martedi` 22 giugno 2021
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Hillel Neuer: 'L'Unrwa è parte del problema, non della soluzione' (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






 
Zvi Mazel/Michelle Mazel
Diplomazia/Europa e medioriente
<< torna all'indice della rubrica
Ma come, i libri delle scuole palestinesi sarebbero antisemiti? 01/05/2021
Ma come, i libri delle scuole palestinesi sarebbero antisemiti?
Analisi di di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)


UNRWA - Wikipedia

Stupore all'interno del Parlamento europeo, che ha appena inviato un severo monito all'UNRWA dopo aver scoperto nei libri di testo dell'Autorità palestinese utilizzati dall'organizzazione,   istigazione alla violenza, al terrorismo, al martirio ed all'antisemitismo. Certo, da anni le ONG israeliane si sgolavano a ripeterlo, documenti alla mano; ma questi documenti erano in arabo e gli europei a quanto pare non si fidavano delle traduzioni fatte dagli specialisti israeliani, nemmeno dinanzi a caricature così esplicite da commentarsi da sole. Anno dopo anno la stampa occidentale ha fatto eco alle smentite indignate dei dirigenti di Ramallah accompagnate da commenti a dir poco scortesi sullo Stato ebraico. 


Una scuola dell'Unrwa a Gaza, trasformata in deposito di missili da Hamas

Ovviamente non possiamo che accogliere con favore questa tardiva consapevolezza del Parlamento europeo. Nella sua relazione annuale sul bilancio, presentata mercoledì scorso 28 aprile, si stabilisce che il Parlamento deve ora garantire che i fondi che eroga non vadano a una causa o ad un organo direttamente o indirettamente legato al terrorismo o ad una radicalizzazione, sia essa religiosa o politica. Va detto che Anthony Blinken, il nuovo Segretario di Stato americano, aveva già lanciato un severo monito all'Autorità Palestinese - che si era affrettata a protestare contro un'ingiusta accusa. Sempre in questo mese, il Primo Ministro palestinese Mohammad Shtayyeh ha dichiarato alla Commissione per gli Affari Esteri del Parlamento europeo che i libri di testo erano stati aggiornati e che le denunce non avevano più ragione d’essere. Vorremmo poterci credere. Soprattutto perché forse parlava di quello che stava succedendo nei territori palestinesi ma in nessun caso di quello che sta ancora accadendo a Gaza dove Hamas non nasconde il suo desiderio di distruggere Israele e dove i bambini vengono reclutati fin dalla più giovane età e spinti in prima fila nei cortei delle manifestazioni. Ciò che è purtroppo fuori dubbio, è il fatto che generazione dopo generazione, i giovani palestinesi educati nelle scuole dell'UNWRA, sono cresciuti nell'odio verso ebrei e Israele, un Paese che non compare sulla loro carta geografica e di cui chiedono, senza porsi alcun dubbio, la distruzione con tutto il loro cuore. Possiamo ancora sperare che non sia troppo tardi, che nuovi libri di testo sostituiranno presto quelli vecchi e inviteranno i bambini a conoscere meglio i loro vicini ebrei? Potrebbe anche essere se non consideriamo un enorme ostacolo, l'elefante nella stanza che si fa finta di non vedere: il rifiuto da parte dei palestinesi di accettare l'idea stessa di uno Stato ebraico. Questo è il vero ostacolo in tutti i tentativi di trovare una soluzione o un compromesso. Questa non è un'obiezione di principio, ma qualcosa di viscerale. E’ necessario ascoltare Abu Mazen quando accusa gli ebrei di “contaminare la santa spianata delle moschee con i loro piedi sporchi.” Dobbiamo anche considerare i notevoli sforzi compiuti dai palestinesi e dai loro alleati per negare agli ebrei e all’ebraismo qualsiasi collegamento con Gerusalemme e con la Terra di Israele e quelli per appropriarsi dei luoghi sacri agli ebrei. È difficile essere ottimisti di fronte a questi presupposti, anche se dobbiamo accogliere con favore la decisione del Parlamento europeo.

Immagine correlata
Michelle Mazel scrittrice israeliana nata in Francia. Ha vissuto otto anni al Cairo quando il marito era Ambasciatore d’Israele in Egitto. Profonda conoscitrice del Medio Oriente, ha scritto “La Prostituée de Jericho”, “Le Kabyle de Jérusalem” non ancora tradotti in italiano. E' in uscita il nuovo volume della trilogia/spionaggio: “Le Cheikh de Hébron".


Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT