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Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


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Diego Gabutti
Corsivi controluce in salsa IC
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Periscopio 23/08/2023
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 23/08/2023, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

Oppenheimer: il teaser trailer del nuovo film di Christopher Nolan | Lega  Nerd

Oppenheimer, l’attesissima pellicola diretta da Christopher Nolan che racconta la figura storica e la vita del fisico statunitense considerato il padre della bomba atomica, esce oggi nelle sale italiane. Dal web.

Alla fine dell’autunno del 1925, consumato da sentimenti d’inadeguatezza e da intensa gelosia, [Oppenheimer] «avvelenò» una mela con agenti chimici presi in laboratorio e poi la lasciò sulla scrivania di Patrick M.S. Blackett, suo tutor a Cambridge e futuro Premio Nobel per la fisica. [...] Fortunatamente Blackett non mangiò la mela, ma (non si sa come) i responsabili dell’università furono informati dell’incidente. Ovviamente [Oppenheimer, che confessò questo tentato omicidio,] avrebbe poi avuto parecchi problemi a Cambridge. Bird e Sherwin, Oppenheimer, Garzanti 2023.

Trent’anni dopo (curiosamente, se si può dire così) Alan Turing, padre della rivoluzione informatica, dopo essere stato sottoposto in quanto omosessuale alla castrazione chimica, che lo rese impotente e gli causò lo sviluppo del seno, morì suicida ingerendo una mela avvelenata con cianuro di potassio. Aveva preso spunto dalla fiaba di Biancaneve. Pierpaolo Albricci, Italia Oggi.

Compagno di passeggiate di Einstein a Princeton, Premio Nobel e fan dei film di Walt Disney, il matematico Kurt Gödel, temeva d’essere avvelenato, come Biancaneve, con una mela avvelenata. italiaoggi.it

Emil Konopinski e Edward Teller, scienziati del Progetto Manhattan, avevano calcolato nel 1945 la probabilità che l’esplosione d’una bomba nucleare innescasse una reazione a catena in tutta l’atmosfera terrestre. Stabilirono che ciò era impossibile, almeno con le bombe che avevano tra le mani, anche se questo non impedì a Enrico Fermi d’accettare scommesse sull’eventualità che il mondo finisse quando fosse esplosa la prima bomba in New Mexico. Ian Sample 1 (Higgs e il suo bosone, il Saggiatore 2013).

Settantotto anni dopo, nel 2008, qualcuno pensò che il Large Hadron Collidor, l’acceleratore di particelle del CERN di Ginevra, fosse troppo pericoloso da accendere. Un tecnico delle radiazioni in pensione intentò una causa [al Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare] nel timore che l’acceleratore potesse distruggere il pianeta. E forse l’universo intero. Ian Sample 2 (Higgs e il suo bosone, il Saggiatore 2013).

Sono diventato Tempo, il distruttore dei mondi. Robert Oppenheimer, 16 luglio 1945, Jornada del Muerto, New Mexico, dopo il primo esperimento atomico.

Oh ci sono morti come le streghe d’Arco Agghiaccianti morti alla Boris Karloff / Morti impensabili come Harpo Marx le ragazze sulla copertina di Vogue la mia / Proprio non so quanto sia terribile la MortePerBomba Posso solo immaginarlo. Gregory Corso, Bomba (in Poesie, Guanda 1983).

La compagna di corso del fratello della mia amica, il padre del vicino di casa, la figlia, la madre, il padre: in Ucraina ogni famiglia ha perso qualcuno o conosce qualcuno che ha perso qualcuno in guerra. In guerra non significa soltanto al fronte. Significa anche per strada perché i civili sono soldati, intanto perché i razzi russi li prendono di mira ma anche perché [...] resistono, come i soldati, da diciassette mesi. [...] Vivere nonostante i missili è già una resistenza, essere ucraini vivi è già una resistenza. Yaryna Grusha, Diario ucraino (HuffPost).

Occorre rilanciare la parola d’ordine del cessate il fuoco e della trattativa senza condizioni. È necessario mobilitare la maggioranza degli italiani contro la politica di guerra del governo e del Pd dicendo chiaramente che la pace la si fa smettendo di fare la guerra, smettendo di inviare armi all’Ucraina. La guerra bisogna fermarla, non cercare di vincerla. Paolo Ferrero, Rifondazia comunista (il Fattosky quotidiano).

Una strada veloce per giungere a un cessate il fuoco è quella che storicamente è chiamata «la via di Monaco», sostenuta da non poche persone sia di destra sia di sinistra, e che in termini pratici significa abbandonare Kiev al proprio destino. Sono convinto che, in tal caso, si commetterebbe un grave errore. Così come nel ‘38, con gli accordi di Monaco, si favorirono i piani espansionistici di Hitler, oggi si darebbe partita vinta a Putin e alla sua politica d’invasione d’uno Stato sovrano. Michael Walzer, filosofo, professore emerito a Princeton (Francesco Carella, Libero).

Nella conferenza stampa con la premier danese Mette Frederiksen, un giornalista ha chiesto a Zelensky cosa ne pensasse della proposta di cedere parte del territorio occupato dai russi in cambio di garanzie di sicurezza e dell’accesso alla Nato. Zelensky ha risposto che gli ucraini sono pronti a scambiare Belgorod per diventare membri dell’Alleanza atlantica, e il suo volto era così serio che i presenti hanno impiegato del tempo per capire che il presidente stava scherzando. Belgorod è in Russia. Micol Flammini, il Foglio.

Colpo di Kiev nella base russa: distrutto il super bombardiere. Titolo del Corriere della sera.

Ecco la promessa «estate militante» di Elly Schlein: a Ferragosto compulsava le foto sexy di Andrea Delogu. La segretaria multigender del Pd ha commentato su Instagram, con tanto di cuoricino, le immagini della bella conduttrice. Dagoreport.

Per attaccare la Meloni fanno la guerra a un suo vecchio libro [Mafia nigeriana, Oligo 2019]. Titolo di Libero.

Mafia nigeriana è un libro scritto [soltanto] quattro anni fa da Giorgia Meloni con Alessandro Meluzzi sui nigeriani cannibali e invasori, al tempo in cui lei nutriva la sua dottrina d’opposizione col meglio del complottismo, i poteri forti e la sostituzione etnica, i mercati vampireschi e l’omologazione consumistica globale, sempre a una spanna dalle scie chimiche e dai rettiliani. Lasciamo perdere Meluzzi, ma è la Giorgia Meloni di oggi [...] a indossare la maschera della statista? O era la Meloni di ieri a indossarla da Zorro? Oppure si può indossarne una e l’altra, da un momento all’altro, a secondo di quale [lì per lì appare] la più adatta? Mattia Feltri, HuffPost.

A un [nuovo] ordine preferisco le cose come stavano. Roberto Gervaso.

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Diego Gabutti

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