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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
02.03.2025 Macron minaccia Algeri su Sansal
Editoriale de Il Foglio

Testata: Il Foglio
Data: 02 marzo 2025
Pagina: 3
Autore: Redazione de Il Foglio
Titolo: «Macron minaccia Algeri su Sansal»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 02/03/2025, a pag. 3, l'editoriale dal titolo "Macron minaccia Algeri su Sansal".

Boualem Sansal, lo scrittore franco-algerino ingiustamente incarcerato in Algeria, perché nei suoi libri ci mette in guardia dal pericolo del totalitarismo islamico. Adesso però la Francia (alla buonora!) fa sul serio e minaccia sanzioni, se non verrà liberato.

Emmanuel Macron ha detto di essere “preoccupato” per la detenzione e la salute del romanziere franco-algerino Boualem Sansal e che è il momento di rivedere gli accordi sull’immigrazione tra i due paesi. Anche il primo ministro François Bayrou ha detto che rivedrà un accordo vecchio di decenni che rende più facile per i cittadini algerini trasferirsi in Francia a meno che l’Algeria non accetti di riprendere coloro che vengono deportati dalle autorità francesi ed è chiaro che nel pacchetto c’è anche la libertà di Sansal. Il Parlamento europeo si è espresso a larga maggioranza per la liberazione dell’autore di “2084”. Qualche comitato in sua difesa è stato formato (troppo poco). Alcuni scrittori e premi Nobel si sono fatti sentire.

Ma è arrivato il tempo della politica nei confronti di questi regimi che, oltre a riempirci di gas, sfruttano gli strumenti democratici occidentali mentre privano della vita i nostri scrittori. L’avvocato di Sansal (a François Zimeray è stato rifiutato il visto per visitarlo e difenderlo “perché ebreo”) ha confermato

il 25 febbraio che lo scrittore imprigionato ha smesso di mangiare, nonostante abbia ottant’anni e sia già gravemente malato. Sansal è accusato di “cospirazione contro la sicurezza dello stato” per le sue dichiarazioni e i suoi scritti. La sua lotta contro la dittatura del pensiero, la sua opposizione a ogni forma di sottomissione, è la nostra. La sua prigione è la nostra. “Sansal è molto coraggioso e da anni mi domandavo: ma perché resta in Algeria?” ha detto qualche settimana fa Michel Houellebecq. “C’è una certa grandezza nel restare nel proprio paese come resistente. Ho sempre pensato che nel 1940 era più coraggioso restare in Francia piuttosto che andare a Londra, per esempio. Ma io non ho questo genere di coraggio”. A noi è richiesto di tirarlo fuori con i mezzi che abbiamo.

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