Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Gli attacchi anti ebrei sono raddoppiati Analisi di Massimo Sanvito
Testata: Libero Data: 13 febbraio 2025 Pagina: 13 Autore: Massimo Sanvito Titolo: «Lettere minatorie, insulti e pestaggi: raddoppiati i casi di antisemitismo»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 13/02/2025, a pag. 13, con il titolo "Lettere minatorie, insulti e pestaggi: raddoppiati i casi di antisemitismo", la cronaca di Massimo Sanvito
Minacce verbali, ma anche pestaggio e istigazione alla violenza: nel 2024 gli attacchi antisemiti sono raddoppiati. Il nuovo antisemitismo è una realtà e cresce indipendentemente dalla guerra a Gaza.
Febbraio 2024. Stefano, ebreo e giornalista, riceve una lettera anonima: “Attento alle tue esternazioni se non vuoi anche tu diventare una pietra di inciampo”. Maggio 2024.
Un muro del Lido di Venezia viene imbrattato con una scritta rossa a caratteri cubitali: “Ebrei maledetti vi cercheremo casa per casa in tutto il mondo per sgozzare voi e i vostri bambini”. Giugno 2024. Di fronte a un’attività commerciale di Roma compaiono svastiche e stelle di David a mo’ di marchio: “Negozio ebreo”.
Giusto qualche esempio della sfilza di casi di antisemitismo che hanno macchiato il 2024 in tutta Italia: stando alle segnalazioni ricevute dall’Osservatorio della Fondazione Cdec (Centro di documentazione ebraica contemporanea), infatti, si sono contati la bellezza di 877 episodi (600 in rete e 277 materiali) di violenza contro gli ebrei. Più di due al giorno e quasi il doppio rispetto ai 454 del 2023, che già rappresentavano un picco mai registrato dagli anni ’60 a oggi. A incidere, oltre agli storici e disdicevoli pregiudizi, non poteva che essere la guerra a Gaza.
Minacce di morte, liste di proscrizione periodicamente aggiornate, manifestazioni pubbliche contro gli “agenti sionisti”, aggressioni fisiche e verbali a studenti, molestie e pressioni. Una scia d’odio, spesso e e volentieri alimentata da comunità islamiche, centri sociali e partiti istituzionali di sinistra. Nel dettaglio, si è trattato di 618 casi di diffamazioni e insulti, 116 minacce, 95 graffiti, 29 discriminazioni, undici vandalismi e otto pestaggi. In 44 casi “online” e in 32 casi “materiali” Gaza è stata paragonata al campo di sterminio di Auschwitz o addirittura la situazione dei palestinesi è stata definita peggiore rispetto a quella delle vittime dell’Olocausto.
Per quanto riguarda invece la spartizione geografica delle violenze, sul gradino più alto del podio c’è Milano (76 episodi), seguita da Roma (56) e Torino (19).
Se è vero che il 7 ottobre 2023, giorno della carneficina dei terroristi di Hamas ai danni di civili israeliani, nel 2024 la furia antisemita si è concentrata attorno al Giorno della Memoria, al 25 aprile, alle acampade studentesche nelle università di tutta Italia e ogni qualvolta Liliana Segre osava dire la sua. Ed ecco alcuni vocaboli con cui le vittime dell’odio anti-ebraico dilagante sul web e nelle strade - i più bersagliati la senatrice a vita Liliana Segre, i giornalisti David Parenzo e Maurizio Molinari, il consigliere comunale milanese Daniele Nahum (uscito dal Pd per gli sproloqui sul genocidio a Gaza) e l’Unione delle comunità ebraiche italiane - sono state catalogate dagli odiatori di professione: sionisti, nazisionisti, sionazisti, giudeonazisti, nazisti ebrei, sionisti suprematisti ebrei, nasoni, massoni, illuminati, saponette, saponi.
«Oggi siamo di fronte a una crescita di antisemitismo mai misurata prima in Italia dalla fine della guerra. L’antisemitismo, un sentimento, una ideologia, un pensiero che si esprime in forme molteplici secondo la situazione e il contesto socioeconomico e politico, in questo ultimo anno e mezzo è stato attizzato e rafforzato da più parti, dai discorsi o dai silenzi di diversi protagonisti della vita pubblica», si legge nel rapporto del Cdec. Dopo i terribili attacchi terroristici di Hamas «gli atteggiamenti e le opinioni nei confronti di Israele si sono radicalizzati». Il conflitto a Gaza ha cambiato tutto: «La demonizzazione e la delegittimazione dell’esistenza di Israele, accusata di rispondere in modo asimmetrico all’atroce massacro di civili, si è diffusa trasversalmente (per età, ceti e appartenenza politiche) e ha accresciuto l’antisemitismo. L’antisionismo ha sfruttato la diffusa disinformazione sulla storia ebraica e i pregiudizi radicati contro gli ebrei per costruire un quadro semplicistico attraverso il quale mascherare l’antisemitismo».
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