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Zvi Mazel/Michelle Mazel
Diplomazia/Europa e medioriente
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Cessate il fuoco a Gaza? 28/05/2021
Cessate il fuoco a Gaza?
Analisi di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)



Hamas lancia missili contro Israele e si fa scudo con i civili di Gaza

Le sirene tacciono. Anche i cannoni. Il fuoco, però, cova sempre sotto le ceneri dopo questa nuova esplosione di violenza scatenata da Hamas, che, ricordiamo, il 10 maggio aveva lanciato una salva di missili su Gerusalemme. Nel momento in cui si parla di pacificazione, alcuni leader europei e soprattutto francesi cercano, al contrario, di ravvivare le fiamme con discorsi oltraggiosi puntando il dito contro Israele e contro lui soltanto. Intanto a Gaza i leader di Hamas si esaltano e parlano già del prossimo scontro. Yehiha Sinwar, che dirige questo movimento terroristico, posa con grande compiacimento davanti alle telecamere, con un bambino in braccio; vestito da militante, il piccolo brandisce con orgoglio una mitraglietta grande quasi quanto lui.

Why is Hamas test-firing missiles? - Al-Monitor: The Pulse of the Middle  East

Da parte sua, Mahmoud Al-Zahar, co-fondatore di Hamas, a un giornalista del canale britannico Sky News che non riesce a credere alle sue orecchie, giura sui suoi grandi dei che i razzi lanciati dalla Striscia di Gaza non hanno mai voluto prendere di mira le popolazioni civili ma soltanto “l'occupazione “- un termine che nella sua bocca riguarda tutto Israele. Ed è stato allora che Mark Stone, il corrispondente del canale per il Medio Oriente, gli ha posto la domanda: “Voi riconoscete lo Stato di Israele? Lo considerate legittimo?” Al - Zahar risponde con un NO categorico. Ci si sarebbe potuti aspettare che questa abbagliante conferma di ciò che Israele sta cercando invano di trasmettere alla comunità internazionale, il rifiuto del suo vicino di accettarne l'esistenza, facesse notizia sui media; anzi, meglio, che innescasse un’unanime disapprovazione e delle condanne a cascata. Purtroppo non è stato così. Sky News non ne ha nemmeno fatto diventare il titolo del suo reportage. Non abbiamo visto commentatori e politici avvicendarsi in televisione per commentare in modo univoco questo NO. 

L'Autorità Palestinese, che non ha preso parte alla lotta ma che non ha neppure rinunciato a infierire contro “l'aggressione israeliana”, si sente rinascere. Il “presidente” Mahmoud Abbas, il cui mandato è scaduto da tanto tempo e che ha appena cancellato le elezioni presidenziali previste per giugno, non ha mai ricevuto così tante visite. Funzionari giordani ed egiziani vengono a trovarlo; anche il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti ha incontrato il vecchio leader. Blinken non nutre rancore; ricordiamo che Abbas, solo poche settimane fa, si era rifiutato di accettare una sua telefonata adducendo il motivo che, essendo lui presidente, avrebbe parlato solo con il presidente americano. Abbas non ha parlato a tutti nello stesso modo. Al rappresentante del re Abdullah di Giordania e a quello del presidente egiziano Al Sisi ha dichiarato che non ci sarebbe stato alcun accordo sui termini del cessate il fuoco, fino a quando Israele non avesse vietato l'accesso al Monte del Tempio - scusate, alla Spianata delle Moschee, - agli ebrei. È perché per lui l’ebraismo e gli ebrei non hanno alcun legame con il Monte Moriah, sito del sacrificio di Abramo e del tempio di Salomone. Ciò che è interessante è che, tutti quelli di entrambe le sponde dell'Atlantico che accusano lo Stato ebraico di apartheid, non trovino nulla da dire su questo appello a negare agli ebrei l'accesso al loro luogo più sacro.

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Michelle Mazel scrittrice israeliana nata in Francia. Ha vissuto otto anni al Cairo quando il marito era Ambasciatore d’Israele in Egitto. Profonda conoscitrice del Medio Oriente, ha scritto “La Prostituée de Jericho”, “Le Kabyle de Jérusalem” non ancora tradotti in italiano. E' in uscita il nuovo volume della trilogia/spionaggio: “Le Cheikh de Hébron".


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