giovedi` 25 luglio 2024
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


Clicca qui






 
Michelle Mazel
Europa/Medio Oriente
<< torna all'indice della rubrica
Perché avete preso di mira Kerem Shalom, “Vigneto di pace”? 08/05/2024

Perché avete preso di mira Kerem Shalom, “Vigneto di pace”?
Commento di Michelle Mazel
(traduzione di Yehudit Weisz)
https://israel247.org/pourquoi-avoir-vise-kerem-shalom-vignoble-de-la-paix-80329.html

I soldati uccisi da Hamas al valico di Kerem Shalom, il vigneto della pace, alla vigilia dello Yom HaShoah. Non è casuale la scelta del momento per l'attacco e non è casuale nemmeno il luogo.

C’è da dire che quel che è accaduto ha dell’incredibile. Supera ogni immaginazione. Vediamo i fatti. La Casa Bianca vuole a tutti i costi porre fine al conflitto a Gaza, molto impopolare tra alcuni democratici; questo conflitto copre di luce livida la campagna di Joe Biden, che cerca ad ogni costo un secondo mandato. Dimenticando gli impegni presi dopo il 7 ottobre, gli Stati Uniti stanno esercitando tutte le loro pressioni affinché Israele accetti le richieste di Hamas. Pretendono persino un aumento significativo del numero di camion che ogni giorno entrano nella Striscia di Gaza. L’organizzazione terroristica così rafforzata resta inflessibile sulle sue posizioni, contando per raggiungere i suoi scopi sull'intensa pressione internazionale esercitata sul governo israeliano, mentre la mobilitazione delle famiglie e dei sostenitori degli ostaggi non conosce tregua. Infatti, alla vigilia della Giornata della Memoria della Shoah, mentre si attende la risposta di Hamas alla proposta elaborata con l'aiuto dell’Egitto, il dibattito infuria in Israele e in seno al governo, alcuni membri del quale minacciano di dimettersi nel caso in cui venisse respinta una risposta positiva di Hamas. Tutto può ancora succedere. Probabilmente non abbastanza in fretta per Yahya Sinwar e per la sua banda. Si sono detti che la pressione doveva essere aumentata ancora di più? In ogni caso, hanno preso una decisione molto curiosa. Secondo Le Figaro, “Domenica, tre soldati israeliani sono stati uccisi e 12 sono rimasti feriti dai razzi lanciati dal braccio armato di Hamas nei pressi di Kerem Shalom, il principale punto di passaggio per gli aiuti umanitari da Israele alla Striscia di Gaza”, ha detto l’esercito israeliano all'Agenzia France Presse. Tra i feriti“tre soldati sono stati colpiti in modo grave)”, ha riportato. Questi lanci che sono stati rivendicati dalle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, hanno indotto Israele a chiudere il valico utilizzato per trasportare gli aiuti a Gaza.  È successo, ricordiamolo, alla vigilia del Giorno della Memoria della Shoah. Una pura coincidenza? Trascuriamo il fatto che i lanciatori di razzi erano a Rafah, molto vicino alla zona umanitaria. Ma perché prendere di mira Kerem Shalom – “vigneto della pace” – questo punto di passaggio attraverso il quale ogni giorno transitano centinaia di camion carichi di tonnellate di aiuti alimentari per gli abitanti di Gaza? Dobbiamo credere in un calcolo machiavellico, ossia che gli israeliani chiuderanno questo punto, almeno temporaneamente, e saranno accusati di cercare di affamare i poveri abitanti di Gaza? In ogni caso, l'organizzazione terroristica si è sbagliata di grosso. Invano, il coraggioso Antonio Guterres è corso in suo aiuto, dichiarando: “Una “invasione” di Rafah, una città nel sud della Striscia di Gaza dove Israele ha promesso di effettuare una vasta operazione di terra, sarebbe “intollerabile.” Il governo ha dato il via libera a questa operazione. Nel giro di poche ore, l’esercito israeliano ha preso il controllo del lato di Gaza del valico di Rafah con il confine egiziano.  “Tsahal”, ci dice Le Figaro , “aveva coordinato la sua operazione con le organizzazioni umanitarie”. In meno tempo di quello necessario per scrivere, Hamas ha annunciato di essere pronto ad accettare un accordo. Questa volta Israele guiderà i negoziati da una posizione di forza.

Immagine correlata
Michelle Mazel


Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT