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Zvi Mazel/Michelle Mazel
Diplomazia/Europa e medioriente
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Chi veglia sui bambini della Terra Santa? 16/05/2021
Chi veglia sui bambini della Terra Santa?
Analisi di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)


Jerusalem tensions: Tel Aviv hit with rocket fire from Gaza — live updates  | News | DW | 11.05.2021

Lunedì 10 maggio una salva di missili è stata lanciata su Gerusalemme. Un'altra “impresa” dell'organizzazione terroristica Hamas, che ha preso il potere a Gaza nel 2007, cacciando via i rappresentanti dell'Autorità Palestinese con un sanguinoso colpo di Stato. Va ribadito che Hamas non nasconde il suo desiderio di distruggere lo Stato ebraico e di costruire un califfato islamico sulle sue rovine. Di fronte a questo attacco alla capitale di uno Stato membro dell'Onu che nulla poteva giustificare, avremmo potuto, avremmo dovuto aspettarci la disapprovazione della comunità internazionale. Non è successo niente di tutto questo. L'avvenimento è stato tenuto all’oscuro come lo sono stati per lunghi minuti la trentina di missili sparati contro il resto del Paese. In Francia, i media hanno aspettato l'inevitabile risposta di Israele per reagire. Si leggerà il titolo di Le Monde: “Scontri a Gerusalemme: 20 morti a Gaza durante le rappresaglie israeliane.” Quanto a Le Figaro, ha titolato il terzo giorno dello scontro "Gli islamisti di Hamas gridano vendetta. In risposta al fuoco di rappresaglia da parte di Israele, il movimento palestinese ha nuovamente lanciato una raffica di razzi contro lo stato ebraico.” Stiamo infatti assistendo a una campagna di disinformazione in cui Israele, che non ha fatto altro che difendersi, viene presentato come l'aggressore. A questo si aggiungono i dati regolarmente pubblicati sulla stampa per evidenziare la sproporzione tra le perdite da una parte e dall'altra. Così ancora Le Monde il 13 maggio: “Giovedì sera Il bilancio di questi attacchi ha superato i 100 morti, tra cui 27 bambini, e quasi 600 persone sono rimaste ferite, secondo Hamas. In Israele, sette persone sono state uccise, tra cui un bambino e un soldato, e centinaia sono rimaste ferite dai razzi lanciati.” L'esercito israeliano, di fronte al lancio di più di duemila missili, sarebbe più feroce di Hamas? C'è ovviamente un'altra spiegazione. Per anni Hamas ha destinato miliardi di dollari all'anno in contributi da Paesi arabi fratelli e organizzazioni internazionali benevole, allo sviluppo del suo arsenale missilistico e alla costruzione di tunnel sotterranei, che hanno sia carattere offensivo, perchè in grado di colpire al cuore il suo vicino, che di difesa per i suoi militanti che vi si rifugiano in caso di attacco. Non è rimasto molto per gli uomini, le donne ed i bambini di Gaza. L'attrezzatura sanitaria è trascurata, persino in tempi normali gli ospedali faticano a soddisfare le esigenze. Di rifugi antiaerei, ovviamente, non ce ne sono. Nel frattempo in Israele si sono compiuti notevoli sforzi per proteggere le popolazioni civili. È l'unico paese al mondo in cui le nuove costruzioni sono obbligate per legge a fornire uno spazio protetto: edifici pubblici, grandi magazzini e, naturalmente, uffici e appartamenti. A questo elenco vanno aggiunti anche gli ospedali, più volte presi di mira dai missili di Hamas. Nelle città e nei villaggi al confine di Gaza, rifugi di cemento offrono una rapida protezione ai residenti sorpresi da un allarme mentre svolgono pacificamente le loro attività. Ovviamente tutto questo è molto costoso. Ma sappiamo che, secondo la tradizione ebraica, la vita non ha prezzo.

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Michelle Mazel scrittrice israeliana nata in Francia. Ha vissuto otto anni al Cairo quando il marito era Ambasciatore d’Israele in Egitto. Profonda conoscitrice del Medio Oriente, ha scritto “La Prostituée de Jericho”, “Le Kabyle de Jérusalem” non ancora tradotti in italiano. E' in uscita il nuovo volume della trilogia/spionaggio: “Le Cheikh de Hébron".


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