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Zvi Mazel/Michelle Mazel
Diplomazia/Europa e medioriente
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L’Unione europea sale in cattedra 17/03/2023
L’Unione europea sale in cattedra
Analisi di Michelle Mazel

(traduzione di Yehudit Weisz)


Rapporti con l'Unione Europea - Agenzia per la coesione territoriale

Si pensava che il Parlamento europeo, scosso dallo scandalo Qatargate, mostrasse un po' più di umiltà quando si tratta di dare lezioni ad altri parlamenti. Questo scandalo, scoppiato a dicembre del 2022 durante i “Mondiali”, quel campionato del mondo di calcio che si è svolto proprio in questo piccolo Stato del Medio Oriente, ha portato alla luce una diffusa corruzione. Il Qatar ha mostrato grande generosità nei confronti di alcuni membri del parlamento, in particolare dell'allora vicepresidente che ora è in carcere. Gli uni e l’altro sono sospettati di aver ricevuto ingenti somme di denaro o doni di grande valore per promuovere decisioni politiche ed economiche che interessano questo Paese. La giustizia belga continua le sue indagini.              

Josep Borrell, responsabile per la politica estera del Parlamento europeo, ha scelto però proprio questo momento per esaminare la situazione in Israele e più in particolare, la riforma del sistema giudiziario, che il governo di coalizione recentemente eletto, che dispone di 64 seggi sui 120 della Knesset, il parlamento israeliano, intende realizzare.  Borrell, mentre si preparava ad incontrare il suo omologo israeliano, il Ministro degli Affari Esteri Eli Cohen, ha pomposamente dichiarato che l'Unione europea non esiterà a “esprimere la sua preoccupazione” per quello che definisce un programma di riforma giudiziaria, aggiungendo “ Noi siamo un osservatori attenti, perché Israele è un partner chiave e i nostri valori comuni si basano su una società democratica e aperta sullo stato di diritto. Ci aspettiamo che tutto questo continui.” Francamente, questa affermazione scalda il cuore. Chi avrebbe mai pensato che l'Unione europea avesse una così alta stima di Israele e che vedesse lo Stato ebraico come un partner chiave? E dire che meno di cinque anni fa, il Signor Borrell, allora Ministro degli Affari Esteri della Spagna,  in un'intervista a Politico sul desiderio dell'Iran di distruggere Israele, si espresse così, senza scrupoli: “Noi abbiamo le nostre prospettive, i nostri interessi e la nostra strategia e continueremo a lavorare con l'Iran... L'Iran vuole annientare Israele? Niente di nuovo a questo riguardo? Bisogna conviverci.”  Ora al timone dell'Unione europea, il Signor Borrell è più pragmatico che mai. Tutti i membri di questa Unione potrebbero non essere d’accordo con la sua definizione di “società democratica aperta allo stato di diritto.”  Lui ha sicuramente delle riserve sulla situazione, ad esempio, in Ungheria e Polonia. Da uomo pragmatico, sa che bisogna conviverci. Per quanto riguarda Israele però, lui non ha problemi a giudicare un processo in corso di cui nessuno sa come andrà a finire. Gli interventi esterni non fanno che esacerbare le tensioni da entrambe le parti. Gli stessi israeliani sono divisi e molti cercano un ragionevole compromesso. Se ci riusciranno, non c'è dubbio che, come la mosca cocchiera, ci saranno dei “consiglieri” a rivendicarne il successo.

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Michelle Mazel



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