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Avvenire Rassegna Stampa
13.01.2022 Cannes (Francia): chiusa la moschea dell'odio
Cronaca di Daniele Zappalà

Testata: Avvenire
Data: 13 gennaio 2022
Pagina: 13
Autore: Daniele Zappalà
Titolo: «Cannes, altra moschea chiusa. Ma la destra 'frena' Macron»
Riprendiamo oggi 13/01/2022, da AVVENIRE, a pag. 13, l'articolo di Daniele Zappalà dal titolo "Cannes, altra moschea chiusa. Ma la destra 'frena' Macron".

Apologia della jihad, moschea di Beauvais chiusa per 6 mesi • Imola Oggi

Parigi. Con cadenza settimanale, proseguono in Francia i provvedimenti governativi contro strutture musulmane locali accusate di «separatismo», suscitando al contempo applausi e critiche. Ieri, Gérald Dannanin, ministro dell'Interno, ha annunciato un provvedimento di chiusura in corso nei confronti di una moschea a Cannes, sulla Costa Azzurra, additata come teatro di «discorsi antisemiti». Una settimana prima, il 5 gennaio, l'esecutivo aveva invece deciso lo scioglimento delle due associazioni di culto che gestivano la moschea di Allonnes, nella banlieue di Le Mans, già chiusa ad ottobre, per apologia del jihadismo. Con analoghe accuse, il 27 dicembre, è stata chiusa per un semestre la principale moschea di Beauvais, capoluogo a circa 701an da Parigi, in direzione Nord-ovest Nel caso di Cannes, il ministro ha sottolineato che la moschea Al Madina al Mounawara, in pieno centro, ha pure spalleggiato due associazioni «islamiste», Ccif e BarakaCity, già sciolte dal governo dopo l'assassinio dell'insegnante Samuel Paty, vittima di un atroce attentato jihadista, il 16 ottobre 2020. Ancora non effettiva, la chiusura potrebbe durare due mesi, ha confermato la prefettura territoriale, evocando l'«odio antisemita esplicito» riscontrato nella struttura e precisando che la procedura è legata pure a «discorsi d'odio contro la Francia», così come a quelli «d'incitamento all'odio contro gli omosessuali o i transessuali». Nella moschea, c'è chi «promuove la sharia, sostiene l'islam radicale e favorisce così il ripiegamento separatista». I servizi della prefettura additano pure «comportamenti ambigui intrattenuti con individui della corrente islamista radicale e promotori di tesi pro-jihad». Da parte sua, l'amministrazione municipale di Cannes ha pubblicato un comunicato dai toni che sembrano in parte relativizzare le accuse: «Sappiamo che l'immensa maggioranza di musulmani che frequentano questa moschea molto antica non condividono questa deriva, alcuni ci avevano già allentato». Le diverse altre moschee della città non pongono problemi particolari, si sottolinea nel comunicato. A livello politico, a meno di tre mesi dal primo turno delle Presidenziali, il 10 aprile, la tempistica scelta dal governo per questa serie di provvedimenti suscita pure sospetti e critiche incrociati da parte di chi interpreta le misure in chiave elettoralistica. In proposito, nel caso di Cannes, diverse fonti sottolineano chele segnalazioni su certi discorsi tenuti nella moschea non sono recenti. Nel corso della campagna, il tema della società multiculturale è stato già associato da tempo a più riprese a quello della sicurezza, ad opera soprattutto di candidati all'Eliseo come l'ex finalista Marine Le Pen, leader ultranazionalista del Raggruppamento nazionale, e l'ex opinionista Eric Zemmour, anch'egli nell'area dell'ultradestra, entrambi molto in alto nei sondaggi. In questo quadro, le chiusure di moschee sarebbero una sorta di risposta implicita del presidente Emmanuel Macron a chilo accusa di «lassismo» verso il jihadismo, proprio mentre a Parigi prosegue il maxi-processo sugli attentati del 2015. Considerato a un passo dall'ufficializzazione della candidatura per un bis all'Eliseo e dato in testa nei sondaggi per il primo turno, il presidente è nondimeno in calo di 3 punti in uno degli ultimi rilevamenti, da parte dell'istituto Flabe, con 23% d'intenzioni di voto, seguito dalla neogollista Valerie Pécresse e da Marine Le Pen, entrambe al 17%, poi da Zemmour (13%). Ma secondo Elabe, un eventuale ballottaggio Macron-Pécresse vedrebbe i due appaiati al 50%.

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