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Israele e Hamas: informazione e disinformazione 19/05/2021


Credo non esistano parole per commentare la vignetta di Sergio Staino. Certo, è satira ma anche se non ha la volgarità delle vignette di Vauro, il vignettista comunista che non fa ridere, è comunque fuorviante.  Deresponsabilizza Hamas e dà a Netanyahu, quindi al governo israeliano, la colpa della guerra. Da liberale e democratica accetto la satira, da israeliana, colpita dalla guerra,  non accetto la menzogna.

Un vero concentrato dei luoghi comuni su Israele più volgari e menzogneri.
Non sulle pagine de "il manifesto", però, ma su quelle de "il Mulino"!



Andrea Atzeni

Gentile Andrea, Mi è bastato leggere le prime righe dell'articolo di Marina Calculli che stento persino a definire indecente. E' molto più che indecente, sembra essere stato scritto nel periodo più buio dell'antisemitismo filoterrorista europeo. Scrive la Calculli: "Spesso Israele e i suoi (molti) sostenitori internazionali si lamentano del fatto che la discussione sulla violenza israeliana abbia un’eccezionale rilevanza in seno alle Nazioni unite e in altri fora multilaterali. Ma quello che rappresenta davvero un’eccezione nella società internazionale contemporanea è piuttosto la neutralizzazione e la criminalizzazione sistematica di ogni tentativo di richiamare il governo di Israele alle sue responsabilità giuridiche internazionali. In altri termini, a essere eccezionali non sono tanto i crimini di Israele, che hanno purtroppo paralleli nel passato e nel presente, quanto la capacità di Israele di commettere crimini con un’esclusiva garanzia di impunità." E conclude: "Un clima di intimidazione istituzionale che tende a mettere a tacere e criminalizzare ogni critica verso Israele come «antisemita». Così, incastrati nella viltà di non riuscire a chiamare la violenza coloniale di Israele con il suo nome, siamo costretti a criminalizzare le sue vittime." Secondo questa persona le "vittime di Israele" sarebbero i terroristi di Hamas che da 20 anni bombardano le città di Israele e la popolazione civile con missili e bombe e, sempre secondo Catulli, il mondo, intimidito da Israele, è costretto a criminalizzarli. Sono senza parole perché sembra impossibile e, a mio parere, è pauroso che una persona giovane sia così pregna di odio ideologico. Mi permetto di invitare chi leggerà queste righe di scrivere alla rivista Il Mulino per protestare. Ricordiamoci sempre che l'unione fa la forza. La ringrazio per la segnalazione e le invio un cordiale shalom

***

Quale altra popolazione fa figli in abbondanza per poi mandarli volenti o no in prima linea senza ritegno. In base a questo fatto, noi europei, abbiamo già perso. Forza Israele.

Roberto Razza

Gentile Roberto, L'Europa ha già perso da anni la sua liberalismo, l'ha perso nel momento in cui si è lasciata sottomettere dal mondo islamico. Vede, i tanti figli degli arabi fanno si che, come accadeva anche tra gli europei nel Medio Evo, uno più o uno meno non fa la differenza. Come in Europa si mandava il surplus di figli nei conventi, oggi i palestinesi li mandano ad educarsi al terrorismo nei campeggi di Hamas.  Per questo motivo si sentono, tra i palestinesi, nonne orgogliose del martirio dei loro nipoti e mamma deluse se il figlio è morto senza aver fatto   più vittime ebree di quelle sperate.  Sempre Forza Israele! Un cordiale shalom.

***

Gentili Amici,
Ricevo da Davide Romano questa lettera inviata a Avvenire in merito a Camille Eid, da anni collaboratore di Avvenire e docente all'Università cattolica di Milano. Ho aperto la sua pagina di Facebook e sono rimasta di sasso. Si respira odio non solo dai post del giornalista/docente, i commenti dei suoi lettori sono altrettanto allucinanti. Essendo una testata cattolica quelli che commentano i post di Eid sono "i nostri fratelli minori" come diceva Papa Paolo VI, che esprimono tutta la propria ostilità a Israele e solidarietà a Hamas. Voglio sperare si tratti della parte più fondamentalista dei cattolici. Come scrive Davide Romano, si leggono inviti a bombardare ancora Tel Aviv, si fa il solito paragone Israele= nazisti. Si vedono immagini di arabi che sventolano le chiavi delle loro supposte ex case, propaganda degli anni 70 del secolo scorso. Già nel 2012 Camille Eid scriveva articoli pieni di menzogne accusando Israele di invitare i cristiani di Israele a entrare a far parte dell’Esercito per costringerli a fuggire dal Paese e fare così pulizia etnica. Naturalmente si guardava bene dall'ammettere che Israele è l'unico paese del MO dove i cristiani aumentano e godono di ogni diritto civile e religioso, il dovere di arruolarsi, per gli arabi sia cristiani e che musulmani, è unicamente su base volontaria. Fa specie che una persona così chiaramente di parte, e dalla parte del terrorismo, continui a scrivere su Avvenire, il giornale dei Vescovi, di ispirazione cattolica. Come scrive Davide Romano, questa non è fratellanza, questo non è costruire la pace, questo è, aggiungo io, voler aumentare l'odio.

Ecco la lettera di Davide Romano:
Gent.ma redazione, sono direttore del Museo della Brigata Ebraica, nonché consigliere della Comunità Ebraica Milano.Vi scrivo per informarvi che un vostro collaboratore, Camille Eid, sta assumendo delle posizioni preoccupantemente estreme nei confronti di Israele. Siamo tutti coinvolti con il cuore negli attuali scontri, ciascuno di noi ha i propri cari in pericolo quotidiano, ma nulla può giustificare la demonizzazione dell'altro. Dalle nostre comode poltrone occidentali credo sia nostro dovere gettare acqua sul fuoco, e non attizzare lo scontro. E' in questi momenti che si vede la vera tempra delle persone. Se infatti è facile essere pacati nei momenti di pace, è esattamente quando inizia a girare l'odio che gli estremisti gettano la maschera di moderati, e cedono alla propaganda d'odio. Qui sotto riporto alcuni delle sue espressioni su facebook: dall'augurio che Tel Aviv venga bombardata per i prossimi sei mesi, alla pubblicazione di vignette che equiparano Israele ai nazisti. Non è così che si costruisce la pace, anzi. Mi sarei aspettato ben altro da una persona che è pure docente dell'Università Cattolica e forma i nostri ragazzi.

Davide Romano

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