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Diego Gabutti
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Periscopio 09/09/2023
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 09/09/2023, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

Il mandato di Jens Stoltenberg alla guida della Nato è stato prorogato,  un'altra volta
Jens Stoltenberg

Kiev guadagna terreno, circa 100 metri al giorno. L’esercito russo era il secondo più forte nel mondo e adesso è il secondo più forte in Ucraina. Jens Stoltenberg (da Open).

Zelensky è la vergogna del popolo ebraico. Vladimir Putin.

Colpisce che — a parte rarissime eccezioni — da Israele non siano giunte reazioni a questa sortita, peraltro non la prima, di Putin e del suo entourage contro «l’ebreo Zelensky». Pochi i commenti pur dalla comunità ebraica internazionale che si era pronunciata con maggior prontezza e vigore su questioni di minore entità. Era stata, per esempio, pronta ad insorgere perché Bradley Cooper – nel film Maestro [presentato quest’anno a Venezia] – ha fatto ricorso a un naso finto per interpretare la figura del direttore d’orchestra Leonard Bernstein. Stavolta invece, silenzio. Paolo Mieli 1, Corriere della sera.

Yahidne, l’Auschwitz russa del XXI secolo. Titolo di Linkiesta.

[Yahidne]. Scendendo dalle scale a destra c’è la «stanza grande», 136 adulti, 39 bambini: originariamente era una piccola palestra, in fondo ci sono ancora tre spalliere, ma da ultimo era diventata un ripostiglio. Ivan ha passato lì 27 giorni, seduto su una sedia scura non troppo grande, vicino a un letto a castello da bambini, alto circa un metro e di colore lilla: ci dormivano otto bambini, tra cui i nipoti di Ivan. Di fianco al lettino, ci sono dei tavolini verdi, bassi e lunghi, sembrano delle porte: lì erano stati messi i morti, i russi non li portavano fuori, se li dovevano tenere con loro. Le undici persone che non sono sopravvissute, sono morte nella stanza grande, perché lì non ci si muoveva, mancava l’aria, lo spazio vitale non era sufficiente, a un certo punto hanno preso la varicella, febbre alta per molti. Nell’angolo in fondo a destra, di fianco alla spalliera, c’era la prigioniera più piccola, una bambina di un mese e mezzo: la sua mamma non aveva più il latte, cercava cibo adatto per svezzarla all’improvviso senza farla stare male, ma i russi non le davano nessuno aiuto né più spazio, anzi le dicevano di lasciarla morire. [...] Il capo dei russi lo chiamavano «Ragno», era il più crudele, gli altri due si chiamavano «Acero» e «Sordo». Paola Peduzzi, il Foglio.

[Mosca, 2022]. «Non farò giri di parole per dire: sono un nazionalista, un patriota e così via. Lo dico chiaro e tondo: sono un nazista». Sorseggiando whisky, il giovane russo [...] si vantava dei tanti ucraini uccisi e mutilati dal 2014 nel Donbass. «Sono un nazista», ribadiva, «e godo nel tagliare le orecchie alla gente che ammazzo. L’odore della carne umana che brucia mi sballa. Quando uccidi una persona, provi l’adrenalina della caccia. Chi non hai mai cacciato, dovrebbe provare». Rosalba Castelletti, Repubblica.

[Londra, gennaio 2023]. Il rabbino capo di Mosca, in esilio in Spagna, afferma che gli ebrei dovrebbero andarsene dalla Russia finché sono in tempo, prima di diventare un capro espiatorio della guerra in Ucraina. Enrico Franceschini, Repubblica.

Il mancato sostegno [d’Israele] a un popolo aggredito rischia di compromettere il profilo d’una politica, quella di Benjamin Netanyahu, già abbondantemente contestata. Di comprometterlo sul piano internazionale. E su quello etico. Paolo Mieli 2, Corriere della sera.

Elon Musk – che nel febbraio 2022 aveva accettato di fornire all’Ucraina terminali satellitari Starlink per milioni di dollari – [ordinò] ai suoi ingegneri di disattivare Starlink in prossimità della costa della Crimea per ostacolare un attacco dell’Ucraina contro la flotta russa. Lo sostiene una biografia del miliardario scritta da Walter Isaacson in uscita il 12 settembre negli Stati Uniti. Questa decisione sarebbe stata guidata dalla paura (fomentata da funzionari russi con i quali Musk era in contatto) che Mosca avrebbe risposto all’attacco con armi nucleari. Ma l’episodio – secondo Cnn – «rivela la posizione privilegiata in cui il fondatore di SpaceX si è trovato a partire dall’invasione su larga scala». Per la prima volta le comunicazioni su un terreno di guerra dipendevano dalla benevolenza d’un miliardario imprevedibile. rainews.it

Impedendo ai droni ucraini d’attaccare e distruggere parte della flotta militare russa tramite Starlink, Elon Musk ha permesso a questa flotta di lanciare missili Kalibr contro le città ucraine. Di conseguenza, civili e bambini sono stati uccisi. Questo è il prezzo d’un cocktail d’ignoranza e grande ego. Mikhailo Podolyak, consigliere del presidente Zelensky.

Rieccolo, [Salvini] è tornato, sfolgorante esempio d’una politica populista, incapace di cambiare passo e schema, altro che mossa del cavallo, trionfo della testardaggine dei muli. [...] Ci risiamo: castrazione chimica, evergreen da dieci anni, galera per i minorenni perché i quattordicenni non sono più quelli d’una volta (ma non erano dei bamboccioni?) e divieto d’utilizzo dei cellulari per i minori condannati. [...] Poco importa se alla fine il bicchiere è mezzo vuoto: niente imputabilità per i dodicenni, ma più pene che riguardano i quattordicenni, mentre dei cellulari neanche a parlarne. L’importante, in perfetto stile trumpiano, è la costruzione d’un racconto securitario basato sull’allarmismo, più che la sua realizzazione concreta. Alessandro De Angelis, HuffPost.

In uno statista la cosiddetta «cultura» è in fin dei conti un lusso inutile. Benito Mussolini (dal web).

Dicono gli annali: quando i monaci di Clonmacnoise / eran tutti in preghiera in oratorio / sopra di loro, nell’aria, apparve una nave. / L’ancora arava dietro tanto in basso / che si agganciò alla ringhiera dell’altare / e poi, mentre il grosso scafo rollando si fermava / uno della ciurma si calò giù per la corda / e cercò di liberarla. Niente da fare. / «Quest’uomo non può sopportare la nostra vita / e annegherà» disse l’abate, «se non l’aiutiamo noi». Detto fatto, / la nave libera fece vela e l’uomo risalì, / fuori dal meraviglioso come l’aveva visto lui. Seamus Heaney, Illuminazioni VIII (in Poesie, Mondadori 2023).

Follia [e fantasia] sono le forme più libere d’intelligenza. Roberto Gervaso.

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Diego Gabutti

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