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Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


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Deborah Fait risponde ai lettori 28/11/2023

War in Gaza expected to result in a 1.4% reduction in Israel's economic  growth in 2023

Gentile Deborah , l'intervista di G. Meotti a B. Sansal è straordinaria. Lo scrittore franco-algerino, e' lucido e coraggioso come pochi. Per questo infatti da anni e' costretto a vivere sotto scorta per le minacce islamiste. Con poche frasi , spiega perfettamente il difficile periodo che stiamo attraversando. E dunque fa riferimento alla crisi di Israele ,sempre piu' divisa da quando cominciarono le manifestazioni ''oceaniche'' contro il pur criticabile Nethanyhau, benedette da Grossman e appoggiate perfino da militari che forse avrebbero avuto cose piu' urgenti da fare ( visto l'attacco- sorpresa ai kibbutz ?). Poi Sansal spiega la sostanza dell ' ideologia islamica , che con il pretesto della religione, mira invece , come tutti i totalitarismi , ad un mondo intero da sottomettere e all'affermazione di una monocultura imposta. Infine Sansal parla dell'Europa , che , con grande efficacia definisce '' troppo debole , troppo divisa, troppo incoerente'''' . Giudica con ferocia veritiera le sedicenti sinistre europee, quelle di Malenchon in Francia , della Schlein in Italia, di Sanchez in Spagna '' molto piu' pericolose degli islamici estremisti'' A mio parere , un'analisi perfetta che richiederebbe ulteriori approfondimenti Saluti 
Dante D 

Caro Dante, L’intervista di Giulio Meotti a Boulem Sansal è molto interessante, chiara ed esplicativa. Sono perfettamente d’accordo che sono molto più pericolosi gli intellettuali e pensatori della sinistra europea degli islamici stessi. L’Europa è insistente e quando, rare volte, fa sentire la sua voce presta il fianco al fondamentalismo e questo comportamento mette in pericolo Israele lasciato sempre cinicamente solo contro tutti. Un cordiale shalom

***

Gentile Deborah, sicuramente è tutta colpa della mia ignoranza in geografia. Però mi suona un po’ strano continuare a sentire, ormai da anni ma nelle ultime settimane di continuo, che Gaza avrebbe “una densità di popolazione tra le più alte al mondo”. Il cittadino mediamente disinformato s’immagina un popolo deportato con le armi dalle sue terre e schiacciato in uno striminzito Bantustan dove vige il famigerato apartheid israeliano, la “più grande prigione a cielo aperto del mondo”, un ghetto tipo Varsavia 1943 o un vero e proprio Lager, in attesa del genocidio di ritorno. Tanto, abbiamo sentito tutti chi sarebbero i nuovi nazisti. A questo punto è normale che uno monti la sua modesta rampa di razzi fai da te, tra il pagliericcio dei bimbi e il bugliolo per i bisogni corporali della famiglia, e cerchi di ricavarsi un minimo Lebensraum, finalmente Judenrein, giusto per prendersi una boccata di aria fresca. Tuttavia qualcuno ogni tanto dà un’occhiata anche agli atlanti, alle mappe, alle foto, ai filmati. Basta Wikipedia per conoscere la densità di abitanti per chilometro quadrato delle città: Milano 7 500, Singapore 7 680, Napoli 7 750, Tel Aviv 8 540, New York 11 210, Baghdad 11 390, Gaza 13 122, Monaco 18 980, Il Cairo 19 130, Parigi 21 149, Damasco 23 838, Mumbai 37 193, Manila 41 515, Dacca 45 197. E nessuna delle altre città dispone del vasto underground di Gaza… Saluti 
Andrea Atzeni

 Caro Andrea, Cosa sarebbero i palestinesi senza i piagnistei che sono abituati a fare? Sarebbero niente, nessuno baderebbe a loro come nessuno si preoccupa di popoli veri e reali, esistiti da sempre, come i curdi, i tibetani, i popoli sahariani occupati dal Marocco, e stranamente nessuno lo sa, per non parlare dello sconvolgimento dei popoli europei dopo la Seconda Guerra Mondiale. Uno per tutti: gli italiani di Istria e Dalmazia, cacciati senza tanti complimenti dalle loro case e sostituiti con sloveni e croati. Solo i palestinesi, inventati da poco, hanno l’attenzione del mondo intero. La tecnica è presto detta: fare le vittime e colpire con il terrorismo. Queste sono le uniche cose che pagano. Un cordiale shalom

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 Cara Deborah, per fortuna che al governo c'è una donna di destra che difende le donne ebree. Ho già aderito alla petizione di Olivia Cattan di cui sono venuta a conoscenza tramite l'associazione Italia-Israele di Brescia. Grazie e viva Israele. Sua Marialessandra, anche se per le persone a me care sono semplicemente Sandra 

Cara Sandra, È una fortuna che al governo sia Giorgia Meloni che ha sempre dimostrato di essere dalla parte di Israele. A Brescia, la città che ha rifiutato di esporre la bandiera israeliana dopo il 7 ottobre, c’è molto lavoro da fare a incominciare dalla sindaca. Le faccio tanti auguri di buon lavoro. Un affettuoso shalom

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