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Zvi Mazel/Michelle Mazel
Diplomazia/Europa e medioriente
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Quando i media francesi si mobilitano contro la pace in Medio Oriente 23/08/2022
Quando i media francesi si mobilitano contro la pace in Medio Oriente
Analisi di Michelle Mazel

(traduzione di Yehudit Weisz)


Les stratégies médias : l'inventaire des outils - Sylvain Chassé

A vedere la valanga di articoli, di commenti, per non parlare delle ‘solite facce’ che in questi giorni si avvicendano in continuazione in Tv, verrebbe da pensare che la situazione a Gaza e nei territori palestinesi sia infinitamente più preoccupante dell'evoluzione della guerra in Ucraina. Soprattutto, si potrebbe credere che un'entità maligna e onnipotente stia attaccando delle popolazioni indifese che vogliono solo vivere in pace e guadagnare abbastanza per poter sfamare i propri figli. In quale altro modo si potrebbero spiegare le incursioni omicide dei suoi aerei e le distruzioni che hanno lasciato così tante persone senza casa? Chi potrebbe guardare senza una fitta al cuore le immagini di queste famiglie che vagano dolenti sulle rovine delle proprie case?                                                   

“Israele ha preso l'iniziativa di bombardare Gaza il 5 agosto, sostenendo di 'sventare un attacco'  contro dei civili.” scrive Le Monde, che ovviamente non crede a una parola. Ma il  quotidiano non è l'unico. Le Figaro evoca una “ escalation di morte a Gaza  causata da un'offensiva israeliana contro la Jihad islamica palestinese.”  Il suo inviato speciale evoca un attacco particolarmente devastante, che ha causato la morte di cinque bambini e aggiunge: “…l'esercito israeliano, in un comunicato stampa e video a sostegno, sostiene che la maggior parte di questi ultimi sono stati uccisi da  ‘un fallito attacco missilistico della Jihad islamica, caduto per errore nell'enclave costiera’.  A Gaza, le autorità assicurano che si tratta di un attacco dell'esercito israeliano. Senza ulteriori prove, è impossibile confermare chi stia dicendo la verità.”  Eppure il video dimostra che gli israeliani hanno ragione. Paris Match ripete la stessa solfa ed evoca “una micidiale operazione militare israeliana lanciata contro il movimento armato palestinese della Jihad islamica, insediato nella Striscia di Gaza.” Ad eccezione di CNews, i canali francesi adottano la stessa narrativa e non cercano di fornire agli spettatori le cause dell'intervento israeliano. Omettono in buona compagnia di citare le minacce precise e concrete che questo movimento terroristico, che è la Jihad, faceva ricadere sugli abitanti dei kibbutz, delle città e dei villaggi sul confine con la Striscia di Gaza e che aveva indotto le autorità israeliane a limitare il traffico, a fermare la circolazione dei treni, a  vietare gli assembramenti, a chiudere le scuole e le strutture di accoglienza. Una situazione difficile da accettare sia per i figli in questo periodo di vacanza sia per i genitori che non potevano recarsi al lavoro. Inoltre siamo ancora in attesa di una forte condanna per i lanci di oltre mille razzi e di altri missili, sempre su popolazioni civili. Lanci che avevano lo scopo di causare quante più vittime possibili.  La Jihad dovrebbe essere assolta dalla sua intenzione di uccidere, soltanto perché il suo obiettivo non è stato raggiunto? Insomma, perché Hamas e Jihad, che affermano a voce alta e  chiara la loro intenzione di distruggere lo Stato ebraico e di fondare sulle sue rovine uno Stato islamico, dovrebbero cambiare nel loro comportamento quando sono confortati dalla mancanza di reazione sia dei media che dei governi di fronte ai loro abusi ed ai loro  eccessi?

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Michelle Mazel

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