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Zvi Mazel/Michelle Mazel
Diplomazia/Europa e medioriente
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I tre tenori di Teheran 22/07/2022
I tre tenori di Teheran
Analisi di Michelle Mazel

(traduzione di Yehudit Weisz)


Vertice a Teheran fra Russia, Turchia e Iran | Euronews
Putin con Raisi e Erdogan a Teheran

Il presidente americano aveva appena lasciato il Medio Oriente quando si è tenuto un altro vertice, questa volta a Teheran. Secondo Le Monde,“martedì, il Presidente russo Vladimir Putin ha incontrato i suoi omologhi, l’iraniano e il turco, a Teheran in un vertice sulla Siria che è stato di fatto surclassato dal conflitto in Ucraina. Ansiosi di aggirare le sanzioni occidentali, l’Iran e la Russia stanno cercando di rafforzare la loro cooperazione energetica e militare.”  Per Le Figaro, “la Turchia ha detto che martedì 19 luglio contava sul ‘sostegno di Russia e Iran nella lotta al terrorismo’ in Siria, dove essa minaccia di intervenire, ha sostenuto a Teheran il Presidente Recep Tayyip Erdogan.” I leader iraniani hanno interesse ad avvicinarsi a Mosca, scrive Le Monde, “in un momento in cui sta prendendo forma un'alleanza tra Israele e i Paesi del Golfo, promossa da Washington. Ricevendo Vladimir Putin martedì, Ali Khamenei ha giustificato l'invasione dell'Ucraina, dicendo che se il Cremlino  non avesse preso l'iniziativa, l'altra parte avrebbe iniziato una guerra...”

“Soprattutto, il vertice è stato un'opportunità per Erdogan per cercare di convincere i suoi partner della correttezza dell'operazione militare che lui non vede l’ora di scatenare nel Nord della Siria per cacciare via i curdi siriani, descritti da Ankara come dei  ‘terroristi’  affiliati con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK, separatista). Il suo obiettivo è estendere la  ‘zona di sicurezza’, profonda trenta chilometri, conquistata dal suo esercito e dai suoi ausiliari siriani, nel corso dei precedenti interventi (2016, 2018, 2019) per stabilirvi un milione di profughi siriani dei 3,7 milioni attualmente ospitati in Turchia.”
Quel che è veramente ammirevole nei resoconti dell'incontro di questi tre autocrati, per non dire dittatori, è l'assenza di condanna. Al contrario, il grande quotidiano di cronaca e maestro del pensiero che è Le Monde, illustra ai suoi lettori i motivi che hanno portato Putin ed Erdogan a Teheran e quelli che li hanno resi benvenuti nel Paese degli Ayatollah. 

Si ha quasi l'impressione di ascoltare i tre tenori gorgheggiare i loro versi: “Aiutatemi a superare la resistenza di questi tenaci ucraini intensificando i bombardamenti su obiettivi civili per permettermi di annettere nuovi territori in Ucraina e oltre!” canta Putin.
“Lasciatemi distruggere un po' più di Siria, massacrare quanti più oppositori possibile e spingere  decine di migliaia di nuovi profughi sulle strade dell'esilio, e contemporaneamente reprimere il desiderio di indipendenza della minoranza curda nel mio Paese” gli risponde Erdogan.

L'accordo finale va ad Ali Khamenei che canticchia "Tempo, ho bisogno di tempo! Quanto basta per raggiungere finalmente la fissione nucleare! Una bomba, una sola piccola bomba assicurerà per sempre alla Repubblica islamica dell'Iran la vittoria e l'impunità in caso di conflitto e mi permetterà di distruggere finalmente Israele.”  
E l'Europa, vi domandate? Essa ascolta con un orecchio distratto. In questo momento ha altri incendi da estinguere. E’ già qualcosa se le restano le energie residue per puntare ancora una volta il dito contro Israele.

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Michelle Mazel scrittrice israeliana nata in Francia. Ha vissuto otto anni al Cairo quando il marito era Ambasciatore d’Israele in Egitto. Profonda conoscitrice del Medio Oriente, ha scritto “La Prostituée de Jericho”, “Le Kabyle de Jérusalem” non ancora tradotti in italiano. E' in uscita il nuovo volume della trilogia/spionaggio: “Le Cheikh de Hébron".

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