sabato 13 luglio 2024
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


Clicca qui






 
Giorgia Greco
Libri & Recensioni
<< torna all'indice della rubrica
Roberto Fiorentini, Il tradimento di Israel 04/06/2024

Il tradimento di Israel                                     Roberto Fiorentini

Edizioni Efesto                                                               euro 15

E’ la Storia con la sua complessità e i molteplici intrecci lo sfondo dei romanzi di Roberto Fiorentini, da diversi anni impegnato nello studio dell’antisemitismo, della Shoah, della storia degli ebrei e d’Israele e in particolare della politica antiebraica del regime fascista. Autore di romanzi storici come “Le Chajim, Alla vita” (Graphofeel, 2014), ambientato nel ghetto di Roma nel Settecento e “La rivoluzione” che offre uno sguardo acuto sulla comunità ebraica all’epoca della Repubblica romana (Graphofeel, 2019) torna ora in libreria con un libro imperdibile “Il tradimento di Israel” (Edizioni Efesto).

Con questi tre romanzi Roberto Fiorentini porta meritoriamente a conoscenza di un ampio pubblico, non solo quindi di accademici, episodi della vita degli ebrei accaduti in Italia, ancora poco conosciuti, che è importante entrino a far parte della storia del nostro Paese. Se il primo libro è dedicato ai battesimi forzati e il secondo agli ebrei all’epoca della repubblica romana con i conflitti che nascono con la prima emancipazione degli ebrei e l’apertura del ghetto dopo centinaia di anni di segregazione, il terzo, oggetto di questa riflessione, si concentra sul tema dell’accusa del sangue. Di cosa si tratta? E’ la credenza che gli ebrei uccidano i bimbi cristiani per ingerirne il sangue in varie forme o per scopi magico-rituali in particolar modo in occasione delle festività di Pasqua. Una calunnia terribile che ha dolorosamente segnato le comunità ebraiche per otto secoli, oltremodo inverosimile in quanto agli ebrei è fatto divieto di consumare sangue.

“A partire dal primo episodio accaduto a Norwich nel 1144 – spiega Fiorentini

nell’ accurata Appendice storica – fino ad arrivare all’ultimo verificatosi il 4 luglio 1946 a Kielce in Polonia, centinaia, forse migliaia di ebrei sono stati torturati e assassinati perché ritenuti colpevoli di questo delitto”. Va precisato che le false confessioni degli ebrei erano ottenute dalle autorità ecclesiastiche con torture atroci prolungate per giorni e giorni fino a che il malcapitato non firmava qualsiasi documento per far cessare il supplizio.

Fra i molti casi avvenuti anche in Italia il più famoso è quello di Trento e la scelta dell’autore di concentrarsi su questa vicenda deriva dal fatto che l’accusa rivolta agli ebrei di aver ucciso il piccolo Simone, figlio di un conciatore di pelli, aveva portato alla completa distruzione morale e fisica della comunità ebraica della città. Un’accusa, quella di aver ucciso il bambino, probabilmente annegato mentre giocava vicino a un canale e ritrovato nella roggia sotto la cantina di una famiglia di ebrei, orchestrata ad arte dal vescovo e principe dell’impero Hinderbach per arrivare alla beatificazione di quella creatura, al solo scopo di ricavarne lustro per sé e la città.

Da qui nasce un culto durato ben 500 anni; bisognerà arrivare al 28 ottobre 1965 per vedere abrogato formalmente il culto dalla Chiesa, a seguito di una revisione del giudizio storico sulla vicenda.

Dei “miracoli”, che si ipotizza compiuti da Simonino (la salma conservata nella Chiesa di san Pietro era visitata da numerosi pellegrini), vi sono dei resoconti fatti in presenza di un notaio e contenuti in un registro compilato in latino all’epoca dei fatti, recentemente tradotto e pubblicato, che l’autore inserisce all’inizio di ogni capitolo.

Su questo episodio esiste molta documentazione, non solo testi coevi ma anche i verbali dei processi da cui si evince che gli ebrei sotto tortura, arriveranno a confessare un delitto mai commesso.

E’ proprio studiando questi verbali che Roberto Fiorentini incontra Israel il protagonista e voce narrante del libro, un giovane di 28 anni che di mestiere fa il miniaturista, nato a Brandeburgo la città da cui si è allontanato per dissidi col padre Mayer, ha viaggiato nei paesi della Baviera, della Svevia e dell’Italia e arriva per caso nella città di Trento durante il suo viaggio di ritorno in Germania.

L’autore, con perizia narrativa e accurata ricostruzione storica, ci introduce nella comunità di Trento dove vivono le famiglie di Angelo e Samuele che hanno un banco di pegni e quella di Tobia, di professione medico oculista.

Siamo a Pasqua nel 1475. A causa di un infortunio al piede Israel è costretto a rimanere a Trento, ospite di una delle famiglie, e proprio in quei giorni il piccolo Simone scompare. Come già accaduto altrove i sospetti della popolazione e delle autorità, rappresentate dal vescovo Hinderbach e dal podestà Giovanni de Salis, si concentrano sugli ebrei di Trento.

Nella roggia della cantina di Samuele viene ritrovato il corpo di Simone, giunto fin lì probabilmente trasportato dalla corrente, e nonostante la buona fede delle famiglie ebree che decidono di informarne le autorità la colpa ricade subito su di loro.

Vengono arrestati e con l’intento di farli confessare iniziano le inquisizioni nella torre del castello del Buonconsiglio con torture atroci che giorno dopo giorno minano la resistenza degli ebrei, in particolar modo di Israel. Con magistrale arte narrativa l’autore entra nell’interiorità del protagonista di cui immagina le emozioni e le reazioni dinanzi agli eventi tragici del fato. Israel non è un eroe, compie errori ma lo sentiamo vicino perché è di una profonda umanità: prima tradisce il padre poi le famiglie ebree che l’hanno ospitato e infine non regge alla tortura e si converte al cristianesimo. Eppure dentro di sé rimane ebreo e si adopera in ogni modo per aiutare le donne e i bambini ebrei reclusi nella casa. Sarà proprio l’agire per il bene dei suoi fratelli ebrei, contornato però da personaggi equivoci e misteriosi, a condurlo a un destino nefasto.

La trama del libro, su uno sfondo storico ben documentato, è ricca di episodi e personaggi indimenticabili: spiccano in particolare le figure femminili di Anna, Dolcetta, Bella, Sara ritratte con grande sensibilità da Fiorentini nelle incombenze quotidiane a servizio della famiglia e nel loro attaccamento alle tradizioni. Su tutte emerge la figura di Brunetta, moglie di Samuele, “colonna portante della sua gente e anima degli ebrei di Trento”.

Realmente accaduto e molto interessante è il racconto dell’arrivo a Trento del legato papale Battista De Giudici, vescovo di Ventimiglia, incaricato da papa Sisto IV di indagare sulla correttezza dei processi intentati agli ebrei. Nonostante l’ostracismo del vescovo Hinderbach che vede minata la sua autorità, De Giudici vuole fare luce sulle condanne a morte degli ebrei e sul clamore intorno a quel bambino che molti chiamano santo senza alcun pronunciamento della curia, oltre che sui dubbi circa la legalità del processo. Ai lettori lasciamo il piacere di scoprire l’evolversi degli eventi che hanno lasciato nella Storia tracce indelebili.

Non dobbiamo dimenticare infatti – spiega Fiorentini in Appendice – che “nel corso del Novecento la propaganda fascista e soprattutto nazista utilizzò il mito dell’accusa del sangue nella campagna antisemita”.

Quello di Roberto Fiorentini che ripercorre un evento storico così tragico e foriero di persecuzioni millenarie per gli ebrei è un libro prezioso di stringente attualità perché non è raro constatare ancora oggi come la propaganda antisraeliana in alcuni paesi arabo-islamici si serva di questo mito antisemita che trova ampia diffusione tramite scritti, serie televisive, vignette e il web, coacervo dei peggiori pregiudizi antiebraici.

Con una cifra linguistica coinvolgente, ricca di sfumature che scava in modo magistrale nella psicologia del personaggio, l’autore non risparmia al lettore i rimpianti e i tormenti per la consapevolezza di aver tradito che agitano l’animo di Israel, descrive senza omissioni la crudeltà delle torture inflitte per volere di uomini di Chiesa, l’odio assurdo della popolazione contro gli ebrei e ci regala un romanzo storico di valore, ricostruito in modo impeccabile grazie alle ricerche e agli studi fatti sui documenti dell’epoca.

Insomma, per chi ama le buone letture, un appuntamento da non perdere!


Giorgia Greco


Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT