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I musulmani sono infelici nei paesi in cui vivono, in uno solo sono felici, quale? (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


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Diego Gabutti
Corsivi controluce in salsa IC
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Periscopio 21/04/2022
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi 21/04/2022, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

Le bombe dei russi colpiscono la zona attorno all'aeroporto di Leopoli: il  fumo avvolge la città - Il video - Open

Potrei essere confinato in un guscio di noce e credermi re dell’infinito spazio. Senonché faccio brutti sogni. William Shakespeare, Amleto.

Vladimir Ilich Lenin torna a troneggiare nella piazza principale di Henichesk, dov’è stato riassemblato come una sorta di Frankenstein. Una delle prime iniziative dell’occupazione russa nel piccolo porto ucraino è stata riesumare dalla discarica della storia il monumento del padre della rivoluzione russa. Anna Zafesova, La Stampa.

«Gli orchi nella regione di Kherson continuano ¡ loro esperimenti per tornare indietro nel tempo», ha dichiarato un funzionario ucraino. G.B. Guerri, il Giornale.

I turisti che vanno da Ovest a Est, verso la Porta di Brandeburgo, sulla sinistra vedono ancora due panzer dell’Armata Rossa, e tra loro la statua di un soldato russo. Sono i T-34 che decisero la battaglia finale per la conquista della capitale del Reich nell’aprile del ‘45. […] La cristianodemocratica Stefanie Bung ha chiesto che il monumento venga abbattuto insieme con gli altri che ricordano l’Armata Rossa. […] Ma se il lungo viale, il «17 Giugno», dove troneggiano i panzer fu aperto da Albert Speer, l’architetto di Hitler, ed è quel che resta di «Germania», che doveva essere la capitale del Reich millenario, il nome ricorda la rivolta nel giugno ‘53 dei berlinesi dell’Est contro gli occupanti sovietici. Sfidarono i T-34 lanciando sassi e bottiglie. Roberto Giardina, Italia Oggi.

Stamattina ho riletto il capitolo diciotto di Vita e destino. Il capitolo è una lunga lettera di Anna Semerova al figlio Viktor Strum. Comincia così: «Viktor caro, per quanto mi trovi oltre la linea del fronte e dietro il filo spinato di un ghetto ebraico, sono convinta che questa mia lettera giungerà fino a te. Non riceverò la tua risposta, invece, perché non ci sarò più». Anna è una donna ucraina, ebrea, è stata presa dai tedeschi e chiusa in un ghetto. I nazisti si installano nelle case, bevono, saccheggiano, ammazzano. Fanno scavare fosse comuni, il solito armamentario che sappiamo nel dettaglio dai libri di ieri e dalle cronache di oggi. Mattia Feltri, La Stampa.

Etnie diverse costituiscono l’impero, ceceni, siriani, mongoli, slavi; l’importante è la loro sudditanza al regime. I popoli che si ribellano vanno puniti, cancellati, tanto più se la loro etnia, lingua e religione è simile a quella dominante del regime. Gli omicidi, gli stupri, i saccheggi […] fanno parte della punizione di un popolo che rifiuta di annullare la propria identità. Nathalie Tocci, La Stampa.

Questa guerra non finirà finché l’Ucraina si difenderà prolungando la propria agonia. Non sarà un’agonia lunga: la Russia, avendo una disponibilità di armamenti superiore, riuscirà a spegnere le velleità degli ucraini. Ne sarà valsa la pena? Aver combattuto per mesi, e disseminato il Paese di vittime, quando bastava cedere? Vittorio Feltri, Liberotv.

Come tanti altri, all’inizio del conflitto ritenevo probabile una rapida vittoria dei russi, che avrebbe messo a rischio anche gli Stati vicini. Questo non è accaduto: la vittoria non è arrivata e non sappiamo se mai arriverà. La resistenza ucraina è eroica. […] Non c’è alcun segnale che il popolo ucraino possa accettare l’occupazione russa. Mario Draghi (Luciano Fontana, Corsera).

[I No-Vax] sembravano così insofferenti alle imposizioni, alle chiusure, alle restrizioni, alle invasioni nella vita privata della «dittatura sanitaria», al Green pass presentato come un marchio d’infamia […]. E adesso non una parola sulla legge che alza a quindici anni i termini della detenzione che in Russia sono imposti a chi osa chiamare guerra la guerra. Non una parola sulla libertà di stampa imbavagliata, le torture, gli avvelenamenti. Non una parola di critica per Putin, che invece è il loro mito. Pierluigi Battista, Huffpost.

Dmitry Suin è stato arrestato perché aveva piazzato in una via centrale di Ivanovo un banchetto pieno di copie di 1984 di Orwell, che distribuiva gratuitamente. lastampa.it

Giuseppe Conte si trova di nuovo a fare i conti con punti oscuri e sospetti [dei] suoi anni a Palazzo Chigi. Rispuntano vecchi fantasmi, come quello della missione della Russia in provincia di Bergamo durante la prima ondata del Covid, riemergono i presunti complotti del filone italiano del Russiagate trumpiano, si ammantano d’una luce oscura i rapporti tra Conte e la Cina. Di Sanzo e Zurlo, il Giornale.

Oramai il debito – con una certa dose di ipocrisia – non lo si chiama più neanche per nome. Non c’è, quindi, da stupirsi se in una fase così drammatica, tutti i partiti, nessuno escluso, chiedono a gran voce di fare più deficit. Perché, come ha spiegato il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, «non è più rinviabile». Veronica De Romanis, La Stampa.

Non possiamo archiviare specifiche azioni dei Conte 1 e 2 che hanno favorito gli interessi russi nel nostro scacchiere: in particolare, la rinuncia alle ricerche ed estrazioni di gas e petrolio nel mare Adriatico, la guerra al Tap, l’abbandono degli interessi italiani in Libia che ci ha privati del nostro cruciale peso strategico). Verrà il momento in cui dovremo fare i conti con l’armata Brancaleone mobilitata da Beppe Grillo (ammiratore del despota moscovita: vedi il blog grillesco ancora nei giorni dell’attacco) e bisogna operare perché questo momento ci sia, e ci sia presto, in modo da chiarire questo pezzo di dinamica politica agli italiani che si recheranno alle urne. Domenico Cacopardo, Italia Oggi.

Parlamento è quella cosa / che ci vanno tutti quanti, / i più bischeri e birbanti / vanno pure al minister. Lacerba (1914).

Sono in contatto con famiglie a Mariupol che mi scrivono tutti i giorni e mi dicono: «Professore, parli. Voi italiani siete impazziti a darci armi». Queste donne che mi scrivono [sono madri] di bambini morti che non hanno voce… la propaganda della Nato ci fa credere che queste persone vogliano la guerra. Ci sono migliaia di mamme, bambini e genitori che non vogliono la guerra. Alessandro Orsini, Cartabianca.

Strano che a Mariupol conoscano l’indirizzo email di Alessandro Orsini. Lo conosceranno anche gli hacker russi, famosi per assumere identità fasulle sul web? Pierpaolo Albricci, Italia Oggi.

Com’è pesante la conversazione della gente leggera! Roberto Gervaso.

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Diego Gabutti

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