domenica 17 ottobre 2021
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Io sono Israele (a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






Avvenire Rassegna Stampa
10.10.2021 Iraq alle urne
Commento di Luca Geronico

Testata: Avvenire
Data: 10 ottobre 2021
Pagina: 13
Autore: Luca Geronico
Titolo: «Iraq alle urne: la protesta sfida partiti e astensione»
Riprendiamo da AVVENIRE di oggi, 10/10/2021, a pag. 13, con il titolo "Iraq alle urne: la protesta sfida partiti e astensione", il commento di Luca Geronico.

Immagine correlata
Luca Geronico

Sayyed Jawad Mohammed Taqi Al-Khoei :: Christian-Muslims.com
Sayyid Jawad al-Khoei

Urne aperte oggi per 24 milioni di iracheni: un test decisivo questo quinto voto legislativo del post Saddam Hussein. Un appuntamento anticipato di un anno e con una nuova legge elettorale approvata sull'onda delle proteste di piazza che dal 2019, per circa un anno, hanno mobilitato decine di migliaia di giovani contestatori che denunciavano la mancanza di servizi essenziali e un generalizzato regime di corruzione. Per prevenire brogli il 70% degli iscritti useranno carte d'identità biometriche mentre, dopo la ventata "rivoluzionaria' repressa nel 2020, molti pensano che più che i nuovi candidati eletti sarà l'astensione l'indicatore più importante. In lizza circa tremila candidati, di cui 900 donne, che si contendono i 328 seggi del parlamento in 83 collegi elettorali più piccoli e ridisegnati all'interno dei 18 precedenti. Un meccanismo che vuole premiare nuovi candidati, espressione di un «voto di protesta» diretto sia contro le grandi coalizioni di partiti sciiti filo-iraniani e dei loro alleati minori sunniti, sia contro i principali partiti curdi tradizionali legati alle famiglie Barzani e Talabani. Ma i blocchi di potere tradizionale hanno organizzato false liste civiche e messo in campo falsi candidati indipendenti. Molti temono che a prevalere sia la disillusione e la stanchezza portando a una forte astensione (nel 2018 votò appena il 44%). Probabile la conferma del blocco Sairon, guidato dal leader sciita Moqtada al-Sadr, come gruppo di maggioranza relativa mentre l'Alleanza per la Conquista, gli ex paramilitari sciiti ora integrati nelle forze regolari, verrà confermata in parlamento. Si tratta comunque, in una società scossa da forte inquietudine, di una occasione per formare una nuova classe dirigente e procedere ad alcune riforme. Il patriarca caldeo Luis Raphael Sako ha invitato la popolazione a una «partecipazione consapevole e responsabile» perché il voto è «il modo più sicuro per indirizzare il Paese verso un futuro migliore». Intanto il sito on line «Amwaj.media» afferma che il grande imam Ahmed Mohamed el-Tayyeb, la massima autorità sunnita, sta preparando un viaggio in Iraq entro la fine dell'anno per incontrare a Najaf il grande imam sciita Ali al-Sistani. Lo ha rivelato Sayyid Jawad al-Khoei, segretario generale dell’al Khoei Institute di Najaf.

Per inviare a Avvenire la propria opinione, telefonare 02/6780510 oppure cliccare sulla e-mail sottostante

lettere@avvenire.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT