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Rassegna Stampa
17.01.2002 2002-01-17 Una domanda all'Unità...
intervista di Umberto De Giovannangeli a Marwan Barguthi

Testata:
Autore: DeGiovannangeli
Titolo: «un articolo»
Leggendo la nuova intervista di Umberto De Giovannangeli a Marwan Barguthi (17.1.2002)viene spontanea una domanda: "Come mai sono quasi sempre esponenti del fronte palestinese ad avere la parola sul quotidiano L'Unità" ?
Si tratta di leader (ricordiamo la Sig.ra Ashrawi nell'intervista del 15/01) le cui affermazioni non nascondono affatto l'odio nei confronti di Israele e del suo popolo.
Sarebbero dunque questi gli interlocutori con cui Sharon dovrebbe tornare al tavolo delle trattative?
In questa intervista a Barguthi, capo delle forze armate dei Tanzim, non si intravvede il minimo segno di distensione che possa far pensare ad una volontà, da parte palestinese, di riprendere le trattative.
Al contrario, si parla di "Aggressione israeliana verso il popolo palestinese" e di Sharon che "conosce solo la logica della forza". Ancora. Il giornalista orienta chiaramente le risposte di Barguthi il quale afferma testualmente: "Il cessate il fuoco non è segno di debolezza, ma segno di diponibilità per dare una nuova chance alla pace"! Ma di quale cessate il fuoco si parla?
Nessuna domanda viene rivolta a Barguthi in merito all'uccisione della donna israeliana a Givat Zeev ed al ritrovamento del cadavere martoriato del costruttore Avi Boaz, scoperto all'interno della sua auto in un sobborgo a sud-est di Gerusalemme.

Ancora. Barguthi si riferisce agli scontri che insanguinano Israele da oltre un anno e mezzo usando un termine che, a dir poco, fa allibire: "Intifada della pace".

Sarebbe stato compito del giornalista rammentare che quella che viene chiamata "Intifada della pace" in realtà ha generato un grave stato di terrore nel quale da molti mesi il popolo israeliano è costretto a vivere, senza più sicurezze per la propria incolumità e per quella dei propri figli.

Da ultimo è veramente preoccupante il senso di sfiducia che Barguthi ripone nella missione dell'inviato USA quando afferma: "Zinni non proporrà nulla di nuovo".

C'è da chiedersi, per l'ennesima volta, se il popolo palestinese vuole veramente la pace.

I lettori che volessero inviare commenti possono scrivere a lettere@unita.it


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