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Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


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Diego Gabutti
Corsivi controluce in salsa IC
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Periscopio 10/03/2023
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 10/03/2023, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

File:Georgia, Ossetia, Russia and Abkhazia (it).svg - Wikipedia

[Tbilisi, Georgia]. La polizia ha usato cannoni ad acqua e spray al peperoncino per disperdere la folla. Il Guardian ha notato che alcuni dei manifestanti riuniti fuori dall’edificio del Parlamento portavano bandiere georgiane, dell’UE e degli Stati Uniti e gridavano: «No alla legge russa» e «Tu sei russo» ai politici all’interno del parlamento. georgiatoday.ge

[I partiti putiniani in Georgia] stavano copiando la famigerata legge russa del 2012 sugli «agenti stranieri» che ha contribuito a criminalizzare il dissenso e l’opposizione. «Si è visto com’è iniziata la legge sugli agenti stranieri in Russia e quali sviluppi ci sono stati», ha dichiarato Mari Nikuradze di OC Media. «I media indipendenti hanno dovuto chiudere e andare in esilio. Ido Vock, The New Statesman.

Salomé Zourabichvili, presidente della Georgia, ha appoggiato le proteste mentre il premier Irakli Garibashvili invece tuonava: «Via i servi dei governi stranieri». Poi la svolta: il disegno di legge è stato ritirato. Putin, per ora, è servito. Dal web.

Il simbolo della protesta è l’immagine d’una donna bersagliata dai cannoni d’acqua mentre sventola la bandiera europea, icona d’una generazione che non si piega alle dittature. Marta Serafini 1, Corriere della sera.

Ho tre case: la mia terra bielorussa, che è la patria di mio padre e dove ho vissuto tutta la mia vita; l’Ucraina, che è la patria di mia madre e dove sono nata; e la grande cultura russa, senza la quale non riesco a immaginarmi. Ho care tutt’e tre. Ma è difficile parlare d’amore, di questi tempi. Svetlana Aleksievič, Una battaglia persa.

La cosa più importante nei prossimi mesi è che l’Ucraina mantenga lo slancio [e cacci] i russi dal Donbass. Io li incoraggerei a cercare di riprendere anche la Crimea. Penso sia l’unico modo per portare Putin al tavolo negoziale. Leon Panetta, ex direttore della Cia (Viviana Mazza, Corriere della sera).

«Parlare di pace» non serve a niente quando volano i cazzotti. La pace è ciò che conviene a noi terzi, ma non è ciò che conviene ai contendenti: altrimenti smetterebbero di battersi. È come se due cercatori d’oro si azzuffassero per la proprietà d’una pepita e noi in nome della pace gli proponessimo di regalarcela (cioè di fare ciò che conviene a noi). Gianni Pardo, Italia Oggi.

Non m’impressionano le mode passeggere diffuse tra i moralisti né quelle altrettanto passeggere che circolano tra gli snob. Questi ultimi sostengono di possedere il giusto tipo di cappello; i moralisti invece il giusto tipo di testa. Ma in entrambi i casi vorrei che mi fosse fornita qualche altra prova oltre alla loro abitudine di guardarsi allo specchio. G.K. Chesterton, La serietà non è una virtù.

[La guerra?] Finirà quando le uniche due superpotenze esistenti, America e Cina, lo vorranno. Per ora è nel loro interesse lasciare che Putin (un pupazzo) si logori. Carlo De Benedetti (Cesare Zapperi, Corriere della sera).

Conosce le cose di cui parla, come un cieco i colori. William Hazlitt, Sull’ignoranza delle persone colte

Vorremmo informare la televisione ufficiale russa, la quale ha garantito ai suoi utenti che la situazione in Europa è talmente drammatica da costringere la sua gente, segnatamente gli inglesi, ma anche gli altri, a cibarsi esclusivamente di scoiattoli: si tratta dell’ennesima smarronata. [...] Le classi dirigenti delle nostre zone, e [...] segnatamente delle italiane, furono e restano a tal punto lungimiranti [...] da aver allevato per tempo nelle loro città una tale torma di cinghiali bradi da abboffarsi per almeno due secoli. Andrea’s Version, il Foglio.

Inchiesta Covid. Il piano tenuto segreto da Speranza toppò le previsioni su casi e ricoveri. [Toppò]. Titolo della Verità.

Ha ragione Piantedosi quando dice che non era lui il Ministro dell’interno quando si sono riscritte le regole e che non era questo il Governo. Sì, lei era capo di Gabinetto del ministro dell’interno Matteo Salvini e il Presidente del Consiglio era quel Giuseppe Conte che si faceva ritrarre con il cartello «decreto Salvini» e che ha cambiato le regole della Guardia costiera e del soccorso in mare. Allora, se volete parlare di sciacallaggio, qui dentro, fatevi prima un esame di coscienza e poi ragioniamo. Matteo Renzi.

Se si fosse trattato d’un incendio nel centro di Roma o di Milano, se i superstiti si fossero chiamati Rossi o Brambilla e se fossero stati loro a denunciare in tv la mancanza di soccorsi, in pochi avrebbero osato accusarli di diffamare i vigili del fuoco. Ma soprattutto a nessuno sarebbe saltato in mente di dire che per risolvere il problema bisognava impedire alla criminalità organizzata di sostituirsi ai pompieri. Perché tutti avrebbero pensato immediatamente che c’era un modo semplicissimo d’impedirlo. Mandare i pompieri. Francesco Cundari, Linkiesta.

È la fine del salvinismo come ideologia, [...] il crollo d’un armamentario politico fondato sull’opposizione amico-nemico in base all’etnia, al colore della pelle, in una parola sul razzismo. È Matteo Salvini (e chi lo ha coperto, come il suo ex presidente del consiglio Giuseppe Conte e la sua attuale presidente del consiglio Giorgia Meloni) il responsabile della politica dei «dàgli all’immigrato», dei respingimenti, della presunta «salvaguardia delle nostre coste». Mario lavia, Linkiesta.

Nel settembre del 2007 il senatore del Nebraska Ernie Chambers intentò causa a Dio. Queste le accuse formulate: spaventose inondazioni, forti terremoti, uragani, piaghe pestilenziali, genocidi e carestie, devastanti siccità, nascite di bambini malformati; diffusione per tutta la Terra, attraverso i suoi seguaci, di documenti scritti che mirano a suscitare paura, ansia, terrore e incertezza al fine di costringere gli uomini all’obbedienza. Elegante la decisione del giudice: l’accusato è irreperibile. Dal web.

I peccati di fantasia sono sprecati. Roberto Gervaso.

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Diego Gabutti

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