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Diego Gabutti
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Periscopio 27/08/2022
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 27/08/2022, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

Vasilij Grossman - La Stampa
Vasilij Grossman

Un ordine così non l’avevano mai firmato né lo zar, né i tartari, né gli occupanti tedeschi. Un ordine che diceva: uccidere per fame i contadini dell’Ucraina, del Don, del Kuban, uccidere loro e i loro bambini. Vasilij Grossman, Tutto scorre.

Anziché essere una manovra d’ingegneria sociale pianificata centralmente, la collettivizzazione [in Ucraina] fu come un pogrom esteso all’intero paese, che aveva come slogan la massima del Commissario del popolo agli Affari esteri Maksim Litvinov: «Il cibo è un’arma». Jan-Werner Müller, L’enigma democrazia.

Il peggiore dei regimi comunisti è sempre meglio del migliore dei regimi capitalisti. György Lukacs.

Il’ja Ponomarev è stato l’unico membro della Duma russa a votare contro l’annessione della Crimea nel 2014 e a un certo punto ha capito che era meglio trasferirsi all’estero. Sostiene che la bomba di sabato sera è stata piazzata da un gruppo di partigiani russi [anti Putin] che si fa chiamare Esercito repubblicano nazionale. Daniele Raineri, la Repubblica.

Nella sala della filarmonica di Mariupol operai inviati da Pietroburgo stanno saldando le gabbie che dovranno ospitare gli imputati del maxiprocesso ai militari ucraini. […] I falchi vogliono un «processo di Norimberga» che confermi [la favola] d’una «guerra contro il nazismo» e legittimi l’invasione agli occhi dell’opinione pubblica interna: […] un processo-spettacolo con «confessioni» di imputati torturati, sul modello dei processi contro i «nemici del popolo» voluti da Stalin negli anni trenta. Anna Zefesova, La Stampa.

Nel discorso tenuto al Club dei Nobili per l’inaugurazione del monumento a Puškin che ora si trova nell’omonima piazza, Dostoevskij disse a una nazione terrorizzata dalle bombe dei nichilisti che la Russia avrebbe salvato il mondo. Ivan Turgenev, che era stato messo alla berlina nei Demòni sotto le spoglie di un pomposo scrittore occidentalista, fissò gli «occhietti meschini» di Dostoevskij e si stupì della brillante e pericolosa retorica dello scrittore. Eppure solo l’immaginazione dell’autore dei Demòni avrebbe potuto dare ragione di ciò che sarebbe successo meno di sessant’anni dopo fra le mura di quello stesso Club dei Nobili: i processi dei vecchi bolscevichi, con le urla di Vyšinskij che chiedeva il sangue dei suoi compagni torturati davanti ai loro occhi privi d’espressione; e Karl Radek, il testimone chiave, che giocava cinicamente con le menzogne dettategli da coloro che l’avevano interrogato alla Lubjanka: «Senza alcun vantaggio, solo per i begli occhi di Trockij, il paese sarebbe dovuto tornare al capitalismo». Rachel Polonsky, La lanterna magica di Molotov.

Un’inchiesta […] ha ricostruito la missione segreta condotta per dieci anni da una donna misteriosa [con una falsa identità]: Maria Adela Kuhfeldt Rivera, nata in Perù da padre tedesco. Una trentenne spigliata che parla sei lingue e ha avviato un’azienda per produrre gioielli, poi si è inserita nei circoli mondani di Napoli ed è riuscita a infiltrarsi tra il personale della base Nato e della VI Flotta statunitense. Una moderna Mata Hari, che si è fatta notare per i modi seduttivi e ha lasciato una scia di cuori infranti prima di sparire nel nulla. Floriana Bulfon, la Repubblica.

Le relazioni con il Cavaliere erano così popolari in Russia da spingere l’Fsb – ossia gli eredi del Kgb – a produrre uno spettacolare film d’azione in cui gli 007 del Cremlino salvavano Berlusconi da un attentato jihadista nel centro di Roma. Gianluca Di Feo, la Repubblica.

Dubbi dell’Occidente dopo la visita di Di Maio a Kiev: «Potrebbe essere un’idea di Putin per abbattere il morale degli ucraini». Luca Bottura, La Stampa.

Letta nel Pd comanda per modo di dire. Nel Pd […] comanda ancora un nucleo che ha le proprie radici culturali nella storia e negli ideali della rivoluzione d’ottobre. […] Permane l’antica diffidenza verso gli Stati Uniti. Come quella verso Israele. Paolo Mieli (Pietro Senaldi, Libero).

Alex Jones – un blaterone elogiato da Donald Trump, che lo ha definito «fantastico» – negava che il killer psicopatico Adam Lanza avesse ucciso 26 persone alla Sandy Hook Elementary School di Newtown, nel Connecticut, il 14 dicembre 2012. Quel giorno, secondo Jones, «non morì nessuno». Attentatore, vittime e genitori erano «attori pagati» che seguivano il copione preparato dall’amministrazione Obama per ottenere il sostegno degli elettori a favore di leggi più severe sul controllo delle armi. Neil Heslin e Scarlett Lewis, genitori di un bambino di sei anni morto nel massacro, hanno intentato una causa per diffamazione contro Jones ottenendo 4,1 milioni di dollari di risarcimento e 45,2 milioni di dollari in danni punitivi. Un consulente tecnico delle parti lese ha dichiarato che solo nel 2021 [con i suoi libri complottardi] Jones ha guadagnato 62 milioni di dollari. Daniel Pipes, danielpipes.org.

Is Giorgia Meloni the most dangerous woman in Europe? The Spectator.

Non serve a niente stracciarsi le vesti per la figura che farà all’estero l’Italia rappresentata dalla Meloni. In Europa una carta ce l’avevate da giocare, quella di Draghi. Ve la siete giocata per troppo poco tempo, e maluccio.  Claudio Velardi, Il voto secondo Velardi (Italia Oggi).

Ursula Von der Leyen: la femme de chambre di Biden. Emmanuel Macron: [il suo] fattorino. Stefania Modestino D’Angelo, capolista di Azione (!) in Calabria.

La signora resta in lista, ma dovrà limitare le attività: non si occuperà di politica estera. Carlo Calenda (il Fatto).

Pasquale Del Prete, candidato «calendiano» alla Camera, è protagonista d’un video girato due anni fa in cui gridava: «Sono fiero d’essere camorrista». Stefano Zurlo, il Giornale.

Non è detto che Padre Pio voti a destra. Titolo di Repubblica.

Il giornalismo che separa i fatti dalle opinioni tace quelli e intorbida queste. Roberto Gervaso.

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Diego Gabutti

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