Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
I gusti culinari di Mahmoud Darwish Lettera da Gerusalemme, di Angelo Pezzana
Mahmoud Darwish
Può la radio dell’esercito d’Israele includere in un programma che presenta i testi fondamentali della cultura israeliana le opere del poeta palestinese Mahmoud Darwish ? Se ne è occupato Avigdor Lieberman in quando ministro della difesa. Darwish è noto per le sue posizioni anti-sioniste, i suoi testi sono abitualmente citati dalla propaganda che nutre e incita a compiere attacchi terroristici contro i cittadini israeliani. Anche la ministra della cultura Miri Regev è intervenuta “oltre a tutto Darwish non è nemmeno israeliano”, ha dichiarato,” invece viene incluso nei programmi di una radio finanziata con il soldi dello stato”.
Avigdor Lieberman
Lieberman ha richiamato il direttore della radio, Yaron Dekel, dopo aver paragonato le poesie di Darwish a Hitler, in quanto a qualità letteraria. “Nei suoi poemi Darwish incita alla cacciata degli ebrei da Israele”. In una poesia scrive “la carne dell’occupante sarà il mio cibo”. Che venga ricordato fra i testi indispensabili per la cultura israeliana pare indifendibile anche da parte di un fanatico pacifista. Rispunta la polemica sulla libertà d’espressione.
Come va giudicata quando è libertà di incitamento al crimine ? La difesa del direttore della radio è debolissima, “far conoscere un testo non significa identificarsi”. Ma se il programma riguarda i testi indispensabili per la cultura israeliana, ci vuole una certa faccia tosta includere Darwish. In Italia è giudicato con molta generosità “il più grande poeta palestinese”, ma questo si spiega ideologicamente. Ma che lo onori la radio dell’esercito israeliano è davvero troppo.