giovedi` 09 febbraio 2023
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Gerusalemme e il Monte del Tempio (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






 
Diego Gabutti
Corsivi controluce in salsa IC
<< torna all'indice della rubrica
Periscopio 18/01/2023
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 18/01/2023, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

Matteo Messina Denaro, il boss tra vecchia e nuova Cosa Nostra dopo Riina e  Provenzano | Sky TG24
I molti volti di Matteo Messina Denaro

Fa sembrare Marilyn Monroe simile a Shirley Temple. Humphrey Bogart a proposito di Gina Lollobrigida, scomparsa il 16 gennaio a novantasei anni.

Messina Denaro arrestato dai carabinieri in una clinica di Palermo. Caccia a chi l’ha protetto per 30 anni. II procuratore De Lucia: è stato aiutato da una borghesia mafiosa. la Repubblica.

Giorgia Meloni: il 16 gennaio sia il giorno della lotta contro la mafia. tg24.sky.it

Il 1° marzo 2017, con voto unanime della Camera dei Deputati, lo Stato italiano ha approvato la legge che istituisce il 21 marzo quale «Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie». libera.it

«Sono fiera del fatto che il primo provvedimento del governo che presiedo sia stato sul carcere duro», ha detto Giorgia Meloni, incappando nell’errore di confondere il 41 bis con l’ergastolo ostativo. Con carcere duro s’intende infatti il 41 bis, che consente d’impedire ai condannati per mafia d’avere contatti con l’esterno. Il «decreto Rave» non ha assolutamente alcun impatto su questo regime carcerario, ma soltanto sull’ergastolo ostativo [diverso dal «semplice» ergastolo perché impedisce alla persona condannata di accedere a misure alternative o ad altri benefici]. Federica Oliva, HuffPost.

BINGO. Un altro boss preso con la destra al governo. E la sinistra rosica. Titolo parolibero di Libero.

Nei prossimi mesi, quando, dalle sue risposte ai pm e dalle politiche del governo su 41-bis ed ergastolo ostativo, si capirà se la sua cattura è stata preceduta da trattative con chi ha più interesse al suo silenzio: i referenti istituzionali. Marco Travaglio, il Fatto.

Ne vedo già di fumo, un bel po’. Tutti sapevano dov’era, non è possibile non sapessero, chissà che cosa c’è dietro, si sarà consegnato lui al culmine d’una nuova trattativa, e così via. A noi piace la fumisteria. Mattia Feltri, La Stampa.

Un bombardiere russo [ha lanciato] un missile Kh-22 che, dopo aver rotto il muro del suono, è piombato a Dnipro (400 km dal confine russo), non su una caserma, ma su un grande condominio di 9 piani e 72 appartamenti distruggendolo completamente, con tutto ciò, uomini e cose, che c’era dentro. La testata usata, da una tonnellata di esplosivo, è così potente che viene usata per affondare le portaerei. Diritto & Rovescio, Italia Oggi.

«Le forze armate di Mosca non colpiscono edifici residenziali», ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, negando che la Russia abbia bombardato il condominio di Dnipro, dove sono morte almeno 37 persone. ansa.it

In prima pagina, sulla Verità del 16 e 17 gennaio, neppure un accenno allo scellerato bombardamento di Dnipro, alle decine di morti sotto le macerie, all’ennesimo crimine di guerra russo. In compenso titoloni antivaccino a caratteri cubitali («rischio ictus dopo il vaccino», «più vaccini, più morti»). Idem il Fatto quotidiano, che però martedì 17 arrischia un titoletto a fondo pagina: «Mosca smentisce il raid». Pierpaolo Albricci, Italia Oggi.

Andrey Medvedev, ex alto ufficiale dei mercenari Wagner, è in Norvegia, ansioso di testimoniare sui crimini della brigata. [...] La brutta notizia, per i russi, è che Medvedev avrebbe detto a un gruppo per i diritti umani che rivelerà «tutto quel che sa del gruppo Wagner, delle sue attività e del suo proprietario, Prigozhin». Una promessa che forse per la prima volta mette nelle mani degli investigatori sui crimini di guerra del Tribunale dell’Aia un supertestimone d’assassinii, stupri, brutalità e torture attribuite ai mercenari (molti sono ex detenuti, arruolati in cambio di una paga e di un’illusoria libertà). Soprattutto, il fuggiasco, trattenuto in un centro per immigrati nella capitale norvegese, potrà fare luce sulle connivenze tra Prigozhin e Putin. Marco Ventura, Il Messaggero.

La verità morale e storica è dalla nostra parte. Quest’anno ha dimostrato che non esiste una forza più potente dell’amore per la famiglia e gli amici, lealtà verso gli amici e i commilitoni e la devozione verso la madrepatria. Vladimir Putin, discorso di fine anno.

Se morirete per la patria, sarete accanto a Dio. Cirillo I, patriarca di Mosca e di tutte le Russie.

Patria: si fa chiamare così lo Stato ogni qualvolta si accinge a compiere assassini di massa. Friedrich Dürrenmatt.

«Il mio paese, giusto o sbagliato» è una cosa che nessun patriota potrebbe nemmeno pensare di dire, tranne in un caso disperato. È come dire «mia madre, sobria o ubriaca». G.K. Chesterton.

Mentre il regime degli ayatollah aumenta il budget delle istituzioni di sicurezza e propaganda per rafforzare la repressione, e il vicecomandante dei pasdaran, Abbas Nilforoushan, dichiara che per «rovesciare la repubblica islamica dovrete attraversare un mare di sangue», le organizzazioni che sostengono il movimento antigovernativo hanno diffuso nuovi inviti a manifestazioni e scioperi in tutto il Paese per il 19 e il 20 gennaio. Fabiana Magrì, La Stampa.

«Qualunque cosa la Storia dirà di me quando non ci sarò più, spero ricordi che mi sono sempre appellato alle vostre migliori speranze, non alle vostre peggiori paure, alla vostra fiducia, non ai vostri dubbi»: così, il 17 agosto del 1992, nell’intervento finale alla Convenzione repubblicana, prima che la malattia lo sfinisse, il presidente Ronald Reagan si rivolse ai militanti, scossi dal demagogo nazionalista Pat Buchanan. Tornasse fra i ranghi del Grand Old Party, Reagan resterebbe basito per la discordia che ha portato alle bocciature dello Speaker della Camera Kevin McCarthy, a lungo ostaggio dei parlamentari estremisti, all’elezione del deputato George Santos, arruffapopolo forse legato agli oligarchi di Putin, indietro fino alla marcia golpista sul Campidoglio 2021. Gianni Riotta, la Repubblica.

In politica, se si vuole fare il meglio, mai perdere di vista il peggio. Roberto Gervaso.

Immagine correlata
Diego Gabutti

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT