve che il mondo degli affari capisca che deve lasciare la Russia da sola». E intanto: «Voi dovete combattere come combattiamo noi». La piazza però non grida: «Sììì», al disperato appello di Zelensky. Dal bunker, il leader ucraino, invita a una mobilitazione più decisa: «Dite ai vostri politici di chiudere il cielo sopra l'Ucraina contro i razzi, gli aerei, i missili russi. Questo può difenderci veramente. Se non cadono le bombe dall'alto per noi è importantissimo». Il problema è che la No fly zone significherebbe una dichiarazione di guerra della Nato alla Russia e in tutti le salse viene detto a Zelensky che non si può fare. Lui non smette di chiedere questo passo ma da ieri spera che non si riveli necessario. Il collegamento con Firenze si spegne. Resta accesa la luce della speranza diplomatica. Secondo Zelensky i negoziati con Mosca — lo ha detto anche al premier israeliano Bennet — dovrebbero tenersi a Gerusalemme.

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