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Zvi Mazel/Michelle Mazel
Diplomazia/Europa e medioriente
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Dalla Francia con amore 08/07/2022
Dalla Francia con amore
Commento di Michelle Mazel

(traduzione di Yehudit Weisz)


Israel's Lapid meets Macron in Paris on first trip as PM | AP News
Yair Lapid con Emmanuel Macron

Che bella immagine quella del Presidente francese da poco rieletto - in entrambe le accezioni dei termini - Emmanuel Macron, che abbraccia calorosamente il suo vecchio amico Yair Lapid, Primo Ministro ad interim di Israele, venuto ad accordargli la sua prima visita all'estero. Nonostante i loro titoli e le loro alte cariche, nessuno dei due ha abbastanza voti nei rispettivi parlamenti per avere mano libera e perseguire la politica di propria scelta. Ma non ha alcuna importanza. Ad ogni buon conto, ciascuno di loro vorrebbe promuovere un'agenda che non soddisfa l'altro. Yair Lapid ha parlato molto dell'Iran e di Hezbollah, contro i quali vorrebbe azioni concrete e forti. Emmanuel Macron auspica un ritorno al JCPOA, l'accordo sul nucleare iraniano denunciato da Donald Trump, nonché il ritiro delle sanzioni imposte a Teheran e che penalizzano gli interessi economici della Francia. Infine, è particolarmente interessato al Libano, ex riserva della Francia, e ha dimostrato in passato di non escludere il dialogo, e nemmeno la cooperazione, con questa organizzazione terroristica che è Hezbollah. In linea di principio, un punto di convergenza tra i due leader sulla necessità di rilanciare il processo di pace, ci sarebbe; Yair Lapid lo ha sottinteso nel suo primo discorso. Solo che Mahmoud Abbas – il cui mandato di Presidente è scaduto da tempo e che si guarda bene dall’indire nuove elezioni – continua a sparare a zero contro il vicino israeliano ed è stato, proprio a margine dell'incontro di Parigi, in visita ad Algeri per un incontro straordinario con Ismail Hanniyeh che, a sua volta, non fa mistero del suo desiderio di distruggere “l'entità sionista”. Possiamo almeno rallegrarci di questa buona intesa tra Macron e Lapid e di questa dichiarazione del Presidente francese “Avete un amico in Francia” ? Ahimè, è difficile prenderlo alla lettera. Durante il suo primo mandato di cinque anni, Emmanuel Macron, che disponeva di una larga maggioranza in parlamento, in realtà non ha agito “da amico” di Israele. La Francia ha sempre votato con deprecabile costanza una serie di risoluzioni delle istituzioni delle Nazioni Unite che condannano Israele. Ha lasciato passare all'UNESCO – quando addirittura non le sosteneva – una serie di votazioni che negavano qualsiasi legame tra Israele e la Terra d'Israele, tra il popolo ebraico e i luoghi sacri del giudaismo – Monte del Tempio, Muro del Pianto, Hebron. Un ministro francese non ha esitato a menzionare “i rischi dell'apartheid” in Israele. La Francia si rifiuta ancora oggi di riconoscere che Gerusalemme, inclusa Gerusalemme Ovest, è in Israele. Questo secondo mandato quinquennale vedrà l'inizio di un cambiamento? Ci piacerebbe crederci, ma con l'ingresso massiccio del NUPES (Nuova Unione Popolare Ecologica e Sociale) nell’ Assemblea Nazionale, con i suoi elementi che affermano forte e chiara la propria ostilità allo Stato ebraico, ci sembra molto improbabile.  Ma allora, è un incontro inutile? In fondo, esso deve essere dispiaciuto a così tante persone – dai leader palestinesi ai membri della NUPES, appunto, che possiamo rallegrarcene senza farci troppe illusioni.  

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Michelle Mazel scrittrice israeliana nata in Francia. Ha vissuto otto anni al Cairo quando il marito era Ambasciatore d’Israele in Egitto. Profonda conoscitrice del Medio Oriente, ha scritto “La Prostituée de Jericho”, “Le Kabyle de Jérusalem” non ancora tradotti in italiano. E' in uscita il nuovo volume della trilogia/spionaggio: “Le Cheikh de Hébron".

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