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Non dimenticheremo mail gli orrori del 7 ottobre (a cura di Giorgio Pavoncello) 15/01/2024


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Diego Gabutti
Corsivi controluce in salsa IC
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Periscopio 22/12/2022
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 22/12/2022, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

Iran, donne mutilate a viso e genitali da colpi di pistola della polizia:  11 i condannati a morte - Il Riformista

Masoumeh era una ragazza di Teheran di 14 anni che aveva detto no all’hijab. Le milizie pasdaran l’avevano identificata attraverso le telecamere di videosorveglianza e l’avevano arrestata dopo avere fatto irruzione nella scuola. Poco dopo è finita in ospedale per una grave emorragia vaginale, è entrata in coma ed è morta. [...] La madre di Masoumeh, che intendeva rivelare l’orrore che aveva vissuto la propria figlia, è scomparsa. Non si ha più notizia di lei. Mariano Giustino, HuffPost.

Il tempio di Khomeini e [...] il Cimitero dei martiri della guerra con l’Iraq sorgevano lungo la strada per la città santa di Qom nel deserto a sud di Teheran. [...] Andammo alla fontana di sangue, un tempo famosa. Quando l’avevano costruita, all’inizio della guerra, gettava acqua tinta di rosso e doveva stimolare pensieri sanguinari, di sacrificio e redenzione. Adesso non zampillava più, la vasca era vuota. Troppo sangue vero era stato versato. V.S. Naipaul, Fedeli a oltranza.

La «moharebeh», o «guerra contro Dio», è presente in un verso del Corano, dove si prevede una punizione per «coloro che dichiarano guerra a Dio e al Suo Messaggero e diffondono disordine nel paese». Dopo la rivoluzione del ‘79 il regime ha inserito la «moharebeh» nel diritto penale. Quando studiavo legge in Iran i professori chiamavano «moharebeh» gli attacchi terroristici. Oggi il regime ha forzato ancora il senso della «moharebeh». [Sono in guerra contro Dio] anche i semplici manifestanti. Pegah Banihashemi, avvocato per i diritti umani (Nadia Boffa, HuffPost).

Per avere un’idea della conduzione della guerra da parte di Putin e dei suoi comandi militari basterebbero le testimonianze dei soldati russi spediti al fronte con poco cibo, scarse munizioni, istruzioni sull’uso delle armi prese da Wikipedia, e le loro telefonate in chiaro che consentivano agli ucraini di individuare con esattezza la posizione d’interi battaglioni russi e di colpirli con facilità. C’è la conferma sulle truppe mandate allo sbaraglio, ignare d’andare in guerra. [...] C’è la disperazione dei soldati di Mosca che bucano i serbatori, o li riempiono di sabbia, dei loro carri per evitare di avanzare verso la battaglia, con in tasca le mappe di sessanta anni fa e in testa gli elmetti della seconda guerra mondiale. Michele Valensise, HuffPost.

[Zelensky] visita a sorpresa il fronte, poi vola a Washington da Biden. Putin: «Nelle regioni occupate situazione difficile». Titolo della Stampa.

Zelensky parlerà al Congresso e, prima di salire sul podio, avrà la conferma che nel pacchetto d’aiuti preparato dal Pentagono ci sono non solo bombe teleguidate JDAM ma soprattutto una dotazione di Patriot per la difesa antiaerea. Alberto Simoni, La Stampa.

Mentre Biden salva la democrazia in America e nel mondo, in Italia si alimenta un ignobile chiacchiericcio politico e televisivo per abbandonare l’Ucraina agli stupratori russi, si tace sulla rivoluzione di libertà in Iran e ci si concentra su un patetico dibattito politico sulle immaginifiche colpe del neoliberismo (una traduzione pigra dall’inglese «neoliberalism», che in italiano però non ha senso perché da circa un secolo, al contrario degli anglosassoni, usiamo già la parola «liberismo» per distinguerla dal «liberalismo»). Christian Rocca, Linkiesta.

Siccome stimo molto [il candidato governatore del Lazio per il centrodestra] Francesco Rocca, e ho un concetto alto della laicità, potrei votare per lui, e cioè per Meloni e Salvini. Non l’avrei mai immaginato. Lo voterei perché da ragazzo ebbe una condanna per spaccio, e [la sua] mi sembra una grande storia di riscatto, di vittoria del garantismo contro il giustizialismo. Lo voterei perché sono un lettore dei suoi articoli, dei quali condivido slancio e umanità. Vi propongo un passaggio: «Fomentare odio e xenofobia: [è così che] che un certo tipo di politica cerca di raccattare qualche voto frutto della disperazione». E così questo governo, che doveva essere fascista, è invece atlantista, europeista, attento ai mercati, ai vincoli di bilancio, con qualche affinità con lo stato di diritto e qualche sprazzo di liberalismo classico. Mattia Feltri, La Stampa.

[Francesco Rocca.] Sorpresa, lo ha spinto Salvini. Titolo di Italia Oggi.

Effetto Qatargate, il Pd crolla sotto al 13%. «Anticipiamo le primarie o sarà una débàcle». Titolo di Repubblica.

Ai colleghi dell’Europarlamento che corrompeva, Antonio Panzeri consegnava delle buste piene di soldi con sopra raffigurato Babbo Natale. Diritto & Rovescio, Italia Oggi.

È dal 24 febbraio che uso [i vostri media] per farvi dire quello che io voglio dire. Ho fatto uno strafalcione «ampio», molto ampio. Che ha portato una grande ampiezza di attenzioni sul mio canale Youtube. Valentini Orsini, iltempo.it

Queste scenette dovrebbero far vergognare i tanti conduttori televisivi, soprattutto della televisione pubblica, e le testate giornalistiche che in una situazione drammatica come la guerra in Ucraina hanno dato spazio e legittimità a un personaggio come Orsini. A loro spetterebbe un esame di coscienza. Questo sì bello ampio. ilfoglio.it

Diversi telespettatori ci hanno segnalato la somiglianza tra Alessandro Orsini e Stanlio. striscialanotizia.mediaset.it

Salvini non mi parla? È un bambino, e io sono abituato a parlare con gli uomini. Umberto Bossi (Matteo Pucciarelli, repubblica.it).

Bossi rischia di spaccare la Lega. Senatore, fermati. Titolo di Libero.

Salvini, rispondi al telefono! Dal web.

Infine voglio ringraziare la nostra Licia [Ronzulli]. Dove sta? Licia, sei sempre al cesso, tu! Silvio Berlusconi presenta la candidatura di Attilio Fontana 1.

Attilio, ti devi tingere la barba! Silvio Berlusconi presenta la candidatura di Attilio Fontana 2.

I bricconi non sono mai raccomandabili, ma raramente sono noiosi. Roberto Gervaso.

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Diego Gabutti

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