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Diplomazia/Europa e medioriente
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Quello che i sostenitori del BDS ignorano e che gli israeliani dimenticano 09/12/2022
Quello che i sostenitori del BDS ignorano e che gli israeliani dimenticano
Analisi di Michele Mazel

(traduzione di Yehudit Weisz)



Un tema ricorrente nella narrativa palestinese, ripreso con entusiasmo da alcuni fanatici del BDS, è quello di una presunta conquista della Palestina da parte dell'esercito israeliano in seguito al voto espresso dalle Nazioni Unite il 29 novembre 1947. Secondo un'altra teoria, l'Occidente avrebbe concesso agli ebrei uno Stato per farsi “perdonare” la Shoah. In un caso come nell'altro, si tratta di occultare un’esistenza reale ebraica in Terra d'Israele molto prima di questo voto e a maggior ragione, prima della dichiarazione Balfour, e di negare ogni legittimità allo Stato di Israele. Poiché abbiamo appena celebrato il settantacinquesimo anniversario di questo voto storico, vale la pena ricordare alcuni fatti ai detrattori dello Stato ebraico ed ai suoi ferventi sostenitori. Chi si ricorda che Petah Tikva, oggi la settima città di Israele, venne fondata nel 1878? Rishon Lezion e Zichron Yaakov nel 1882? Rehovot nel 1890? La moderna città di Tel Aviv emerse dalle sabbie nel 1909, come il primo kibbutz, Degania, a cui ne seguirono una dozzina d’altri in meno di dieci anni. Il Keren Kayemet LeIsrael – il Fondo Nazionale Ebraico (letter. il Fondo per la creazione di Israele) - la cui vocazione iniziale era quella di acquistare, rendere coltivabili e valorizzare dei terreni per il ritorno del popolo ebraico nella terra dei suoi antenati, dopo due millenni di esilio, risale al 1901.  La Banca Anglo-Palestinese, la futura Banca Leumi, iniziò la sua attività nel 1902. Il Technion, l’Istituto di Tecnologie di Israele, è stato fondato nel 1912, sei anni prima dell'Università Ebraica di Gerusalemme. Questi due Istituti di istruzione superiore sono ora tra i migliori al mondo. Nel dicembre del 1920 nasce l'Histadrut, la Federazione Generale dei Lavoratori della Terra d'Israele, come sindacato dei lavoratori ebrei di Eretz-Israel, con lo scopo di promuoverne l'inserimento.  Essa forniva dei servizi ai suoi membri: cambio di lavoro, congedo per malattia retribuito, scuole, assistenza sanitaria.  Nel 1921 essa ha creato la società di costruzioni e di ingegneria civile Solel Boneh e nello stesso anno ha fondato la Bank Hapoalim – la Banca dei lavoratori. Queste istituzioni esistono ancora oggi. Il 1933 ha visto l’aggregazione delle linee di autobus che collegavano i centri urbani nella Cooperativa Egged, i cui autobus continuano ad attraversare le strade della moderna Israele. E come non citare il “Palestine Post”, fondato il 1° dicembre 1932  da un certo Gershon Agron, ex membro della Legione Ebraica, questo corpo di cinque battaglioni di volontari ebrei che combatterono a fianco dei soldati britannici nel Reggimento dei Royal Fusiliers durante la Prima Guerra Mondiale. Diventato il “Jerusalem Post” nel 1950, questo importante quotidiano in lingua inglese è letto in tutto il mondo. Si potrebbero moltiplicare gli esempi, e sottolineare che all'alba del Novecento gli ebrei erano la maggioranza a Gerusalemme. Insomma, assai prima del 29 novembre 1947, le infrastrutture del futuro Stato ebraico e le sue istituzioni erano già  predisposte e attive. Resta da chiedersi quale sia stato il contributo degli arabi allo sviluppo della Palestina in quella stessa epoca, e perché non hanno scelto anche loro di creare uno Stato sui territori loro riservati dal Piano di spartizione.
 
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Michelle Mazel

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