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La narrativa palestinese non è più convincente? 24/02/2023
La narrativa palestinese non è più convincente?
Analisi di Michelle Mazel

(traduzione di Yehudit Weisz)


Inexcusable Palestinian Terror | Uri Pilichowski | The Blogs

Su Twitter il ministro palestinese degli Affari civili, Hussein Al-Sheikh, non trova parole abbastanza dure per denunciare un "massacro"  e invita la comunità internazionale a  "intervenire immediatamente!” La stampa araba esprime sdegno, i social network s’infiammano. Ma di cosa si tratta? I giornali francesi riportano in termini quasi identici quanto accaduto mercoledì a Nablus. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver condotto una “operazione antiterrorismo” – con le virgolette per sottolineare il dubbio – nella zona autonoma palestinese durante la quale “tre sospetti, ricercati e coinvolti in assalti a mano armata (in Cisgiordania), e che stavano pianificando  attacchi per un immediato futuro, (sono) stati neutralizzati”. Durante l'operazione, durata quasi quattro ore, pietre e ordigni esplosivi sono stati lanciati contro i soldati, ha aggiunto l'esercito, precisando che nessuno di loro era rimasto ferito.             

Secondo il Ministero della Sanità palestinese, mercoledì undici persone sono state uccise a Nablus, nella Cisgiordania occupata. Durante l'incursione, oltre a un ragazzo di sedici anni, sono stati uccisi nove uomini di età compresa tra i 23 ed i 72 anni. La Jihad islamica ha detto che tra i morti c'è anche uno dei comandanti locali della sua ala militare. Secondo il gruppo armato Areen al-Oussoud (" La fossa dei leoni "), con sede a Nablus, tra i 10 morti vi sarebbero sei combattenti di diverse fazioni palestinesi. Almeno  82 feriti sono stati ricoverati con ferite da arma da fuoco in diverse strutture di questa grande città palestinese, ha aggiunto il ministero in una nota.

Ma dove sono le attese condanne, l'indignazione, il ricorso al Consiglio di Sicurezza?

Ascoltiamo prima il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres: “La nostra immediata priorità deve essere quella di impedire un'ulteriore escalation, di ridurre le tensioni e ristabilire la calma.” Non offre alcuna formula magica per arrivarci.

A Bruxelles, l'Unione Europea ha invitato “tutte le parti (a lavorare) per un ritorno alla calma e una distensione delle tensioni.” Tutte le parti? Israele non sarebbe l'unico colpevole?

Parigi usa lo stesso linguaggio e ha esortato “tutti gli attori ad astenersi da qualsiasi azione che possa alimentare la spirale della violenza.” Tutti gli attori, quindi anche i palestinesi?

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, secondo il portavoce del Dipartimento di Stato americano Ned Price, hanno affermato di essere “estremamente preoccupati per i livelli di violenza in Israele e in Cisgiordania…. Noi riconosciamo le vere preoccupazioni per la sicurezza che Israele deve affrontare. Allo stesso tempo, siamo profondamente preoccupati per il gran numero di feriti e per la perdita di vite civili.” Hai letto bene, gli americani riconoscono che Israele ha delle buone ragioni per essere preoccupato; se sono preoccupati per il gran numero di feriti e per la perdita di vite civili, loro includono in questo numero sia le vittime israeliane sia quelle palestinesi.

Menzione speciale infine per questa informazione: “A  Gaza si sono svolte manifestazioni di solidarietà e gli abitanti si stavano preparando alla possibilità di bombardamenti israeliani in caso di lancio di razzi, che si sono moltiplicati in queste ultime settimane.”
 
Immagine correlata
Michelle Mazel

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