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Michelle Mazel
Europa/Medio Oriente
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I crimini di Hamas finalmente riconosciuti dalla Corte Penale Internazionale 22/05/2024

I crimini di Hamas finalmente riconosciuti dalla Corte Penale Internazionale
Commento di Michelle Mazel
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://www.dreuz.info/2024/05/les-crimes-du-hamas-enfin-reconnus-par-la-cour-internationale-de-justice-298627.html

La devastazione dei kibbutz nel pogrom del 7 ottobre. Almeno nell'accusa del procuratore capo Khan del Tribunale Penale Internazionale, oltre alla vergognosa richiesta di spiccare un mandato di cattura per Netanyahu e Gallant, c'è una domanda analoga per Sinwar, Haniyeh e Deif, i tre capi di Hamas responsabili dell'eccidio. Nella stessa richiesta sono elencati tutti i loro crimini, dallo sterminio alla violenza sessuale.

Ovviamente, non è questo che attirerà l’attenzione dei media. Essa si concentrerà sulle accuse mosse al Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Del resto è da mesi che egli viene vilipeso da gran parte della stampa, dei social network e dei politici. Ma non è questo il punto. Se Le Monde, zelante detrattore dello Stato ebraico, sceglie questo titolo: “Il Procuratore della Corte penale internazionale chiede un mandato d'arresto nei confronti di Benjamin Netanyahu per crimini di guerra e crimini contro l'umanità”, e poi il quotidiano continua: “Anche tre leader di Hamas sono interessati dall’istanza: Ismaïl Haniyeh (capo dell'ufficio politico di Hamas), Mohammed Diab Ibrahim Al-Masri, meglio conosciuto come Mohammed Deif, comandante delle Brigate Ezzedine Al-Qassam, braccio armato di Hamas, e Yahya Sinouar ( leader di Hamas nella Striscia di Gaza). Il procuratore della CPI ritiene che essi “siano responsabili penalmente per dei crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi nel territorio di Israele e nello Stato di Palestina (nella Striscia di Gaza) a partire dal 7 ottobre 2023, data dell'attacco di Hamas contro Israele.  Le accuse contro i leader dell’organizzazione palestinese includono “lo sterminio”, “lo stupro e altre forme di violenza sessuale”, “il sequestro di ostaggi come crimine di guerra” e “il fatto di aver diretto attacchi intenzionali contro la popolazione civile come crimine di guerra.”    Hai capito bene. Finalmente la verità esce dal pozzo. Dopo lunghi, troppo lunghi mesi di indugi, di smentita, di rifiuto di riconoscere le atrocità commesse il 7 ottobre, ora per la prima volta questo alto organismo internazionale che è la Corte Penale Internazionale dice finalmente quello che tutti sapevano o avrebbero dovuto sapere . Il suo Procuratore generale, Karim Khan, accusa espressamente i leader di Hamas, questo movimento lodato dalla crema della gioventù americana e francese, purtroppo, sostenuto da manifestazioni mostruose su entrambe le sponde dell'Atlantico, di crimini di guerra e crimini contro l'umanità e ne chiede l'arresto.

Non è più possibile negare la realtà dei loro crimini. Non è più possibile rifiutarsi di ammettere l’orrore di questi stupri e di altre forme di violenza sessuale che il Segretario Generale delle Nazioni Unite si rifiuta di vedere. La procura vuole qualificare anche il sequestro di ostaggi come un crimine di guerra, lo stesso vale per gli attacchi deliberati contro la popolazione civile.

Al momento non è noto se la Corte concederà al suo Procuratore Generale i mandati di arresto richiesti. Mandati che sarebbero comunque difficili da eseguire. Resta la speranza che il Consiglio di Sicurezza, che attualmente sta discutendo le accuse di stupro mosse contro Hamas, si assuma le proprie responsabilità e condanni all'unanimità l'organizzazione terroristica.

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Michelle Mazel


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