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Diplomazia/Europa e medioriente
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La visita del signor Mahmud Abbas al suo amico Vladimir Putin 18/10/2022
La visita del signor Mahmud Abbas al suo amico Vladimir Putin
Commento di Michelle Mazel


MO: in corso incontro Putin-Abu Mazen a Mosca - SWI swissinfo.ch
Abu Mazen con Vladimir Putin

In questo momento difficile, il solido sostegno dei palestinesi è indubbiamente fonte di grande sollievo per il Presidente russo. Ben 143 sui 193 membri dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite hanno appena condannato con fermezza l’annessione delle Province ucraine da parte del Padrone del Cremlino. Solo 5 Paesi hanno votato contro – la Bielorussia, la Corea del Nord, il Nicaragua, la Siria e naturalmente la Russia. Gli altri 35, in particolare il Sud Africa, l’India e la Cina, nonché l’Iran, si sono astenuti. Si nota comunque che essi rappresentano più della metà della popolazione del pianeta. Ovviamente l’Autorità palestinese non ha granché da offrire per contribuire allo sforzo bellico del grande amico russo. Dobbiamo però sottolineare il coraggio del suo Presidente, che nonostante sia ampiamente dipendente dalle sovvenzioni dell’Occidente e naturalmente da quelle dell’Unione Europea, non ha esitato a prendere una posizione contraria alla loro. Che sia una questione di principio? O è nostalgia dei giorni felici vissuti da Abbas, quando era un giovane studente all’Università Lumumba di Mosca, dove aveva redatto una tesi strepitosa:  “Dall’altra parte: la relazione segreta tra nazismo e sionismo 1933-1945”? In essa ci spiega che Adolf Eichmann era stato sequestrato e giustiziato perché lui stava per rivelare questa verità in un’intervista alla rivista Life. Tradotta in arabo nel 1984, quella tesi di laurea è a tutt’oggi oggetto di riferimento sui siti dell’Ap. L’Occidente, e in particolare l’Unione Europea, si dimostra indulgente verso questo errore di gioventù. Il vecchio leader non ha forse potuto dichiarare il 17 agosto del 2022, dinanzi ad un Cancelliere tedesco troppo allibito  per replicare, che Israele aveva “perpetrato 50 Olocausti”?  Ciò che sorprende è ascoltarlo affermare, alla riunione di Astana dove si è recato su invito del suo vecchio amico Vladimir,  che “i palestinesi non fanno affidamento sugli  Stati Uniti” prima di dichiararsi “soddisfatto del sostegno della Russia ai palestinesi.” Si è permesso di aggiungere una breve frase che ha fatto sobbalzare il Presidente Joe Biden e l’Amministrazione americana: “La Russia difende la giustizia ed il Diritto Internazionale, e questo ci basta.” Alla fine “sobbalzare” non è per nulla un termine esagerato: “Siamo rimasti profondamente delusi nell’ascoltare l’intervento  che il Presidente Abbas ha rivolto ieri al Presidente Putin. La Russia NON difende la giustizia e il Diritto Internazionale, ne è testimone il voto di ieri all’Assemblea Generale dell’ONU”, ha dichiarato un porta-parola del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Scommettiamo che il vecchio leader non ha chiuso occhio tutta la notte? Bisogna ammettere che i media non hanno avuto alcuna reazione. La loro incrollabile simpatia per “la causa palestinese” malgrado la corruzione di Ramallah, la continua istigazione all’odio nei confronti degli ebrei e di Israele, il pernicioso compenso così generosamente ammannito ai terroristi che hanno le mani imbrattate del sangue di innocenti, può destare perplessità. Come quell’impressionante sostegno al Movimento BDS che delegittima lo Stato ebraico e che fa appello alla sua distruzione per costruire sulle sue rovine uno Stato palestinese in cui gli ebrei sopravvissuti dovrebbero ricominciare a vivere da Dimmi.

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Michelle Mazel

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