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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Il Sole 24 Ore Rassegna Stampa
14.04.2002 15/4/02 Lettera aperta ad Ugo Tramballi
Lettera aperta ad Ugo Tramballi

Testata: Il Sole 24 Ore
Data: 14 aprile 2002
Pagina: 131
Autore: un lettore
Titolo: «lettera»
Egr. Sig. Tramballi,
ho letto con piacere il suo pezzo sul conflitto mediorientale pubblicato ieri 13/4/2002 sul Sole 24 Ore, nel quale Lei si giustifica dicendo che, in quella situazione , con tanti morti, è difficile per un giornalista mantenere un'equidistanza dalle parti.
Forse finalmente sono servite tutte le e-mail di critica che le abbiamo inviato, infatti non c'è nessun dubbio che lei non sia mai stato equidistante nelle sue cronache!
Spero che quell'articolo significhi che lei cercherà di migliorare in futuro.
Vorrei comunque criticare una frase da Lei scritta sempre in un articolo pubblicato ieri. Il famoso "pasto da carcerato" che Arafat offrirà a Powell, fatto di ceci altro non è che il piatto tipico della regione.Inoltre gli offrirà ceci e fave("humus maa ful"), non ceci e fagioli come scrive Lei,che è considerato una prelibatezza per chi conosce il medioriente.
Sarebbe come dire che a Bologna le lasagne sono un piatto da carcerati!!
A questo punto una domanda mi sorge spontanea, Lei che si fa passare per esperto, che scrive libri sul medioriente, che è l'inviato del Sole 24 Ore in medioriente, come può non conoscere il humus?
Ma in che mondo vive Lei?
O la paura degli attentati suicidi non la fa uscire dalla sua camera d'albergo, dove probabilmente servono solo cibo internazionale (generalmente terribile) e niente di tipico della regione?
Questo vuol forse dire che Lei scrive i suoi articoli per sentito dire?
Tutto ciò spiegherebbe gli strafalcioni che notiamo regolarmente nelle sue corrispondenze.
Claudia Collina


letterealsole@ilsole24ore.com

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