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Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


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Diego Gabutti
Corsivi controluce in salsa IC
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Periscopio 24/02/2023
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 24/02/2023, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

Joe Biden - Open
Joe Biden

Un anno fa, il 24 febbraio 2022, è iniziato il conflitto che ha stravolto l’esistenza di milioni di bambini, donne e uomini e causato sconvolgenti livelli di devastazione e distruzione. A oggi 8 milioni di persone sono state costrette a lasciare l’Ucraina e sono state registrate in Europa come rifugiate, mentre sono più di 5 milioni gli sfollati interni. Oltre 17 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria e protezione. UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati).

Indipendentemente dal paese o dalla nazionalità, abbiamo il diritto di non essere uccisi nelle nostre case. Tuttavia, gli ucraini vengono uccisi davanti a tutto il mondo già da un anno. Olena Zelenska, first lady ucraina, parla alle Nazioni Unite.

[Cecenia, febbraio 2001]. Ho sentito decine di storie terribili e visto i volti distrutti di chi era stato torturato da soldati ben addestrati alla sottile arte della violenza. All’improvviso, è capitato anche a me. Sento urlarmi contro: «Ferma! Indietro!» Un agente della Sicurezza federale, un tenente che ancora puzza di latte ma con lo stesso sorriso viscido dei suoi predecessori del 1937 sibila rivolto proprio a me e non alla persona che ho intervistato: «Sei stata mandata da Basaev, sei una miliziana! Ti piace sparare, eh? Sbatti troppo le palpebre, significa che menti». Anna Politkovskaja, Un piccolo angolo di inferno.

Di questi tempi, a Kiev, le informazioni sui raid aerei sono comunicate più dagli smartphone che dalle sirene. Svitlana Slastennikova ha circa trent’anni, capelli biondi, un viso a forma di cuore e un atteggiamento serio. Le sue unghie sono dipinte di rosso, in tono con la custodia del telefono. Piegata in avanti su una panchina, apre un’app che le permette di seguire i missili russi in volo. Schiocca la lingua. «Oh, è brutto», esclama. Dave Eggers, Vanity Fair.

L’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, ha detto all’Assemblea generale che la risoluzione di pace presentata dall’Ucraina non aiuterebbe a risolvere il conflitto. Ha definito la risoluzione parte dell’agenda «russofobica» dell’Occidente e ha esortato gli Stati membri a respingerla. «Gli ucraini non si sono ancora ripresi dai loro futili sogni di poter sconfiggere una potenza nucleare», ha detto Nebenzya. Farnaz Fassihi, New York Times.

Il capo della Wagner Prigozhin ammette le difficoltà: «Abbiamo centinaia di morti al giorno». Il Foglio.

Mi era tornato in mente che Putin, quando aveva sedici anni, era andato nella sede del KGB di Leningrado, sul Litejnyi Prospekt, vicino alla casa dove abitava Iosif Brodskij, e ancor più vicino alla prima casa pietroburghese dove va il principe Myskin, l’idiota di Dostoevskij, la casa del generale Epančin e delle sue tre figlie – Aleksandra, Adelaida, Aglaja –e aveva chiesto, quel Putin sedicenne, cosa doveva fare per farsi assumere al KGB. E c’è chi da piccolo vuol fare l’astronauta, chi vuol fare il calciatore, chi vuol fare la rockstar, lui voleva fare l’agente del KGB. Paolo Nori, Vi avverto che vivo per l’ultima volta. Noi e Anna Achmatova.

Si alza l’allarme per un attacco russo contro la Moldavia, che aprirebbe un fronte totalmente nuovo nella guerra che Mosca conduce per ricostruire il suo impero nell’Est Europa. Un decreto del presidente russo ha «cancellato» il precedente editto «sui principi della politica estera della Federazione Russa», tra i quali figurava anche l’impegno a garantire l’integrità territoriale della Moldavia. Anna Zafesova, La Stampa.

In un ennesimo attacco di rabbia impotente, l’abitante del bunker [Zelensky] si è scagliato contro Berlusconi. Maria Zakharova, la signora Flinstone («Wilma, dammi la clava!») del Cremlino.

Berlusconi vive in un paese dov’è libero di esprimere la sua opinione. È un peccato che Alexei Navalny e tanti altri come lui non ne possano godere in Russia. Shawn Crowley, incaricato d’affari dell’ambasciata Usa (Francesco Bei, Repubblica).

Le frasi di Zelensky sono state interpretate come un segnale di sfiducia nei confronti della maggioranza che sostiene il governo. [...] A conferma della diffidenza del presidente ucraino, c’è il sospetto, divenuto via via certezza, che il siluro al curaro sul Cav fosse preparato (chissà se lo erano anche la domanda e la traduzione simultanea fatta da Donna Giorgia…). Dagospia.

A questo punto è complicato per Berlusconi liberarsi della lettera scarlatta dell’impresentabilità internazionale. [...] Dentro Forza Italia non una sola voce ha intonato il menomale che Silvio c’è. Alessandro De Angelis, HuffPost.

Fuori, a tifare per lui, ci sono però Moni Ovadia, Alessandro Orsini e Michele Santoro. Pierpaolo Albricci, Italia Oggi.

Berlusconi ha ragione. Moni Ovadia (da Libero).

Da avversario, io penso che Berlusconi, come persona, sia refrattario alla guerra. [Come persona? Come che cosa, se no?] Michele Santoro, Di martedì.

Mi assumo la responsabilità di quello che dico: qualunque politico dica che la Russia deve ritirarsi da tutti i territori è un idiota. [...] L’Occidente [è] guidato da criminali. Alessandro Orsini, Cartabianca.

«Oddio, ma questo è un coglione». (da liberoquotidiano.it).

L’idea, venuta a una persona straordinariamente intelligente come Michele Santoro, che una persona straordinariamente romantica come Putin potrebbe aver invaso l’Ucraina per vendicare il Cile golpizzato dagli americani, non andrebbe sottovalutata. Andrea’s Version (il Foglio).

Era il 23 febbraio, il giorno precedente all’invasione dell’Ucraina, e Marco Travaglio [ci deliziò] con il memorabile attacco di un indimenticabile articolo: «L’altra sera, mentre tg e talk rilanciavano l’ennesima fake news americana dell’invasione russa dell’Ucraina, eravamo tutti col fiato sospeso in attesa del Verbo». Il Foglio.

Non bevo mai a tavola. Mi siedo già ubriaco. Roberto Gervaso.

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Diego Gabutti

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