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Ugo Volli
Cartoline
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Il grande silenzio dell’Europa 02/05/2018

Il grande silenzio dell’Europa
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Cari amici,
l’altra sera Netanyahu ha fatto una dimostrazione pubblica inconfutabile del fatto che l’Iran ha sempre mentito sul proprio progetto nucleare, prima e durante l’accordo JCPOA, violando i propri obblighi rispetto a questo patto e anche al trattato di non proliferazione nucleare che ha sottoscritto e che dunque l’accordo firmato da Obama contro l’opposizione del Congresso (e anche di Israele), dall’Unione Europea, da Francia, Inghilterra, Germania, Russia e Cina, è non solo inutile ma anche dannoso, finanziando l’espansione coloniale iraniana e consentendo agli ayatollah di sviluppare i missili destinati a portare le armi atomiche, la cui documentazione è già pronta.

Trump ha reagito subito, dicendo che la documentazione fornita da Israele è autentica e conferma tutte le sue critiche a JCPOA. Mogherini ha fatto una breve dichiarazione delle sue più stupide (https://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/245235), dicendo in sostanza che i trattati servono con contraenti di cui non ci si fida. Questo da un lato non è vero, perché vi sono un sacco di trattati fra alleati, come quelli che istituiscono la nato e l’Unione Europea. Dall’altro è in malafede, perché Obama e la stessa Mogherini hanno sempre dichiarato che i “riformisti” iraniani meritavano fiducia. E infine evita il punto, perché una cosa (un po’ bizzarra) è darsi da fare per stabilire un accordo con un partner di cui non si è sicuri, altra cosa è la prova chiara e inoppugnabile che questo partner menta e usi il trattato per proteggere un armamento proibito. Come dire, esistono delle coppie non troppo sagge che si sposano proprio perché dubitano della reciproca fedeltà e vogliono stabilire basi legali alla loro unione; ma se vi è la prova palese di un’altra relazione che dura da prima e continua nel matrimonio, forse è meglio lasciar perdere.

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Benjamin Netanyahu: "L'Iran ha mentito"

Mogherini inoltre ha detto che non ci sono prove che l’Iran abbia compiuto attività proibite dall’JCPOA, il che è falso, e non solo per aver conservato tutta la documentazione tecnica del progetto nucleare, come Netanyahu ha mostrato: ci sono state altre significative violazioni e l’impossibilità, accettata da Obama di fare verifiche serie nelle basi militari iraniane. (https://www.israelnationalnews.com/Articles/Article.aspx/22083)

Ma almeno Mogherini ha provato a dire qualcosa. I pasdaran dell’accordo, gli Obama, i Kerry, i giornalisti americani che hanno costruito l’”echo chamber” di Obama (l’espressione è del suo assistente Ben Rodhes che si vantava di averla promossa) come Jeffrey Goldberg, sono stati accuratamente zitti, perché se parlassero dovrebbero ammettere di essere stati servi sciocchi (come probabilmente erano i giornalisti) o traditori del loro ruolo per ragioni ideologiche (come probabilmente sono stati Obama e Kerry).

Ma anche altri hanno taciuto, in particolare i difensori del patto attuale, i Macron e le Merkel (che certo non sono stati colti di sorpresa, perché hanno incontrato Trump negli ultimi giorni proprio per cercare di convincerlo a non uscire dall’JCPOA e certo il presidente li ha informati di quel che già sapeva sull’inganno iraniano): hanno solo parlato dei funzionari dei ministeri degli esteri francese e inglese, ripetendo le non-argomentazioni di Mogherini (https://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/24526) Quanto all’Italia, che pure non conta niente in queste cose, hanno scelto il silenzio i Gentiloni e gli Alfano, che come vi ho raccontato qualche giorno fa hanno schierato il nostro paese in opposizione perfino alle sanzioni contro l’Iran con cui Francia e Germania cercavano di convincere Trump (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=280&id=70400).

La domanda è il perché di questo silenzio. Stanno cercando di nascondere e far dimenticare la figuraccia di aver fatto i tonti nel suq politico mediorientale? Francamente non credo. Sul piano internazionale i documenti esibiti da Israele modificano definitivamente la situazione e il giudizio sulle relazioni con l’Iran; su quello interno tutti i leader europei hanno problemi ben più immediati.

Il punto probabilmente è un altro, e ha a che fare con una difficoltà generale delle democrazie, se non sono guidate da veri statisti: le difficoltà a lungo termine, anche se perfettamente prevedibili, non sono affrontate, perché toccheranno ad altri, mentre le prospettive immediate appaiono molto più interessanti. Il fatto è che già ora l’Iran ha missili in grado di raggiungere tutta l’Italia e i paesi dell’Europa orientale, la Germania fino a Berlino, e anche la Russia fino a Mosca (https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10215519336126387&set=a.10207648315435789.1073741827.1528716259&type=
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). Quel che interessa agli stati europei è continuare a fare affari con l’Iran, visto come un possibile teatro di espansione economica grazie ai generosi finanziamenti concessi da Obama proprio nell’ambito dell’JCPOA, in compensazione alle sanzioni precedenti.

Peccato che gli ayatollah spendano questi soldi soprattutto per finanziare il loro imperialismo e lasciano andare a rotoli la loro economia. Per citare solo un esempio, la moneta iraniana, il rial, è stato svalutato del 50% in un anno (https://www.theguardian.com/world/2018/apr/11/iranian-rial-all-time-low-us-dollars-tehran). Il risultato è che chi fa affari con Teheran oggi rischia molto e spesso finanzia le sporche imprese dei suoi militari, come quelle ditte tedesche che hanno fornito proprio all’Iran i materiali usati per le armi chimiche di Assad (https://www.jpost.com/Middle-East/German-firms-helped-Assad-family-build-Syrian-chemical-weapons-program-bombshell-report-alleges-388750, https://www.jpost.com/Middle-East/German-company-involved-in-Syrian-chemical-attacks-defies-US-warnings-549486).

Insomma gli ayatollah già oggi ci minacciano e violano i più basilari diritti umani, ma l’Europa si ostina a proteggerli, senza alcuna lungimiranza. Difficile non applicare ai leader europei quel che una volta disse Vladimir Lenin: “i capitalisti ci venderanno la corda con cui li impiccheremo”.

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