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Michelle Mazel
Europa/Medio Oriente
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Ma quali trattative? 21/02/2024

Ma quali trattative?
Analisi di Michelle Mazel

(traduzione di Yehudit Weisz) 
 

Nella vignetta, Hamas richiede "Morte a tutti gli ebrei". Il negoziatore propone a Netanyahu:"Puoi venirgli incontro accettando almeno la metà delle sue richieste?"

Sono quasi cinque mesi che dei bambini, delle donne e degli uomini sono tenuti in ostaggio da Hamas, un'organizzazione terroristica la cui ragion d'essere è la distruzione di Israele. Erano stati catturati durante lo spietato pogrom del 7 ottobre che ha fatto più di mille vittime. Un primo accordo strappato a fatica ha portato alla liberazione di settanta di loro. La tregua è stata violata più volte e Hamas non ha permesso alla Croce Rossa di incontrare gli ostaggi rimasti, come aveva promesso. Oggi la situazione è a un punto morto. Le richieste dell'organizzazione terroristica sono così vergognose che non possono costituire la base per un nuovo accordo. Vediamo i punti essenziali. Hamas propone un accordo in tre fasi di 45 giorni ciascuna, durante le quali le ostilità saranno sospese. Gli ostaggi verrebbero gradualmente rilasciati. Durante la tregua avrebbero luogo i negoziati per un cessate il fuoco permanente e gli ostaggi rimanenti verranno rilasciati solo una volta raggiunto un accordo definitivo per porre fine alla guerra. Insomma, bisognerà aspettare più di quattro mesi per vedere l'ultimo ostaggio riconsegnato alla sua famiglia. E Hamas rimarrebbe padrone della Striscia di Gaza, da dove potrebbe continuare a prendere di mira i villaggi e i kibbutz israeliani. Eppure, settimana dopo settimana, continua un sinistro gioco di “poker bugiardo”. Non è l’intransigenza di Hamas ad essere criticata, ma è Israele ad essere preso di mira. Ma come si permette di rifiutarsi di negoziare con Hamas? È pronto a sacrificare gli ostaggi ancora nelle mani dell'organizzazione terroristica? Da Doha al Cairo, dalla Casa Bianca alle maggiori cancellerie europee, il concerto è unanime, anche se il Presidente americano dice sottovoce che le richieste di Hamas sono “esagerate.” Il rifiuto di Israele è attribuito alla composizione della coalizione e all'intransigenza del suo leader. Questa è anche l'opinione di alcune delle famiglie degli ostaggi. Quindi, ovviamente, dobbiamo comprendere e rispettare il dolore di queste famiglie, devastate dal pensiero della sofferenza dei loro cari, e pronte a fare qualsiasi cosa per salvarli. Loro incolpano il governo per l’impasse.  Tuttavia, tutti i cosiddetti partiti “sionisti” riconoscono che è impossibile accettare la volontà di Hamas. La maggioranza, comunque , vuole che Israele stia al gioco, per così dire, senza illusioni. Non dobbiamo offendere questi coraggiosi egiziani che ci accolgono così calorosamente al Cairo. Ovviamente, da Doha al Cairo, dalla Casa Bianca alle maggiori cancellerie europee, a nessuno verrà l’idea di esercitare pressioni su Hamas. Come pure il Qatar, che si era impegnato nell'ambito di un accordo a distribuire medicinali agli ostaggi, non accusa l'organizzazione terroristica di non aver fatto nulla. E Joe Biden rifiuta di prendere in considerazione la sospensione degli aiuti umanitari, il solo modo efficace per mettere in ginocchio Hamas, ma al contrario, vuole aumentarli considerevolmente. Il suo Segretario di Stato, dal canto suo, non risparmia le critiche a Israele. Bisogna riconoscerlo: in America le elezioni si avvicinano. La Francia si prepara ai Giochi Olimpici. La continuazione della guerra è un grattacapo di cui potrebbero fare a meno.

Michelle Mazel
Michelle Mazel

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