Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Università di Berna contro Francesca Albanese Commento di Setteottobre
Testata: Setteottobre Data: 01 luglio 2025 Pagina: 1 Autore: Setteottobre Titolo: «Albanese: Berna annulla evento per estremismo. Bocconi la ospita tra le 'Menti Straordinarie'»
Riprendiamo da SETTEOTTOBRE, il giornale dell'associazione Setteottobre (presieduta da Stefano Parisi), il commento dal titolo: "Albanese: Berna annulla evento per estremismo. Bocconi la ospita tra le 'Menti Straordinarie'".
Francesca Albanese, giustamente, viene respinta dall'Università di Berna. I suoi commenti, sempre contro Israele, esulano dai suoi compiti istituzionali all'Onu, di inviata speciale per i Territori. Gli svizzeri la prendono per quel che è: un'antisionista che istiga l'odio contro Israele e lo certifica con la targa dell'Onu. In Italia non lo abbiamo ancora capito, visto che la Bocconi l'accoglie a braccia aperte fra le "Menti straordinarie". Bocconi, vergognati!
L’Università di Berna (Svizzera) ha annullato una conferenza di Amnesty International che avrebbe ospitato Francesca Albanese, per “l’impossibilità di garantire l'equilibrio dell'evento”. Riportando il fatto, il quotidiano NZZ ne ha ricordato le posizioni estremiste e le dichiarazioni di odio verso gli ebrei e in supporto esplicito ai terroristi di Hamas.
Pochi giorni fa, in un evento di Wired all’Università Bocconi di Milano, la stessa Francesca Albanese è stata invitata a parlare come una delle "menti straordinarie del nostro tempo”. Il suo intervento “Quando il mondo dorme” (lo stesso titolo del suo libro in uscita) ha avuto l’onore di concludere l'intera giornata.
La Bocconi si era finora distinta per non aver dato spazio alla propaganda estremista e per l’impegno nel contrastare gli atti di antisemitismo, dopo l’aggressione a uno studente ebreo.
Albanese è nota per le sue affermazioni a favore di Hamas, come quella secondo cui le vittime del 7 ottobre sarebbero state uccise in risposta all’oppressione di Israele, o che i terroristi avrebbero “il diritto di resistere”.
Perché le nostre istituzione accademiche faticano nel difendere la libertà, la sicurezza e il pensiero critico, finendo per promuovere idee estremiste e violente?
Fonti: UNWatch; Il Foglio; NZZ (Neue Zürcher Zeitung)