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Diego Gabutti
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Periscopio 26/04/2022
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 26/04/2022, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

Rieletto Sergio Mattarella - RSI Radiotelevisione svizzera
Sergio Mattarella

A metà marzo un importante deputato della Duma, Oleg Matveychev, che parla spesso a nome di Putin e del suo governo, è andato alla televisione di Stato a dichiarare che, a seguito dell’«inevitabile» vittoria in Ucraina, gli Stati Uniti dovranno restituire l’Alaska alla Russia come riparazione delle sanzioni imposte al suo paese per «l’operazione speciale di denazificazione» in corso. Già che c’era, Matveychev ha reclamato anche la «restituzione» dell’intero continente dell’Antartide. «L’abbiamo scoperto noi, e quindi è nostro», ha spiegato. James Hansen, Italia Oggi.

È dura passare ore a parlare col presidente Zelensky e con persone che vivono nell’orrore. E poi hai davanti [Putin] che nega, che ride, che ripete che è tutta una messinscena. Emmanuel Macron (Stefano Montefiori, Corsera).

[Quella nazista] fu una crudele violenza contro l’umanità, con crimini incancellabili, culminati nella Shoah. Un’esperienza terribile; che sembra dimenticata, in queste settimane, da chi manifesta disinteresse per le sorti e la libertà delle persone. […] Abbiamo assistito a scene di violenza su civili, anziani, donne e bambini; all’uso di armi che devastano senza discrimine, senza alcuna pietà. L’attacco violento della Federazione Russa al popolo ucraino non ha giustificazione alcuna. [Dal nostro 25 aprile] viene un appello alla pace. Alla pace – non ad arrendersi di fronte alla prepotenza. Sergio Mattarella.

In questo conflitto il pacifismo non è un’opzione. Gli invasori dicono sempre di volere la pace: anche Hitler diceva di volere la pace nella Francia occupata dai nazisti. L’unico modo per resistere a Putin è con la forza. Slavoj Žižek, la Repubblica.

Per intrattenersi – sia pure in modo infruttuoso, ma almeno con minor pericolo – con una tigre che si è abituata all’odore del sangue umano versato e bevuto, bisogna prima cavarne i denti e farne sparire gli unghioni. Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere.

Emmanuel Macron ha raddoppiato il suo mandato battendo col 58 per cento dei voti il 42 di Marine Le Pen. Per la quale Putin ha quindi inutilmente pregato – presumo – nella messa della Pasqua ortodossa a Mosca, tra la benedizione del Patriarca e con i missili che continuavano a volare sull’Ucraina abbattendone gli edifici e aumentando i già troppi morti e feriti. Francesco Damato, graffidamato.com.

Vladimir Putin si dondola al ritmo dei canti del coro, con aria annoiata, la candela in mano, nell’immensità pacchiana della cattedrale del Cristo Redentore di Mosca. [È Pasqua, ma] la parola «pace» viene bandita dal lessico politico russo, e Audrey Kryukov, arrestato sulla Piazza Rossa con il cartello «Cristo è per la pace», è il testimone della svolta orwelliana di un regime nei cui show si discute, con gusto e dettaglio, di come le bombe atomiche russe annienteranno New York. Anna Zafesova, La Stampa.

La relazione [del Papa] col patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill «è molto buona». Ma come può essere che il Papa sia in buoni rapporti con l’uomo che esorta i russi alla guerra, che è alleato di Putin nell’ignominiosa aggressione all’Ucraina e che ha addirittura decretato la sospensione per i militari russi dell’obbligo di osservare i dieci Comandamenti? Domenico Cacopardo, Italia Oggi.

I militari ceceni urlano «Allah akhbar» sulle rovine di Mariupol. Poi diffondono sui social network il video del loro trionfo su quella che fu la città fondata dai greci ortodossi in fuga dalla Crimea occupata dall’Impero Ottomano. I cristiani l’avevano affidata alla Madre di Dio Maria Santissima. Poi nel 1948 i sovietici l’avevano sbattezzata e rinominata con l’appellativo di Zdhanov, in onore di un gerarca comunista. Nel 1989, ammainata la bandiera rossa, era passata nuovamente sotto la protezione della Madonna, ritornando al toponimo originario. Ora dietro le bandiere della jihad resta soltanto un cumulo di macerie. È la civiltà islamica: distrugge e lascia il deserto. Andrea Morigi, Libero.

Un primo passo verso l’emancipazione dell’umanità dalle forme oppressive di tribalismo potrebbe essere quello di rifiutare, rispettosamente, le pretese dei potenti che dicono di parlare per conto di Dio. Fra questi spacciatori di narcisismo teologico ci sono i sedicenti profeti, i fondatori di sette religiose, i predicatori evangelici, gli ayatollah, gli imam delle grandi moschee, i rabbini capi, i talmudisti, il Dalai Lama e il Papa. Vale lo stesso per le ideologie dogmatiche di destra e di sinistra basate su precetti incontestabili.  Edward O. Wilson, La conquista sociale della Terra.

Zelensky vuole che l’Ucraina sia Europa. È normale: se io fossi ucraino mi piacerebbe che il mio modello di vita fosse la Francia, l’Italia, la Germania, la Spagna e non la Russia. Non voglio vivere come si vive in Russia. Voglio vivere come si vive in Europa. Manuel Vilas (Paolo Lepri, Corsera).

Vito Petrocelli [senatore del M5S e presidente della Commissione esteri del Senato] ha scritto un tweet in cui augurava una «buona LiberaZione» mettendo al posto della «zeta» normale la «Z» maiuscola simbolo delle armate di Putin. [Espulso dal movimento, rimane a capotavola della Commissione esteri]. Alessandra Arachi, Corsera.

Beppe Grillo sbarca a Roma e firma non uno ma due contratti di partnership col Movimento. I termini dell’accordo sono coperti da clausole di riservatezza ma i ben informati parlano di 200mila e di 100mila euro annui per i due contratti. I vertici del Movimento non commentano. Emanuele Buzzi, Corsera.

Era difficile pensare che l’Elevato, l’impavido uomo del «Vaffa Day», scendesse a Roma con il cappello in mano per chiedere ai suoi un vitalizio. Pareva una di quelle notizie che si leggono sui blog. Invece, era tutto vero. Aldo Grasso, Corsera.

Il pessimista sa quello che vuole; l’ottimista, neppure questo. Roberto Gervaso.

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Diego Gabutti

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